Un incontro difficile tra due cuori inquieti

10 marzo

Oggi ho preso il pullman alla fermata di via Garibaldi, come previsto. Era pieno, ma cera un solo posto libero, accanto a un tipo che sembrava poco più grande di me. Allinizio non gli ho dato molte attenzioni. Mi aspettavano sette ore di viaggio fino a Firenze, dove vivono i miei genitori, e avevo una valanga di pensieri irrisolti.

Mi ero appena sistemato quando il pullman è partito e, dopo qualche minuto, il mio naso è stato catturato da un profumo chiaramente italiano: un misto di muschio e caffè espresso tostato forte, quasi bruciato. Quellaroma, così intenso e quasi amaro, mi ha subito fatto riaffiorare dei ricordi lontani.

Era estate, faceva caldo. Avevo diciassette anni, sdraiato sullerba vicino allArno, con la mia ragazza preferita, Lorenza. Lei portava lo stesso profumo: quellinconfondibile miscela di caffè e muschio che riempiva laria mentre ci baciavamo sotto un cielo pieno di stelle. Lorenza mi sussurrava allorecchio che non mi avrebbe mai lasciato, che saremmo stati insieme per sempre. Era il mio primo amore, quello vero e travolgente. Lavrei seguita ovunque, avrei rinunciato pure alluniversità, pur di starle vicino.

Ma la vita ci ha separati. Lorenza si trasferì a Milano per luniversità e pochi mesi dopo si fidanzò con un altro ragazzo. Io rimasi solo, con il cuore a pezzi. Negli anni non ho più avuto il coraggio di innamorarmi veramente. Anche dopo dieci anni, pensavo sempre a Lorenza, nonostante tutto.

Per un istante, ho deciso di voltarmi verso il mio compagno di viaggio. Sono rimasto senza fiatocastano, occhi azzurri, lineamenti raffinati e labbra piene, alto. Sembrava proprio lei, Lorenza, in versione maschile! Il battito del cuore ha preso a tamburellare nel petto.

Scusa, ma non è che ti chiami Lorenzo? ho azzardato, imbarazzato.

Noha risposto lui, voltandosi con un sorriso aperto che mi ha colpito dritto. Mi chiamo Matteo. Sorriso ampio. Incredibile quanto somigliasse alla persona che abitava i miei ricordi più intimi.

E tu come ti chiami? mi ha chiesto con tono cordiale.

Ehm, sono Filippo piacere. Mi sono sentito un po impacciato, ma poi ho ritrovato la voce.

Anche per me è un piacere, Filippo. Sai assomigli tantissimo a una persona che ho amato molto.

Ah, davvero? A chi? ho chiesto, incuriosito.

Alla mia prima fidanzata, Lorenza. Ci siamo lasciati male, lei ha trovato un altro. Dieci anni e non riesco ancora a smettere di pensarla. È assurdo, no? E ora sei qui tu che le somigli tantissimo mi sembra impossibile.

Ho sentito subito un legame speciale con lui, come se stessimo vivendo la stessa storia da due angolazioni diverse.

Matteo, anche io ho una storia uguale alla tua. Sembra quasi uno scherzo del destino, vero?

Lui mi ha guardato sorridendo e mi ha detto: Filippo, che ne dici se ci scambiamo i numeri? Magari ci facciamo compagnia.

Daccordo, ho risposto senza esitare.

Abbiamo iniziato a chiacchierare del più e del meno. Alla fine, chi lo sa come andrà a finire? Forse il destino ha voluto concederci una seconda occasione, anche se con persone nuove che ricordano quelle che abbiamo amato in passato. In fondo, in Italia si dice sempre che il mondo è piccolo e tutto torna. Ho imparato che, a volte, bisogna saper cogliere le sorprese della vita, perché nulla succede davvero per caso.

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