Come Tania è diventata mamma grazie alla sua bontà d’animo…

Come Lucia divenne madre grazie al suo buon cuore

Ricordo ancora quellestate di tanti anni fa, quando Lucia rincasò in una sera tiepida e, entrando nellandrone del suo palazzo a Firenze, trovò davanti alla porta una scatola di cartone. Sorpresa, la osservò con attenzione. Allinterno, rannicchiati insieme, cerano un cagnolino e un gatto. Guardavano Lucia con occhi spaventati, tremolanti di ansia.

Ma che succede? Chi siete voi? borbottò Lucia, come se quei due potessero risponderle.

Proprio in quel momento si spalancò la porta accanto. Spuntò la vicina, la signora Assunta.

Oh, Lucietta, buonasera. Hai visto? Povera Valeria del secondo piano, se nè andata e nessuno proprio si è voluto prendere quei due poveri animali.

Ci ha provato con tutti sospirò la signora Assunta ma niente. Io ho già il mio Achille, non sopporta altri animali, e alcuni hanno lallergia Lucia, tu e Mario ci avete pensato? Siete giovani, lavorate bene, non avete figli, magari vi darebbe gioia.

Lucia esitò:

Non avevamo proprio in mente di adottare animali, e poi addirittura due subito

Non sarebbe il caso di separarli, aggiunse la vicina. Sono abituati a stare insieme, anche a dormire, sempre vicini. Valeria portava il cane a passeggio, mentre il gatto se ne andava in cortile da solo. Non ti daranno grande fastidio, vedrai.

E se nessuno li prende? chiese piano Lucia.

Li porteranno dal veterinario, a farli addormentare Avevano già preparato la scatola! Lappartamento di Valeria sarà venduto presto, ai nuovi non interessano. rispose triste la signora Assunta.

In quellistante arrivò anche il portinaio, guardandoli con dispiacere.

Non volete provarci? Son tranquilli, mangiano poco. E sono anziani, non dureranno ancora tanto Nessuno li vuole. Valeria li adorava.

Lucia sentì un nodo alla gola.

Va bene, lasciateli qui. Non sopporto lidea che li portino a morire. Come si chiamano? Sapete, noi abitiamo qui da poco tempo, conoscevamo poco Valeria.

Il portinaio sorrise sollevato e sistemò la scatola nellingresso.

Il cane si chiama Beppe, il gatto si chiama Claudio. Vi ringrazio e lasciò, insieme al guinzaglio, una banconota da venti euro sul mobile, almeno per il primo periodo Grazie ancora.

Lucia chiuse la porta, si tolse il cappotto, poi si sedette accanto agli ospiti inaspettati.

Allora ragazzi Spero che Mario non mi scacci, ci farà una faccia! Ma è buono, si abituerà anche lui. sorrise dolcemente.

Tranquilli, non permetterò a nessuno di farvi del male. Solo pensare che volevano addormentarvi che crudeltà!

Il gatto parve capire: cautamente uscì dalla scatola iniziando ad esplorare la casa. Il cane, invece, rimase lì a osservare Lucia e il suo amico felino.

Lucia attraversò il corridoio, raggiunse la cucina e aprì il frigo. Di croccantini, ovviamente, nemmeno lombra. Ma preparò veloce un po di riso con qualche pezzetto di pollo, pensando che sarebbe andato bene per entrambi.

Con sua sorpresa, dopo aver ispezionato la casa, il gatto entrò in cucina e si avvicinò curioso alla ciotola. Lucia invitò anche Beppe, che restava in disparte. Solo quando vide il gatto mangiare con entusiasmo, si avvicinò e guardò Lucia con occhi pieni di speranza.

Arrivò Mario, il marito di Lucia, stanco dal lavoro. Rimase sbalordito, ma assieme decisero comunque di cercare, per sicurezza, una nuova famiglia con più spazio o magari una casa in campagna per quei due trovatelli.

Due anni prima avevano comprato quellappartamento fiorentino. Si volevano bene, la loro era una casa serena; mancava solo un figlio a completare la felicità.

Ma sei sempre stata così precisa, non volevi animali sussurrò Mario stupito.

Pensavo che saremmo presto diventati genitori Ma ecco qui loro, due poveretti destinati a morire. Non avrei mai potuto lasciarli lì, perdonami, e Lucia, quasi con le lacrime, raccontò tutto.

