Ho paura di perderti

Ecco dove abito io, sorrise Leonardo, invitando la ragazza nella sua casa.
Entra pure, arrivo subito.
Anna varcò la soglia con esitazione, guardandosi intorno nervosamente.
Non si affrettava a togliersi le scarpe.
Qualcosa la inquietava…
Quando il ragazzo ricomparve nellingresso, sul volto di Anna si fermò una paura vera, terribile.
Le mani tremavano, e senza dire una parola, lei scappò via dalla casa.
Anna, dove vai?!
Leonardo guardò stupito la porta dingresso spalancata, poi si voltò verso Marta, la sua fedele compagna a quattro zampe Non si sarebbe mai aspettato che una serata piacevole finisse così allimprovviso.
Davvero è semplicemente fuggita senza dire nulla?
chiese incredulo Vittorio, quando Leonardo raccontò tutto al suo migliore amico.
Non ha detto nulla, ha solo correndo via Sembrava che avesse visto un fantasma.
Leonardo prese la tazza di birra, la guardò pensieroso, la rimise sul tavolo.
Non capisco Perché si è comportata così?
Che cosa lha così spaventata?
Può essere qualsiasi cosa.
Hai provato a chiederglielo direttamente?
Ci avrei provato, se rispondesse alle chiamate.
Da ieri sera non riesco a sentirla.
Sei stato a casa sua?
No.
Ho accompagnato Anna solo al portone, ma non so in quale appartamento vive.
Mah, situazione strana.
Già Strana davvero.
Era iniziato tutto nel migliore dei modi, e si è concluso così scioccamente.
Forse non è finita.
Perché ti scoraggi così presto?
Penso che abbia cambiato idea.
Non mi viene altro in mente.
Lunedì la vedrai, e glielo chiederai direttamente.
Dopo deciderai il da farsi.
Leonardo aveva incontrato Anna per la prima volta su un affollato tram a Milano.
Nessuno voleva cederle il posto, ma lui sì.
Era rimasto accanto a lei, sorridendo per tutto il tragitto.
Anna gli piacque.
Avrebbe voluto conoscerla, ma Leonardo correva al lavoro e non era tipo da approcciare davanti a tutti.
Cosa le avrebbe detto?
«Ciao, mi chiamo Leo, ecco il mio numero, chiamami stasera?» Suonava sciocco e banale.
Quindi, sceso dal tram, non aspettava che anche lei scendesse; si diresse subito verso lufficio.
Mentre camminava, però, aveva la sensazione che la ragazza lo stesse seguendo.
Non si voltò, convinto che fosse solo una fantasia.
«È solo il desiderio che la realtà corrisponda ai tuoi sogni…» pensò Leonardo.
Sì, lo desiderava.
Ma la vita non è una favola dove incontri subito la tua ragazza e arriva lamore eterno.
Per unora davanti al computer provò a scacciare quella sconosciuta dalla mente, senza successo.
Cercando un file Excel nella cartella, continuava a rivedere i suoi occhi.
Aprendo la mail, si mostrava il suo sorriso.
Una vera ossessione.
Così, quando il direttore, Giovanni Stefanini, entrò in ufficio insieme a lei dicendo: «Vi presento la nuova collega», Leo credette di star impazzendo.
Solo dopo capì che la ragazza era reale e che avrebbe lavorato con lui.
Anna, disse lei sorridendo dolcemente.
Era lultima che doveva conoscere.
Leonardo.
Piacere mio.
Non seppe aggiungere altro, era troppo confuso e sorpreso.
Dentro, però, scoppiava di emozioni.
Sentiva crescere qualcosa nella sua anima.
Ogni volta che parlava con lei durante la giornata provava una sensazione strana…
come se volesse prendere una stella dal cielo o una perla dal fondo del mare.
Avrebbe fatto di tutto per conquistarla.
Quella sera, Leonardo si incontrò con Vittorio nel parco cittadino, dove portavano i cani.
Gli raccontò, con parole intense, la nuova collega.
Sei innamorato, amico!
Dici?
Certo!
È successo anche a me con Tania.
Lho vista e subito ho capito che volevo stare con lei per sempre.
Sì, proprio per sempre.
È un desiderio che avverto solo quando la vedo.
Devi agire.
Invitala da qualche parte: un caffè, un cinema.
Pensi che dica di sì?
Se non ci provi, non lo saprai mai.
Se aspetti, qualcuno te la porta via.
E se ha già qualcuno?
Non sarebbe imbarazzante?
Se così fosse, avrete rapporti solo di lavoro.
Comunque devi provarci.
Peggio di così, non perdi nulla; al meglio…
Leonardo ci provò.
