Cera una volta una vecchietta di nome Nonna Lucia che decise di fare una buona azione. Raccolse tutti gli oggetti che non le servivano più e che da tempo occupavano spazio inutilmente nella sua casa. Tra questi cerano camicette di seta, vestiti eleganti, cappelli dalle larghe tese, gonne di lana insomma, tutto ciò che prendeva polvere negli armadi. Nonna Lucia pensò: Porterò tutto in chiesa. Magari serviranno a qualcuno che ne ha veramente bisogno. Forse li prenderanno i senzatetto o qualche rifugiato.
Sistemò tutto in una grande borsa di stoffa e la mise in un angolo della stanza, decisa a portarla il giorno seguente. Poi andò a dormire.
Quella notte, credeteci o no, fece un sogno davvero strano.
Si sentiva come se lanima si staccasse dal corpo e osservasse dallalto ciò che succedeva. Tutto era luminoso, eppure era ancora nel suo appartamento. Sentiva una serenità rara.
Nel sogno, si trovava al centro della stanza con la borsa tra le mani, proprio quella che aveva preparato per la chiesa. Davanti a lei apparve una bimba dai capelli ricci e dagli occhi vivaci.
Cosa cè dentro la borsa? chiese la piccola.
Nonna Lucia sorrise:
Ho raccolto alcune cose che non mi servono più. Occupano posto e magari potrebbero aiutare qualcuno più sfortunato. Domani le porterò in chiesa.
Che bellidea! Però la borsa non sembra molto pulita Forse potresti darle una lavata prima, che ne dici?
Hai ragione, ci penserò.
Mi raccomando, non scordarti! esclamò la bambina, per poi svanire come una farfalla al vento.
Nonna Lucia si svegliò di soprassalto. Si mise a sedere sul letto, cercando di ricordare i dettagli del sogno. Che fosse stata unangelo in visita?
Si avvicinò alla borsa, iniziò a svuotarla e pensò: Se deve essere lavata, la laverò. Le sembrava strano dare tanto peso a un sogno, ma qualcosa dentro di lei la spingeva ad ascoltarlo.
Forse qualcuno penserebbe che la vecchietta fosse superstiziosa, ma lei non si preoccupava di quel che diceva la gente. Anchio, allinizio, pensavo che le sue fossero solo fantasie. Fino a quando non accadde ciò che sto per raccontarvi.
In un appartamento dello stesso condominio di Nonna Lucia nacque un bambino, il secondo figlio di una giovane coppia di nome Marcello e Francesca. Per festeggiare larrivo del nuovo arrivato, decisero di invitare amici e parenti.
La casa si riempì di ospiti, auguri, regali e parole di gioia. Eppure, nessuno si lasciava andare a troppi complimenti per il neonato. In Italia cè la credenza che lodare troppo un bimbo piccolo possa attirare la sfortuna, così, su consiglio dei genitori, tutti trattenevano i commenti positivi sul piccolo Tommaso.
Gli ospiti iniziarono quindi a fare battute strane: Ma guarda che faccia buffa! Che bambino strano, Madonna santa Speriamo cresca bene. Le parole dette per scaramanzia, accompagnate da gesti della mano.
I genitori, rassicurati da queste frasi, si unirono agli invitati nella stanza accanto.
Il figlio maggiore, Niccolò, aveva assistito alla scena. Sentendo tutti parlare male del fratellino, pensò ingenuamente che se il bimbo era così brutto e indesiderato, non serviva a nulla.
Senza pensarci troppo, Niccolò afferrò il neonato dalla culla e scappò sul balcone. Si guardò attorno e, come faceva con i suoi giocattoli ormai rotti, decise di liberarsene lanciandolo nel vuoto.
Quando sentii questa storia mi si gelò il sangue. Poteva finire in tragedia, se non fosse che Dio veglia sempre sui piccoli.
Accadde che proprio in quel momento Nonna Lucia, che viveva al piano sotto, aveva appena finito di lavare la borsa, seguendo il consiglio del sogno. Stese la borsa ancora bagnata fuori dalla finestra, attaccata allo stendino.
E proprio lì, da sopra, come se piovesse dal cielo, cadde il piccolo Tommaso, che atterrò dolcemente proprio dentro la borsa.
Nel frattempo, nella casa sopra, i genitori si resero conto di un silenzio sospetto nella stanza dei bambini. Corsero a vedere e trovarono Niccolò sul balcone e del piccolo nessuna traccia. Dovè Tommaso? chiesero allarmati. E Niccolò rispose serissimo:
Ma era brutto, nessuno lo voleva. Così lho buttato giù.
Il cuore della madre quasi si fermò. Il padre corse giù per le scale nel panico. Ma, per grazia di Dio, trovarono il piccolo illeso nella borsa di Nonna Lucia.
Che miracolo! piansero i genitori mentre stringevano Tommaso al petto.
E a chi rivolsero i ringraziamenti? A Nonna Lucia, naturalmente. Nessuno ricordò Dio, tranne la vecchietta, che sapeva bene che certi miracoli non accadono per caso. Se non avesse ascoltato quellangelo del sogno forse nulla di tutto ciò sarebbe successo.
Perché molti pensano di essere solo fortunati, senza mai alzare lo sguardo verso il Cielo?
Ho riflettuto spesso su questa domanda. Ognuno troverà la propria risposta. Io posso solo dire che non credo al caso. E per i miracoli, ringrazio sempre Dio. Perché quale meraviglia avviene senza la Sua mano?
Ecco la vera lezione: in ogni gesto di gentilezza cè un filo invisibile che lega i nostri cuori, e spesso ciò che sembra un piccolo dono può salvare una vita. Bisogna fidarsi del cuore e non ignorare i segnali che arrivano dallalto.




