Sono salito sul treno regionale diretto a Firenze per andare dai miei genitori. Viaggiavo in seconda classe e avevo il posto superiore, ma non mi disturbava affatto. Sulle cuccette inferiori cerano due donne, molto attente a difendere il loro spazio. Avrei voluto aspettare il capotreno al piano di sotto, ma una di loro si è subito lamentata perché stavo salendo sulla cuccetta.
Quando ho deciso di mangiare qualcosa, le donne mi hanno impedito di raggiungere il tavolino. Si erano sedute di proposito ai lati e sorseggiavano il loro tè in silenzio, proteggendo il loro territorio affinché io non potessi mangiare lì.
Posso fare uno spuntino veloce? ho chiesto.
Giovane, hai il biglietto per il posto superiore. Hai risparmiato euro, quindi puoi mangiare lassù! Noi dobbiamo dormire e poi ci resta lodore del tuo cibo. E comunque vogliamo riposare ha risposto una delle due, con tono deciso.
Mi era chiaro che non avrebbero ceduto. Ho preparato la mia cuccetta e sono salito sopra con una confezione di pasta pronto. Appena ho iniziato a mangiarla, il treno ha scosso bruscamente il mio pranzo è volato sulla cuccetta sottostante.
La pasta era dappertutto, persino nei capelli elegantemente raccolti della viaggiatrice sotto di me. Lunghi fili di spaghetti hanno invaso tutto lo scompartimento e mi è venuto da ridere e piangere insieme.
Ragazzo, non sai proprio mangiare sul treno? Questa è la tua prima volta o cosa? È terribile! ha sbuffato la passeggera.
Non lho fatto apposta! ho risposto, iniziando a liberare i suoi capelli dai nodi di pasta.
Per tutta la notte nello scompartimento si è diffuso un persistente aroma di pasta pronta. Anche i capotreno evitavano la signora. Lei desiderava pulirsi, ma era un treno ordinario, senza alcuna comodità.
Io ho dormito serenamente, anche se il profumo della pasta mi ha lasciato piuttosto affamato. Che dire? A volte, difendendo troppo i propri spazi, ci si ritrova immersi nel caos. Il viaggio mi ha insegnato che un po di cortesia può evitare situazioni davvero gustose, ma spiacevoli.