A fine giornata si avvicinò ad Anna alla fermata, sorrise, si arrossì, ma chiese:
Non fraintendere, ma ti va di uscire oggi?
Magari un caffè o un film…
Anna sorrise e accettò.
Bevvero un espresso in una piccola caffetteria, passeggiarono fino a tarda notte per la città deserta, poi Leonardo la riaccompagnò a casa.
Andò meglio di quanto immaginasse.
Rientrato, portò a spasso Marta per unora: aveva saltato la passeggiata serale.
Poi, fino allalba, rimase a letto, sognando…
Sognava di proporre ad Anna, di vivere insieme, di avere figli e di andare tutti insieme in campagna nei weekend.
Sentiva che quei sogni sarebbero presto realtà
Passarono tre mesi.
I più felici della sua vita.
In quel periodo fecero di tutto: cenarono nei ristoranti, videro film romantici sul grande schermo, si baciarono sotto la pioggia estiva, ignorando la gente.
Anna era incredibile.
Gentile, spiritosa, affascinante, e anche molto riservata.
Leonardo si sentiva fortunato di averla incontrata.
Solo che…
Lunico problema era che dopo ogni uscita con Anna, Leonardo doveva portare a spasso Marta.
Viveva solo, nessuno poteva occuparsi della cagnona.
Era poco pratico.
Propose più volte di uscire tutti e tre, ma Anna reagiva in modo strano: si zittiva, si girava, e alla fine diceva di no.
Magari meglio solo noi due?
Se vogliamo andare in un bar o al cinema, è difficile portare il cane.
Hai ragione, si arrendeva Leonardo.
Poi fece ad Anna la proposta, chiedendole di trasferirsi da lui.
Lei accettò la proposta, ma era strana sullidea di convivere.
Anna non diceva no, ma rimandava sempre.
Anna, lo so che il matrimonio sarà lanno prossimo, ma possiamo già vivere insieme.
Mi sento più tranquillo quando siamo vicini.
Ho promesso alla padrona di casa di non traslocare prima della fine dellanno.
Non vorrei tradirla.
Posso pagare i due mesi che mancano, se ti aiuta.
Vieni subito a vedere la mia casa, ti faccio conoscere Marta.
Sono sicuro che ti piacerà.
Anna si rabbuiò, ma accettò.
Amava Leonardo, e decise di provare a superare la sua paura.
Ecco dove abito io, sorrise Leonardo.
Entra pure, arrivo subito.
Anna varcò la soglia con esitazione, guardandosi intorno nervosamente.
Non si affrettava a togliersi le scarpe.
Qualcosa la inquietava…
Quando Leonardo tornò nellingresso, Anna aveva uno sguardo terrorizzato, le mani tremavano, e senza spiegare nulla, corse fuori.
Anna, dove vai?!
Leonardo guardò la porta dingresso ancora aperta, poi Marta, accanto a lui Non si aspettava che la serata finisse così.
Provò a chiamarla, ma Anna non rispondeva.
Così Leonardo decise di uscire con Vittorio, aveva bisogno di sfogarsi e cercare un consiglio.
Dopo la chiacchierata, decise che doveva aspettare lunedì: così avrebbe parlato con Anna, visto che doveva lavorare.
Leonardo guardava spesso lorologio, scrutando i finestrini appannati dei tram che arrivavano in fermata.
Anna non cera tra la folla.
Eppure, di solito arrivava mezzora prima dell’orario.
«E se fosse successo qualcosa»
Stava per chiamare il direttore e chiedere un giorno di permesso per cercarla, quando la vide.
Camminava sul marciapiede, capelli sciolti, lacrime e uno sguardo triste.
Anna, aspetta!
Lei si fermò di colpo, si voltò, e vedendo Leonardo si rabbuiò ancora di più.
Anna, che succede?
Perché sei scappata?
Perché non rispondi?
Non so più cosa pensare.
Leo, scusami.
Cosa cè?
Mancano cinque minuti allinizio del lavoro.
Parliamone stasera?
Hai cambiato idea sul matrimonio?
Non vuoi vivere con me?
Leonardo la prese per mano e non intendeva lasciarla.
Sono due giorni che non so nulla.
Non posso aspettare.
Dimmi subito: perché sei scappata?
Scusami, Leo, ma non possiamo vivere insieme, mormorò Anna, scoppiando in lacrime.
Ma perché?
Cosè che non va?
Ti ho offeso?
No.
Allora cosè?
Anna si asciugò le lacrime e lo guardò negli occhi:
Ho paura…
Di cosa?!
Di cosa hai paura, amore mio?
Dei cani.
Questa sì che è strana…
Di Marta?
Ti ho detto che è buonissima, non farebbe male a una mosca.
