Mentre camminava lungo le sponde del Lago di Garda, la giovane Margherita, dal volto segnato da una curiosità ardente, scorse unoca selvatica che pareva supplicare gli abitanti del luogo di intervenire.
Tutti, però, indietreggiavano con lo sguardo spaventato, convinti che luccello potesse beccarli. Margherita non poteva restare a guardare; con un respiro profondo si avvicinò e provò a dargli del mais, ma loca non ne voleva. Era come se la chiamasse a seguirla.
Con un coraggio che le tremava nelle vene, la ragazza partì dietro luccello, che la guidò immediatamente verso un percorso insidioso. Tra le pietre affioranti del lago, loca aveva intrappolato il suo piccolo pulcino, mentre lintera famiglia nuotava intorno, chiamandolo disperatamente. Margherita, con mano ferma, estrasse il cucciolo imprigionato e lo riconsegnò ai genitori. Loca adulta, felice, riabbracciò il piccolo e, insieme, si allontanarono nuotando verso lorizzonte.
Il ringraziamento non tardò ad arrivare: poco dopo, il branco di oche selvagge si radunò nel cortile di casa di Margherita. La ragazza accettò la loro compagnia senza esitazione, offrendo loro cibo ogni giorno e vigilando affinché nulla le capitasse di male.
Col passare del tempo, la giovane capì sempre meglio quanto fosse vitale ascoltare chi, di norma, nessuno sente. Ogni alba le regalava un allegro clacson delle oche, la sera la accompagnavano fino alla porta, e talvolta, quando dovevano cercare cibo, lasciavano nei suoi pensieri i pulcini al sicuro.
Gli abitanti del villaggio, che un tempo fuggivano al solo avvistamento di unoca, ora si avvicinavano curiosi per ammirare quellinsolita amicizia tra una ragazza e un branco di uccelli selvaggi.
Così, un incontro al bordo del lago cambiò non solo il destino di un pulcino, ma anche la vita di Margherita, riempiendola di cura, fiducia e una gioia tranquilla e profonda. Ogni volta che passa davanti al lago, il vento le sussurra un grazie gioioso, mentre le oche, in coro, celebrano la loro piccola eroina.





