Quel Fatidico Marzo

QUEL MARZO
Marzo non è solo un mese: è una prova annuale di resistenza mentale.
Soprattutto quando il tuo amore è bizzarro come il clima fuori dalla finestra: né primavera, né apocalisse, né semplicemente qualcuno che ha rovesciato una latta di vernice grigia su tutta Milano.
…Lamore di Paolo e Livia iniziò proprio in marzo, il che spiega tutto.
Altre coppie si conoscono tra i petali di ciliegio, ma loro si incontrarono quando Paolo accidentalmente bagnò Livia passando vicino a una pozzanghera.
Livia, invece di piangere, gli scagliò con precisione un pezzo di neve sciolta sul parabrezza, che secondo Paolo sembrava contenere un mattone.
Fu amore al primo rimbalzo.
Marzo nella loro città era il mese in cui il romanticismo usciva indossando stivali di gomma.
Facciamo una passeggiata?
sussurrava Paolo nel telefono.
Non ho una barca, rispondeva Livia logicamente.
Ti porto sulle spalle.
Così i loro appuntamenti assomigliavano a esercitazioni dei vigili del fuoco in mezzo a una palude.
Paolo trasportava eroicamente Livia su laghi di poltiglia, mentre lei teneva sopra di lui un ombrello, che cercava disperatamente di volare verso Genova insieme alle loro speranze di piedi asciutti.
Sai, rifletteva Paolo tra uno schiocco e laltro del suo stivale destro, è questa la profondità dei sentimenti.
Siamo come due papere al parco.
Le papere sono volate via verso calde destinazioni già ad ottobre, Paolo.
Siamo come due pinguini distratti che hanno mancato lAntartide.
Il loro amore assurdo si mostrava nei dettagli.
Il vero sentimento a marzo non è un anello nel flute di prosecco (ci sarebbe comunque un ghiacciolo dentro), ma lultima bustina di Tachifludec divisa in due.
Questa è per te, disse Paolo solennemente, porgendole metà della polverina gialla.
Dal cuore.
Perché è coperta di peli di gatto?
È un condimento.
Per limmunità.
Livia lo guardava con un berretto ridicolo con il pompon, il naso rosso, lo sguardo folle e capiva: era quello.
Il celebre codice delluniverso aveva dato errore, mettendo insieme due persone capaci di ridere anche con la febbre (che, per un uomo, come si sa, equivale quasi allagonia).
…Il momento più romantico arrivò a fine mese.
Il sole finalmente sbucò, mostrando tutto ciò che linverno aveva nascosto sotto la neve.
La città sembrava il set di un film sulla rivolta degli operatori ecologici.
Stavano in piedi sul ponte.
Il vento soffiva a trenta metri al secondo, cercando di strappare la giacca a Paolo.
Livia, iniziò Paolo, cercando di superare il ruggito della primavera, volevo dirti…
Sei per me come…
come il primo bucaneve!
Così pallida e spunti tra i rifiuti?
precisò Livia, sistemando la sciarpa attorno alla testa per la terza volta.
Paolo rimase in silenzio.
No.
Così tenace.
Nonostante questo marzo maledetto, sei ancora con me.
Anche dopo che ho fatto cadere il tuo cellulare nella neve, che poi si è sciolta diventando una pozzanghera.
Livia lo guardò, starnutì (assieme al passaggio del tram) e scoppiò a ridere.
Va bene, eroe-bucaneve.
Torniamo a casa.
Ho comprato un chilo di limoni e trovato la ricetta per il vin brulé.
Se sopravviviamo a questa domenica, riconosco ufficialmente il nostro amore come patrimonio storico.
Camminarono tra marciapiedi costellati di iceberg.
Un amore che misurava la sua profondità al ginocchio proprio quanta acqua cera nellandrone del loro palazzo.
Ma non gli importava.
Perché quel marzo conta non quanto siano pulite le scarpe, ma di quale mano ti aggrappi mentre scivoli verso linevitabile aprile…
….Un anno dopo.
Un nuovo quel marzo.
La città di nuovo sembrava un set di Acquatica, girato con un budget da due euro.
Paolo e Livia erano davanti a una gigantesca pozzanghera che aveva invaso il cortile durante la notte.
I vicini si stringevano alle recinzioni, sperando di passare sul bordo ghiacciato, mentre una nonna scrutava il cielo in attesa, se non di un elicottero di salvataggio, almeno di un colombo con un ramo dulivo.
Paolo, Livia fissava le sue nuove sneakers bianche comprate in un attimo di incomprensibile ottimismo.
Siamo adulti.
Abbiamo mutuo, lavoro, il bilancio annuale.
Non possiamo semplicemente…
Possiamo, la interruppe Paolo.
Da dietro la schiena tirò fuori magicamente due stivali di gomma gialli con allegri paperini.
Li ho presi ieri.
Numero tuo.
Livia sospirò.
Era proprio quel amore profondo, quando il tuo partner conosce non solo il numero del tuo piede, ma anche il grado della tua disponibilità alla decadenza.
…Cinque minuti dopo erano già nel centro della pozzanghera.
Lacqua schizzava felice, il sole si rifletteva sulle lastre sporche, i passanti li guardavano come se fossero appena scappati da un istituto buono ma molto chiuso.
Sai, Livia saltò sollevando una fontana di schizzi che innaffiò il vicino col cappello di visone, è il miglior lancio della primavera.
È il codice Papera Gialla, rispose serissimo Paolo.
Il sistema delluniverso ha provato a farci affondare nella depressione, ma noi abbiamo i talloni impermeabili.
Stavano nel mezzo di quel caos primaverile ridicoli, bagnati, eppure assolutamente sincronizzati.
Un amore strano, comprensibile solo a chi sa trovare il fondo dove tutti vedono solo sporcizia.
Paolo la abbracciò, e in quel momento il sole scaldò così forte che dalle loro giacche uscì una sottile nebbia.
Stiamo bruciando, notò Livia.
No, sorrise Paolo.
Finalmente ci siamo riscaldati alla temperatura giusta.
In quel preciso marzo ho capito la verità: se la vita ti mette davanti alle pozzanghere, compra gli stivali più colorati e impara a ballarci dentro.

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