Nonna, non vi offendete… ma come fate ad avere i soldi per questi cagnolini? Dev’essere davvero du…

Nonna, non voglia mica arrabbiarsi con me ma da dove li trova i soldi per questi cagnolini? Deve essere davvero dura, eh
Nel piccolo ambulatorio cera un tepore rassicurante, la luce bianca un po fredda, odore di disinfettante e quel silenzio pesante che precede sempre una diagnosi importante.
Il dottor Francesco si era appena tolto i guanti e guardava pensieroso il cagnolino smunto sul tavolo. Tremava tutto. Aveva una zampetta fasciata alla buona probabilmente con uno straccio recuperato in fretta e due occhioni enormi e lucidi, da far venire i sensi di colpa pure al Santo Padre.
Accanto al tavolo, cera lei.
La signora Rosina.
Una vecchietta minuta, coperta con il suo piumino informe di quando linverno era ancora in voga negli anni 90, anche se fuori non si batteva più i denti neanche a dicembre. Aveva un foulard legato sotto il mento come le donne di paese, e stringeva nervosamente le mani, come se chiedesse scusa per respirare laria degli altri.
Non era certo la prima volta che veniva lì.
Anzi ultimamente bazzicava in ambulatorio quasi ogni sera.
Una volta con un cane investito.
Una volta con uno tutto pieno di rogna.
Unaltra col musetto ferito e logoro.
E poi quello che neanche riusciva più a mangiare.
E ogni volta, Francesco non poteva che domandarsi:
pagava.
Non tanto, senzaria da ricca, senza drammi.
Sfilava lentamente i soldi, pochi euro macchiati dal tempo, da un portafoglio spelacchiato di altro millennio, con un pudore quasi imbarazzante.
Quella sera, finita la visita, Francesco non ce la fece più.
Inspirò forte e, con la voce gentile ma genuinamente sconcertata, chiese:
Nonna non voglia offendersi ma da dove li trova i soldi per questi cagnolini? Che la vedo mica stare larga
Rosina sbatté rapide le palpebre.
Abbassò gli occhi.
E sorrise un sorriso piccolo, consumato dalla vita.
È dura, figliolo ma mica più dura che per loro.
Francesco rimase zitto.
Lei tirò piano il foulard dalla fronte, un po commossa, e cominciò a parlare piano, con le parole scandite dal tempo, cariche di significato.
Come se ogni frase fosse costata una vita.
Io la pensione mia è piccola.
Fatica a pagare la luce le medicine il gas per la stufa
Ma sa cosa cè?
Francesco annuì.
Quando esco di casa la sera li vedo.
Per strada.
Mi guardano con quegli occhi come se fossi lultima speranza rimasta.
Deve aver deglutito chissà quante volte.
E io non ce la faccio, dottore non ce la faccio a passar loro accanto.
Che mi si spezza qualcosa dentro.
Pare che mi chiamino senza voce.
A Francesco faceva male pure lo stomaco.
Ma come fa? domandò quasi sottovoce.
Che viene spesso e le cure costano
La vecchietta si strinse nel piumino spelacchiato, come a difendersi dal mondo.
Non ce la faccio mica sempre
Ci taglio su di me.
E cominciò a contare sulle dita, con la semplicità di chi non ha bisogno di filosofia per essere buono:
La carne, non la compro più per me.
Mangio patate, fagioli quello che capita.
Vestiti nuovi non li prendo.
Questo giaccone cha più anni di me, ma tiene ancora caldo.
E qualche volta mi scordo una pastiglia ma questa non la dica a nessuno, eh.
Francesco sollevò subito la testa.
Nonna ma non va bene
Lei lo bloccò subito con la mano.
Lo so, figliolo.
Ma sa a me il male non fa più così come fa male a loro.
E quella volta, per la prima volta, Francesco vide altro nei suoi occhi.
Non solo fatica.
Una tristezza antica.
Un dolore che ti porti dietro da tanto, ma tanto, che ormai diventa pelle.
Anche io avevo un figlio, disse lei piano.
E al suono di figlio, la voce si spezzò.
Lho cresciuto come potevo.
Ma se nè andato troppo presto.
A Francesco si chiuse la gola.
Da allora, in casa solo silenzio.
Troppo silenzio.
E il primo cane, bagnato, tremante, lho trovato proprio sotto il portone lho preso in braccio.
Sorrise ancora.
Mi ha ridato vita alla casa.
Non mi ha colmato il vuoto, quello no
Ma mha dato motivo per alzarmi la mattina.
Il dottor Francesco guardò il cagnolino sul tavolo.
Poi guardò lei.
E capì.
La signora Rosina non portava solo cani, lì.
Portava un pezzo di anima, ogni sera.
Veniva a salvare quel che restava da salvare così da non sentirsi del tutto persa, lei.
Sa cosè che mi spaventa di più? chiese lei, con una vergogna leggera.
Non la povertà
Francesco alzò il sopracciglio.
Ma lindifferenza.
Che la gente passa e non li vede, neanche fossero sacchi dellimmondizia.
Se ci passo sopra anchio mi sento anchio un sacco dellimmondizia.
Tacque un istante, poi aggiunse:
Preferisco mangiare meno io
ma sapere di aver fatto qualcosa di buono.
Cadeva un silenzio da tagliare a fette.
Francesco sentiva gli occhi pungere.
Non era uno di quelli che si lascia andare alle lacrime.
Ma quella sera qualcosa sera incrinato.
Prese la scheda visita, scrisse qualcosa e gliela spinse avanti, con decisione.
Nonna da oggi in poi le visite ai suoi cagnolini sono a carico mio.
La signora Rosina rimase attonita.
Ma figliolo non sta bene così
E invece sta bene, rispose deciso lui.
Sa perché?
Lei alzò gli occhi.
Perché grazie a lei mi ricordo perché faccio il veterinario.
La vecchietta portò la mano alla bocca.
Gli occhi lucidi come quelli dei suoi cagnolini.
Eh dottore ma io mica faccio cose straordinarie
Francesco abbozzò un sorriso triste.
Invece sì.
In un mondo dove tutti voltano la faccia lei si ferma.
Prese il cagnolino, lo accarezzò e gli disse:
Andrà tutto bene, piccolo mio.
Poi guardò lei:
E nonna le medicine non le deve più saltare.
Una soluzione la troviamo.
Rosina annuì, piangendo in silenzio.
E quella sera, quando uscì dalla clinica, con il cane stretto al petto, Francesco la osservò mentre spariva in fondo al corridoio.
Una donnina piccola.
Con la pensione bassa.
Una vita in salita.
Ma un cuore come ce ne sono pochi davvero.
Se questa storia ti ha toccato, lascia un e condividi.
Magari qualcuno oggi ha bisogno di ricordarsi che la bontà non ha prezzo ma solo anima.

Rate article
Add a comment

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!:

eleven + 8 =

Nonna, non vi offendete… ma come fate ad avere i soldi per questi cagnolini? Dev’essere davvero du…