«Quindi non era un altro motivo Il cane centra davvero.»
No, non hai capito.
Non solo la tua, temo tutti i cani.
Quando avevo sei anni, fui aggredita da un bull terrier
Non mi hai mai raccontato…
No, era troppo spaventoso anche solo da ricordare.
Ero al parco giochi, mia mamma era andata a comprare qualcosa e il proprietario del cane, ubriaco, lo ha aizzato contro di me per farmi alzare dalla panchina.
Mi hanno salvato per miracolo.
Da allora ho terrore dei cani.
Senti, Anna…
Leo, rischiamo di arrivare tardi.
Nessuno ci aspetta per capire la nostra relazione.
Aspetteranno…
Anna, capisco che hai una ferita psicologica, ma in strada ci sono sempre cani.
Non li temi?
Li temo.
Però allaperto posso cambiare strada, stare con altre persone.
Ma vivere sotto lo stesso tetto con un cane grande come Marta…
non ce la faccio.
Scusami.
Non è per te, è per me.
Ma dai è assurdo.
Leo, ho provato sul serio.
Per questo ho accettato di venire da te.
E non è successo nulla.
Non è successo.
Ma mi prende la paura.
Attacchi di panico, capisci?
Credevo di farcela.
Non sono riuscita
Ecco come stanno le cose sospirò Leonardo, raccontando tutto a Vittorio.
Non ho idea di cosa fare.
La amo, e lei ama me, ma non possiamo vivere insieme.
Può succedere?
Spero tu non pensi di abbandonare Marta?
chiese Vittorio.
Ma che dici!
È impossibile, la amo.
E amo anche Anna.
Devi combattere per la tua felicità.
Come?
Leo, la paura dei cani non è come unallergia.
Si può lavorare su qualunque paura.
Devi aiutarla a superarla.
Magari serve uno psicologo.
Ci è già stata.
Non ha giovato?
No.
Anna dice che ci riproverà, ma non promette niente.
Almeno vuole provarci.
Altri avrebbero posto laut-aut: o io o il cane.
Lei vuole risolvere.
Devi aiutarla, Leo.
Se non tu, chi?
Se solo sapessi come
Penso che non dovreste incontrarvi in casa tutti e tre.
Prova con passeggiate insieme.
Al parco, o meglio ancora nel bosco: sarete soli, senza distrazioni.
Dici che funzionerà?
nei suoi occhi comparve una speranza, piccola ma reale.
Perché no?
Piano piano Anna capirà che Marta non è pericolosa, e non avrà attacchi di panico.
Vale la pena tentare.
Da dove hai preso la macchina?
chiese Anna quando vide Leonardo vicino a un SUV.
È dellamico, me lha prestata.
Vuoi che andiamo tutti insieme in macchina?
Anna impallidì subito.
Sì, tranquilla: Marta rimane nel vano posteriore, attrezzato per i cani.
Tu sarai davanti con me.
Non accadrà niente.
Va bene…
Anna accettò di andare nel bosco con Leo e Marta, ma avvertì subito che se qualcosa andava male sarebbero tornati a casa.
Dopo unora la jeep era ferma su un prato ai confini del bosco.
Leonardo aiutò Anna a scendere, poi fece uscire Marta, avvertendola di non avvicinarsi troppo.
Che bello qui, disse Leo, per distrarla.
Bello
Cambiarono le scarpe con stivali di gomma, visto il recente maltempo, e si avventurarono nel bosco.
Leo giocava con Marta usando la palla: in questo modo la presenza del cane era meno stressante per Anna.
Come ti senti, Anna?
Non so…
rispose la ragazza, senza togliere gli occhi da Marta.
Amore, ci sono cani e cani.
Come le persone.
Ti ha aggredito un cane, ma era frutto di cattiva educazione.
Non sono tutti così.
Lo capisco.
Non averne paura.
Sono buoni.
Dopo qualche passeggiata vedrai i cani con occhi diversi.
Poi Leo lanciò la pallina tra i cespugli, e Marta corse subito a prenderla.
Bau bau!
abbaiò Marta.
Anna si irrigidì dalla paura, le mani tremavano.
Sta arrabbiata?
No, Leo rise, abbracciandola forte.
È felice, ha trovato la palla.
È il suo gioco preferito.
Marta riportò la palla e si allontanò, pronta per un altro lancio.
Anna, vuoi provare?
chiese Leo.
Cosa?
Lanciare la pallina.
Ho paura.
Chiudi gli occhi.
Dai, amore.
Solo una volta.
Anna prese la pallina che Leo aveva pulito dalla giacca, si concentrò, e la lanciò lontano.
Bravissima!
rise Leo.
Marta, porta!
Marta corse a cercarla.
