Infedeltà non è motivo per divorziare
Che? quasi rovesciò la tazza la giovane Irene Bianchi. Infedeltà non è un motivo?! Tu sei seria?
Anzi, rispose Marta Ricci con voce ferma, come se parlasse di qualcosaltro.
Lui ti ha tradita!
Smettila, sorrise stancamente, mescolando il caffè con il cucchiaino. Noi due ci siamo tradite molto prima.
Irene aggrottò le sopracciglia e si avvicinò:
Lo dici ora per sembrare forte?
No, alzò gli occhi Marta. Nei suoi non cera né rabbia né lacrime, solo stanchezza. Sono solo stanca di far finta che avessimo una famiglia.
Una breve pausa.
Aspetta, parlò Irene più sottovoce. Quindi pensi che linfedeltà sia una sciocchezza?
Certo che no, agitò la mano Marta, ma non è la cosa più importante. Lessenziale è quello che è stato prima e quello che è seguito.
Spostò la tazza come a togliere un ostacolo invisibile:
Vuoi che ti racconti? Solo, per favore, non interrompermi.
Parla, spostò la sedia più vicino, ti ascolto…
Marta sospirò:
Capisci, iniziò, eravamo una coppia comune. Ci siamo conosciuti a Roma, ci siamo sposati, abbiamo avuto due figli, un mutuo per la casa di periferia, ristrutturazioni continue Una corsa infinita e una confusione quotidiana.
Un giorno capii che, nonostante vivessimo vicini, non vivevamo più insieme.
Sorrise, breve e senza gioia.
Andrea è sempre stato insoddisfatto di tutto, di tutti. Sai, ci sono persone così Non fanno nulla di male, ma fanno sentire sempre colpevoli, freddi. Anche se non dicono nulla, ti senti sempre inadeguato.
Irene annuì; era una scena troppo familiare.
Ha iniziato a restare al lavoro fino a notte fonda, a volte fino al mattino. Marta lanciò lo sguardo verso la finestra. Non gli ho chiesto nulla. Sono una donna adulta. Ho capito che se un uomo vuole nascondere qualcosa, lo nasconderà; se vuole andarsene, se ne andrà. E se non se ne va, probabilmente è contento così comè.
Non lui, ma io. Ero sola, mi sentivo inutile, ormai stanca.
Marta rabbrividì come se un ricordo la trafisse dal profondo.
E poi si fermò un attimo. È successa quella gita. Devi ricordare
La ricordo. Mi dicevi che ti sentivi soffocare nel silenzio della tua casa, nei continui rimproveri Che avevi bisogno di una scossa.
Proprio così! E io sono partita
Il mare, il rumore delle onde, il sole che bruciava. Come se fossi atterrata su un altro pianeta.
E notai, per la prima volta dopo tanto tempo, di sorridere senza ragione. Accanto cera un uomo che mi ascoltava, che non giudicava, che non opprimeva. Era semplice, ordinario, senza melodramma, solo caldo. E questo mi bastò.
Irene si incrinò di nuovo:
Ma lo sapevi che
Lo sapevo, rispose Marta senza imbarazzo, ma in quel momento, per la prima volta dopo anni, mi sono sentita viva, desiderata. Capisci? E sai qual è la parte più terribile? Non è linfedeltà. È che a casa nessuno ha nemmeno notato che ero tornata cambiata.
Bussò con le dita sul tavolo, creando un ritmo.
Poi Andrea ha trovato le nostre conversazioni. Per caso ma che caso? sorrise stortamente. È sempre stato bravo a scavare ciò che voleva trovare.
E?
Urla, accuse, valigie, uscite, ritorni, nuove urla, nuove accuse. E la frase che non dimenticherò mai.
Marta la imitò con voce secca da uomo: «Sono un uomo. Posso fare quello che voglio. E tu non riesco a guardarti e non ti perdonerò».
Irene espirò piano:
Che schifo.
Beh, alzò le spalle Marta, anchio non sono un angelo. In sintesi, ci siamo logorati a vicenda fino a non avere più forze per vivere insieme. Linfedeltà è solo un sintomo, lultima goccia.
E dopo? chiese Irene, dopo una pausa.
Dopo, quando capimmo che non potevamo più condividere lo stesso tetto, anche formalmente, lui ha chiesto il divorzio.
Hai avuto paura?
No. Non ho provato nulla. Lo guardavo e capivo: era solo la fine di un capitolo, logica, inevitabile. I figli hanno accettato tutto con maturità, senza crisi né capricci.
Lo hai lasciato così, senza altro?
Certo, sorrise Marta, serena. Che senso ha tenere qualcuno che se nè già andato? Non è uscito di casa, è uscito da noi.
Irene rimase in silenzio.
Marta continuò:
E sai qual è la cosa più sorprendente? Dopo la sua partenza la casa è tornata tranquilla, leggera. Come se qualcuno avesse tolto dallo spalle un grosso zaino che portavo da dieci anni senza mai toglierlo. sorrise. Ecco perché dico: linfedeltà non è motivo di divorzio.
Allora qual è il vero motivo? chiese Irene.
Marta la guardò dritto negli occhi.
Quando vivi con qualcuno e ti senti sola per anni, quando non esisti più nel suo mondo, quando stare a casa è peggio che stare da sola. Questo è il vero motivo.
Si appoggiò allo schienale della sedia.
Linfedeltà è solo un punto che laltro mette al posto tuo.
Irene si lanciò in avanti:
Marta! Ma sei seria?! sbatté la mano sul tavolo. Non sono daccordo! Conosco moltissime persone che hanno passato questa esperienza. Alcuni, dopo linfedeltà, hanno divorziato, altri hanno perdonato ma nessuno, ascoltami, ha mai giustificato il tradimento! È stupido, doloroso, umiliante. Come puoi parlare così?
Marta rispose con calma:
Non sto giustificando nulla, Irene. Ho solo smesso di mentire a me stessa. E affermo: linfedeltà non è un colpo al dorso, è lultimo gradino su cui le persone salgono insieme, giorno dopo giorno, ora dopo ora. Capisci?
Irene rimase immobile, mentre Marta aggiungeva a bassa voce:
E sai chi tradisce è spesso chi ha smesso per primo di sperare. Chi ha tirato, sopportato, salvato, e alla fine si è spezzato.
Quindi il traditore non è sempre chi ha attraversato la strada. A volte è chi è rimasto accanto, ma ti ha abbandonato da tempo. Dillo ai tuoi amici; forse capiranno finalmente cosa è successo davvero.




