Troverai la tua fortuna. Non bisogna avere fretta. Tutto accade al momento giusto.
Caterina aveva una vecchia e un po strana tradizione. Ogni anno, alla vigilia del Capodanno, andava dalla chiromante. Vivendo in una grande città come Milano, era facile trovare una nuova chiromante ogni volta.
Il fatto era che Caterina si sentiva sola. Per quanto cercasse di conoscere un ragazzo galante, non ci riusciva mai. Sembrava che tutti quelli per bene fossero già fidanzati da tempo…
Questanno incontrerai la tua fortuna! proclamò solennemente la chiromante dagli occhi scuri, guardando un cristallo luccicante.
Dove? Dove lo incontrerò? chiese Caterina con impazienza. Ogni anno mi dite la stessa cosa. Gli anni passano e la mia fortuna non arriva.
Mi hanno consigliato te, dicono che sei la chiromante più brava. Pretendo che tu mi dica il posto preciso! Altrimenti ti faccio una cattiva pubblicità… minacciò la ragazza.
La chiromante alzò gli occhi al cielo. Capì subito che avrebbe avuto a che fare con una cliente molto insistente, che non lavrebbe lasciata in pace tanto facilmente. Sapeva bene che, se non avesse mentito ora, Caterina avrebbe occupato il posto fino a sera, bloccando la fila di curiosi.
Lo incontrerai in treno! disse ad occhi chiusi. Lo vedo chiaramente… alto, biondo, molto bello. Proprio un principe delle fiabe…
Davvero! esclamò soddisfatta Caterina. Ma su quale treno e quando precisamente?
Prima di Capodanno! continuò la chiromante, divertita. Vai in stazione. Il tuo cuore ti guiderà nella scelta del biglietto…
Grazie! sorrise felice Caterina.
Appena uscita dal palazzo della chiromante, Caterina salì su un taxi e si precipitò alla Stazione Centrale. Di fronte alla biglietteria ferroviaria, il suo entusiasmo cominciò a vacillare. Guardava spaesata lorario dei treni, senza capire quale destinazione scegliere…
Dica! la voce irritata del bigliettaio la fece tornare in sé.
Venezia… Per il trenta dicembre. Un vagone cuccetta, balbettò Caterina.
Già si immaginava seduta nel suo scompartimento, a sorseggiare tè, quando improvvisamente la porta si sarebbe aperta e sarebbe entrato lui, il suo futuro sposo…
Ritornata a casa, Caterina iniziò a preparare rapidamente le cose per il viaggio: la sera tardi avrebbe preso il treno…
Non pensava alle conseguenze. Non si chiedeva cosa avrebbe fatto a Capodanno in una città sconosciuta. Desiderava soltanto che la profezia si avverasse al più presto.
Era difficile sentirsi inutile e invisibile, specialmente durante le festività. Tutti erano occupati a fare la spesa in famiglia, a comprare regali gli uni per gli altri. Tutti, tranne lei…
Dopo qualche ora, Caterina era seduta nello scompartimento con il bicchiere di tè. Proprio come aveva immaginato. Restava solo aspettare che il suo principe entrasse dalla porta socchiusa.
Buonasera! salutò una signora anziana, cercando di sistemare una valigia enorme nel sedile. Dovè il posto numero due?
Qui… rispose Caterina, mostrando la cuccetta di fronte. Mi scusi, è sicura di essere nel vagone giusto?
Certamente, cara, non ho sbagliato, sorrise la nonnina e si sedette.
Mi scusi, vorrei passare, balbettò Caterina, realizzando che stava facendo una sciocchezza. Mi faccia uscire! Ho cambiato idea, non voglio più partire!
Aspetta un attimo, metto via la borsa, disse lanziana, senza capire la situazione.
Ecco il treno è partito, Caterina sospirò. E adesso?
Come mai vuoi uscire? Hai dimenticato qualcosa? chiese la donna.
Caterina ignorò la domanda e si voltò verso il finestrino. Sapeva che la signora non era colpevole e che si era cercata i problemi da sola.
Intanto, Lucia Antonelli tirò fuori dalla borsa delle focacce ancora tiepide, offrendo la merenda alla compagna di viaggio.
Sono andata a trovare mia figlia, spiegò Lucia. Ora torno a casa, mio figlio e la sua fidanzata verranno a trovarmi. Festeggeremo insieme il Capodanno.
Che fortuna… Io, invece, probabilmente passerò la mezzanotte in stazione, si rattristò Caterina.
Si misero a parlare e la ragazza confessò tutta la verità alla nonnina sulle sue peripezie.
Sei proprio ingenua! Perché vai da questi ciarlatani? la rimproverò Lucia. Troverai la tua fortuna. Non correre. Arriva tutto a suo tempo…
Il giorno seguente Caterina scese sul binario di una città che vedeva per la prima volta. Aiutò gentilmente Lucia a scendere dal vagone e si fermò, senza sapere cosa fare.
Grazie, Caterina! Buon anno! la ringraziò Lucia Antonelli.
Anche a lei… rispose Caterina, malinconica.
La signora guardò la ragazza, cercando un modo per tirarla su di morale. Capiva che la prospettiva di passare Capodanno in stazione non era certo il modo migliore di iniziare lanno.
Caterina, vieni da me! propose dimprovviso Lucia. Addobbiamo lalbero, prepariamo il cenone…
Davvero Sarebbe un po imbarazzante, esitò la ragazza.
E invece stare in stazione va bene? sorrise la nonnina. Dai, vieni! Non si discute!
Alla fine Caterina accettò linvito. Lucia aveva ragione. Il vento gelido soffiava forte, non valeva la pena vagare per la stazione.
Marco e Martina sono già a casa, sorrise Lucia.
Marco vide dalla finestra che la madre era arrivata in taxi. Già davanti allascensore, il ragazzo corse ad aiutare la madre con la pesante valigia.
Marco, ciao tesoro. E non sono sola, ho una ospite. Questa è la figlia di una mia cara amica, Caterina, disse Lucia strizzando locchio a Caterina.
Benissimo! esclamò Marco. Prego, Caterina, accomodati.
La ragazza guardò il bel biondo alto e arrossì; proprio limmagine che aveva immaginato sul treno. Chissà, forse il destino stava giocando ancora con lei…
E dove è Martina? chiese la madre.
Mamma, Martina non cè più, non voglio parlarne. Va bene? rispose Marco con una smorfia.
Va bene…, disse confusa Lucia.
Quella sera tutti erano riuniti attorno al tavolo, salutando il vecchio anno.
Caterina, quanto ti fermi da noi? chiese Marco, versando il contorno nel suo piatto.
Non so… Domattina credo di partire, rispose Caterina, con una punta di tristezza.
Non le andava di lasciare così presto quella casa accogliente. Sembrava di conoscere Lucia e Marco da sempre.
Ma dove devi andare di corsa? si meravigliò Lucia. Caterina, resta ancora un po.
Sì, Caterina, resta. Abbiamo una bellissima pista di pattinaggio, domani sera potremmo andare. Non partire così presto, la pregò Marco.
Mi avete convinta, sorrise Caterina. Resto volentieri.
Lanno successivo festeggiarono il Capodanno in quattro: Lucia Antonelli, Marco, Caterina e il piccolo Arturo…
E voi, credete nei miracoli di Capodanno? A volte, la fortuna arriva quando meno la aspetti. Bisogna solo trovare il coraggio di aspettare e la pazienza di credere che tutto accadrà al momento giusto.