Li adoro anche io, lo sai. Beh, ora sono con noi, domani chiederò ai colleghi se qualcuno può adottarli, la abbracciò Mario.

Così, da quel giorno, la vita cambiò. Il gatto e il cane si abituarono in fretta: del resto, la casa era proprio sopra alla loro vecchia dimora, stesso cortile, stesso quartiere.

Siete fantastici, i miei tesorini, diceva Lucia sorridendo, sembra che abbiate sempre vissuto qui.

Lei portava Beppe a passeggio tre volte al giorno, Claudio invece usciva da solo dalla finestra e tornava senza problemi.

La signora Assunta era davvero felice del gesto di Lucia, e spesso aiutava portando qualche osso dal brodo per Beppe, e un po di risotto avanzato per Claudio.

La sera, Lucia e Mario ridevano di cuore guardando il gatto inseguire le palline e il cane ronfare felice sul nuovo cuscino.

Dormivano sempre insieme i loro amici pelosi, inseparabili ormai, e Lucia e Mario capirono che davvero non era giusto pensare di separarli.

Dopo qualche mese nessuna intenzione di regalarli a qualcun altro: ormai erano parte della famiglia, non ci si poteva più staccare.

La mamma di Lucia, che abitava poco lontano, veniva spesso la domenica. Anche lei finì per voler loro bene, sebbene allinizio fosse un po perplessa.

Io il gatto lo prenderei volentieri, ma qui al terzo piano non starebbe bene senza cortile diceva.

Lucia però rispondeva decisa:

No, mamma, ci aiuterai semmai quando andremo in vacanza. Ci penserai tu a loro e ai fiori!

Arrivò finalmente lestate, e Lucia e Mario partirono per qualche giorno al mare. Lucia chiamava la mamma quasi ogni giorno per sapere se tutto andava bene con i loro amici.

Va tutto benissimo, mangiano e dormono insieme, li porto spesso in cortile. Divertitevi, qua è tutto tranquillo, rassicurava la mamma.

Quando Lucia tornò, Beppe e Claudio le fecero una festa incredibile: il cane le scodinzolava intorno, saltando e gemendo di gioia; il gatto, dopo il baccano del cagnolino, si stropicciava sulle gambe di Mario facendo le fusa.

Oh oh, ci adorano davvero questi due! rise Mario. Lucia accarezzò Beppe e subito si mise a preparare la cena per tutti.

Da allora, si svegliava presto la mattina per portare il cane a fare una passeggiata e dare la colazione anche a Claudio.

Pochi mesi dopo, emozionata, Lucia annunciò a Mario che finalmente aspettavano un bambino. Era un sogno che si avverava.

La mamma di Lucia ripeteva spesso:

Vedi, Lucietta, non è stato per caso che sulla tua strada sono arrivati Beppe e Claudio. Era una prova della tua bontà. Il cielo sa sempre chi benedire. Ora ti devi preparare a diventare mamma.

È vero, mamma. Anche se non ci credevo troppo, ora capisco. E poi la vera preparazione lho fatta proprio con loro due: pulizie, attenzioni, coccole sono come figli!

Se vuoi, li porterò a casa mia quando arriverà il piccolo, ti aiuterà, proponeva la mamma.

No, mamma, ce la faremo. Anzi, spero che verrai a passeggiare con il carrozzino nel cortile, o a darci una mano quando il bimbo dormirà.

Si abbracciarono, felici.

La gravidanza andò avanti bene, e Lucia diede alla luce un bellissimo maschietto. Mai casa fu più colma di gioia, con Mario al settimo cielo, e la famiglia in festa.

Beppe, ormai anziano e mite, non abbaiava mai. Claudio, discreto, trascorreva le giornate tra il giardino, il cortile e la vecchia quercia, senza mai essere dintralcio.

Così tutti vissero in armonia, finalmente una vera famiglia completa.

Le vecchiette del quartiere, guidate dalla signora Assunta, raccontavano a tutti la storia di Lucia che diventò madre grazie al suo cuore generoso.

Lei la narrava sempre sorridendo, come una fiaba vera, prova che luniverso qualche volta davvero risponde al bene che facciamo agli altri.

E voi, cosa ne pensate? Ha ragione la signora Assunta? Raccontateci la vostra, mettete un bel mi piace se anche voi ci credete…

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