QUEL MARZO INCONFONDIBILE
Marzo in Italia non è soltanto un mese: è una prova annuale di stabilità mentale e cuore saldo.
Soprattutto quando il tuo amore è strano quanto la meteorologia milanese: a tratti primavera, a tratti apocalisse, oppure sembra che qualcuno abbia rovesciato una latta di vernice grigia su tutta la città.
Lamore tra Oleg e Caterina sboccia proprio a marzo, e questo spiega tutto.
Gli altri si conoscono sotto voli di petali darancio o di ciliegio; loro si incontrano quando Oleg, distratto, schizza Caterina dalla pozzanghera, e lei invece di piangere gli lancia sul parabrezza una palla di neve sciolta, che a sentir Oleg conteneva almeno un mattone.
Fu amore al primo rimbalzo.
Marzo in città a Milano è il mese in cui il romanticismo esce di casa indossando galosce.
Facciamo una passeggiata?
sussurra Oleg dolcemente al telefono.
Non ho una barca, risponde Caterina, sensata.
Ti prendo in spalla.
Così i loro appuntamenti ricordano addestramenti dei vigili del fuoco nei campi allagati.
Oleg trasporta eroicamente Caterina sopra i laghetti di poltiglia, mentre lei lo protegge con lombrello, che vorrebbe tanto decollare in direzione Palermo portando via le loro speranze di piedi asciutti.
Lo senti?
filosofeggia Oleg, mentre schiocca il suo stivale destro.
Per me questa è la profondità dellamore.
Siamo come due anatre al Parco Sempione.
Le anatre sono volate a sud già a ottobre, Oleg.
Siamo due pinguini distratti che hanno mancato il Polo Sud.
Il loro affetto strampalato si rivelava nelle piccole cose.
Profondo amore a marzo non è il classico anello nel flûte di prosecco (dove comunque galleggerebbe almeno un ghiacciolo), ma lultima Bustina di Tachipirina, divisa a metà.
È per te, dice solenne Oleg, porgendole mezza dose di polvere gialla.
La do dal cuore.
Perché è piena di peli di gatto?
È un mix.
Per limmunità.
Caterina lo osserva: con quel berretto ridicolo, il naso rosso e gli occhi folli, capisce che questa è una di quelle verità universali: il codice della realtà ha fatto tilt e ha unito due persone capaci di ridere anche con la febbre che per un uomo, si sa, è quasi morte certa.
Il momento più romantico arriva a fine mese.
Il sole finalmente fa capolino, togliendo il velo a tutto ciò che linverno aveva nascosto.
La città pare una scena di film dedicato ai paladini del Comune.
Sul ponte, il vento soffia a trenta metri al secondo cercando di strappare la giacca a Oleg.
Caterina, tenta di gridare sopra la rumorosa primavera, volevo dirti Tu per me sei come il primo bucaneve!
Pallido e fa capolino tra i rifiuti?
chiede Caterina, sistemando la sciarpa ormai avvolta tre volte attorno alla testa.
Oleg si impappina.
No.
Forte.
Nonostante questo dannato marzo, sei ancora qui vicino a me.
Anche dopo che ho fatto cadere il tuo cellulare nel cumulo di neve che, guarda caso, era una pozzanghera.
Caterina lo fissa, starnutisce (sincronizzata col tram che passa) e poi ride.
Va bene, campione.
Torniamo a casa.
Ho comprato un chilo di limoni e trovato la ricetta del vin brulé.
Se sopravviviamo alla domenica, proclamerò il nostro amore monumento storico.
Camminano per strada, evitando iceberg sul marciapiede.
Un amore profondo fino al ginocchio, proprio la quantità dacqua che cè nellandrone.
Ma non importa.
Perché nel quel marzo lì conta non la pulizia delle scarpe, ma la mano che stringi mentre scivoli insieme verso linevitabile aprile
Passa un altro anno.
Ecco di nuovo quel marzo.
La città si trasforma nelle scenografie di Waterworld, con un budget di tre centesimi.
Oleg e Caterina si fermano davanti a una gigantesca pozzanghera che ha conquistato il cortile.
I vicini si aggirano tristi attorno alle recinzioni, cercando di camminare sul bordo del ghiaccio, mentre un pensionato scruta il cielo sperando non tanto in un elicottero, quanto almeno in una colomba col ramo dulivo.
Oleg, Caterina osserva i suoi nuovi sneakers bianchi, acquistati in un folle momento di ottimismo.
Noi siamo adulti: abbiamo mutuo, lavoro e bilancio annuale.
Non possiamo certo
Possiamo, la interrompe Oleg.
Nella schiena tira fuori, come un mago, due stivali di gomma giallo brillante con stampate paperelle allegre.
Le ho comprate ieri: il tuo numero!
Caterina sospira.
È quellamore profondo quando il partner conosce non solo il tuo numero di scarpa, ma anche il grado della tua voglia di regredire allinfanzia.
Cinque minuti dopo, stanno già nel centro della pozzanghera.
Lacqua rumoreggia allegramente, il sole si riflette nei ghiacci sporchi e i passanti li osservano quasi fossero evasi da qualche istituto particolarmente affettuoso.
Sai, Caterina salta, sollevando un getto che bagna il vicino col cappello di visone.
È il miglior inizio di primavera.
Codice Paperella Gialla, replica Oleg serio.
Il sistema ci ha tentato di affogare in depressione, ma abbiamo i talloni impermeabili.
Restano nel caos primaverile assurdi, bagnati, ma perfettamente coordinati.
Un amore strano che capisce solo chi sa trovare il fondo dove gli altri vedono solo sporco.
Oleg la abbraccia e il sole li scalda così tanto che dalle giacche esce una nuvola di vapore.
Stiamo bruciando, commenta Caterina.
No, sorride Oleg.
Ci siamo semplicemente scaldati a dovere.
In questo marzo capiscono la cosa più importante: se la vita ti riempie di pozzanghere, compra gli stivali più accesi che trovi e impara a ballarci dentro.


