15 aprile 2024
Oggi, mentre facevo la spesa al negozio di alimentari di San Giovanni dArma, ho assistito a una scena che mi ha colpito profondamente. Il giovane Luca, un ragazzo magro di sedici anni, era vestito con abiti logori ma ben tenuti. Si trovava davanti al bancone a fissare una bottiglia di marmellata di more, quando il proprietario, Giuseppe, si avvicinò a lui con un sorriso.
Ciao, Luca, come va?
Bene, grazie, signor Giuseppe niente di che.
La mamma, è già al lavoro?
No, è ancora a casa; non si sente bene
Vuoi comprare un po di marmellata?
Solo a guardare. Mamma adora la marmellata di more, ma ora non abbiamo i soldi per comprarla.
Allora vendimi quel braccialetto che ti sei fatto da sola.
Sul polso di Luca cera un braccialetto artigianale intrecciato con fili di telefono di diversi colori.
Sì, signor Giuseppe, ma è troppo piccolo per lei.
Lo comprerò per mio nipote. Che ne dice?
Non credo di poter ottenere abbastanza per quel braccialetto
Proprio quanto costa il vasetto di marmellata. Ci ho messo tre notti a creare quei motivi!
Sì, lho lavorato per tre notti
Allora è deciso! Il braccialetto è mio, la marmellata è tua, o meglio, tua e di mia madre!
Grazie, è davvero gentile.
Il ragazzo, visibilmente felice, afferrò il vasetto, tolse il braccialetto dal polso e lo porse a Giuseppe.
Buona giornata, signor Giuseppe!
Ci vediamo più tardi, Luca!
Al banco, la moglie di Giuseppe, Francesca, osservava la scena con un sorriso. Notando il mio sguardo sorpreso, mi spiegò:
Arriveranno altri adolescenti; le loro famiglie sono povere e non possono permettersi cibi di buona qualità. Giuseppe cerca di aiutarli comprando ciò che può. Una volta mi ha chiesto di vendergli una fionda; lui lha pagata con una fetta di ottimo salame
Uscendo dal negozio, rimasi impressionato dalla generosità di Giuseppe. Non avrei mai immaginato che chi pesa ogni grammo con precisione possa anche pesare il cuore della gente, alleggerendo le loro difficoltà.
Giuseppe era benvoluto in zona; il suo negozio era un punto di riferimento. Lui e Francesca chiedevano sempre ai clienti abituali come andava la vita, erano di buon umore e cercavano di servire tutti con rapidità.
Il tempo è volato; dodici anni sono passati come acqua corrente. Giuseppe, ormai anziano, ha salutato questo mondo. Al suo funerale cerano molte persone, tra cui tre sottufficiali in uniforme. Dopo un breve momento di silenzio, si avvicinarono a sua moglie, baciandole la mano e offrendo parole di cordoglio.
Erano gli stessi ragazzi che Giuseppe aveva sostenuto. Quando ho salutato il defunto, ho notato nella bara alcuni oggetti infantili, incluso quel braccialetto, simbolo della sua genuina e delicata bontà. Capii che quei ragazzi sarebbero diventati uomini, e che Giuseppe non li aveva solo nutrito, ma aveva creato in loro lillusione di uno scambio onesto.
**Lezione personale:** la gentilezza, anche quando avviene in piccoli gesti, ha il potere di trasformare vite e di costruire legami che durano più di una vita.