Si sentì il suo abbaiare.
Vedi, lha trovata!
È bravissima, capisce tutto al volo.
Leo, magari torniamo a casa?
chiese Anna.
Sì, possiamo.
Marta dove sei?
La cagnona abbaia ancora, ma non torna indietro.
Vado a vedere, brontolò Leo.
Mi aspetti?
No, vengo anchio!
Passarono tra i cespugli fitti e videro Marta che abbaiava alla palla che galleggiava sullacqua.
Ora capisco, sorrise Leo.
Cosa?
chiese Anna, preoccupata.
Marta ha paura dellacqua, non riesce a recuperare la palla.
Dovrò entrare io.
Menomale che ho gli stivali.
Marta teme lacqua?
Pensavo che i cani non avessero paura di niente…
Anche loro hanno le paure.
Diversi.
Marta lho trovata cucciola in un ruscello, da allora teme lacqua.
La pioggia non la disturba, ma le pozzanghere le evita.
Leo si rivolse alla cagnona:
Marta, basta abbaiare, ora prendo la palla.
Leo si avvicinò alla pozza e si stupì quando si trovò con le gambe immerse fino alle ginocchia.
Marta abbaiò più forte, ora con tono di paura.
Stai bene, Leo?
Sì, Anna, tutto ok, solo la pozzanghera è profonda.
Torno tra poco.
Leo raggiunse la pallina, ma lacqua era già sopra il ginocchio.
Tornò indietro, ma affondava sempre di più in una melma vischiosa.
Quando mancavano pochi metri, Leo capì che non poteva più muoversi.
Sei fermo?
Esci!
gridò Anna.
Non riesco…
Provò a sollevare una gamba, poi laltra, ma nulla.
Lacqua era ormai alla vita.
Non riesci?
Come mai?
Avevi ragione.
È una palude.
Una palude affamata, mi sta tirando giù…
Marta guardava Leonardo con ansia, ma non poteva entrare.
Leo glielo aveva proibito, e lei obbediva sempre.
Anna era in preda al panico.
Leo stava affondando nella palude, una grossa cagna era lì vicino…
Anna, aiutami!
Trova un ramo lungo!
implorò Leo, cercando di stare fermo.
Con mani tremanti Anna prese il telefono per chiamare aiuto, ma non cera campo.
Proprio quello che mancava…
Non sapeva cosa fare.
Come avvicinarsi al bordo con Marta lì?
Le tremava il cuore.
Quando Marta abbaiò e la guardò, chiedendo aiuto, Anna invece di cercare un ramo…
…si ritirò indietro.
Le tornò in mente quella scena terribile da bambina, e il suo unico desiderio era fuggire.
«Ma Leo?!
Posso lasciarlo?» Il pensiero del suo amore strappato dal pericolo la tratteneva.
Anna, aiutami!
Era paralizzata dalla paura, come quando era piccola.
Marta, pur spaventata, provò solo per amore a entrare in acqua, ma uscì immediatamente, tremante.
Poi riprese ad abbaiare, stavolta per disperazione.
Anna capì che, anche terrorizzata, doveva salvare Leo.
Non lo avrebbe lasciato morire.
Cercò un grosso ramo.
Afferrandolo, corse al bordo e porse la punta a Leo, che lo afferrò strettamente.
Anna tirava con tutta la forza, cercando di sollevare il suo fidanzato dalla palude.
Riuscì a estrarlo parzialmente, ma non bastava.
Marta si aggiunse, aiutandola.
Erano vicinissime, Anna non aveva più paura della gigantesca pastore.
Pensava solo a salvare Leo.
Insieme, ragazza e cane riuscirono a tirare Leo fuori dal fango.
Bagnati e stanchi, si lasciarono cadere sullerba, respirando affannati.
Il peggio era passato.
Ragazze, non so cosa farei senza di voi…
disse Leo, abbracciando Anna e poi Marta.
Mi avete tirato fuori dallinferno.
Ho avuto così tanta paura
Non andare a dire che hai una nuova fobia sorrise Leo.
Sì Ma è una nuova paura.
Ho capito che temo solo una cosa: perderti.
E questa paura è più grande di tutte le altre.
Anna guardò la cagna, poi la abbracciò forte.
Grazie, Marta!
Grazie per essere stata con noi!
Quella sera, dopo una doccia calda e una cena gustosa, Leonardo, Anna e Marta si sistemarono sul grande divano del salotto e, per ore, guardarono film sui cani.
Anna non avrebbe voluto vedere altro.
Leo e Marta erano felici di starle vicino.
Ma la cosa più importante era che, quella sera, capirono che ormai la paura di perdere lun laltro era diventata la loro unica paura comune…

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