Papà, ti presento la mia futura moglie, e tua nuora, Vittoria! sorride radioso Giorgio.
Chi?! chiede con sorpresa il professor Romano Filippi, dottore di ricerca. Se questa è una battuta, non mi sembra proprio divertente!
Luomo scruta con disgusto le unghie sporche delle mani ruvide della nuora. Gli sembra che questa ragazza non abbia mai visto acqua e sapone, vista la terra incrostata sotto le unghie.
«Madonna santa! Meno male che la mia Lara non ha visto questa vergogna! Abbiamo sempre cercato di trasmettere al nostro figlio le migliori maniere» pensa, sconvolto.
Non sto scherzando! replica Giorgio, deciso. Vittoria starà da noi, e fra tre mesi ci sposiamo. Se non vuoi partecipare alle mie nozze, me ne farò una ragione!
Buongiorno! sorride Vittoria, varcando con sicurezza la soglia della cucina. Ho portato focacce, marmellata di lamponi, funghi secchi, elenca i prodotti che tira fuori da una vecchia sporta consumata.
Romano Filippi si aggrappa al petto quando vede la marmellata colare sulla tovaglia bianca ricamata a mano.
Giorgio! Smettila! Se vuoi farmi dispetto, ci stai riuscendo Ma è veramente troppo! Da quale paese hai portato questa ignorante? Non intendo permettere che lei viva qui! urla il professore disperato.
Io amo Vittoria. E mia moglie ha tutto il diritto di vivere a casa mia! ribatte Giorgio, quasi deridendo il padre.
Romano capisce che suo figlio lo sta provocando. Decide di non controbattere, e si ritira silenzioso nella sua stanza.
Ultimamente il rapporto con Giorgio si è deteriorato molto. Dopo la morte della madre, il ragazzo è diventato ingestibile. Ha lasciato luniversità, tratta male il padre, vive senza freni e senza pensieri.
Romano Filippi si era illuso che il figlio tornasse a essere comera prima: riflessivo e buono. Invece ogni giorno si allontana. E oggi, ecco che gli porta in casa questa ragazza di campagna, consapevole che il padre non avrebbe mai approvato la sua scelta.
Dopo poco, Giorgio e Vittoria si sposano ufficialmente. Romano Filippi rifiuta di partecipare alle nozze, non vuole accettare la nuora non desiderata. È consumato dalla rabbia: al posto di Lara, straordinaria padrona di casa, moglie e madre, ora cè questa ragazza ignorante che non sa nemmeno parlare correttamente.
Vittoria sembra non accorgersi dellostilità del suocero e si sforza di compiacerlo in tutto, peggiorando solo la situazione. Luomo non vede in lei nessuna qualità, solo ignoranza e cattive maniere.
Giorgio, dopo aver finto il bravo marito, torna presto a bere e a fare vita mondana. Il padre sente spesso litigi tra i due e ne è quasi contento, sperando che Vittoria se ne vada per sempre da casa sua.
Professore Filippi! entra un giorno la nuora in lacrime. Giorgio vuole il divorzio, mi sta mandando via, e io aspetto un bambino!
Prima di tutto, perché mai in strada? Non sei mica una senzatetto Torna al paese da cui vieni. E il fatto che tu sia incinta non ti dà il diritto di stare qui dopo il divorzio. Mi dispiace, ma non intervengo nelle vostre questioni, risponde luomo, felice dentro di sé di liberarsi finalmente della nuora.
Vittoria, disperata, piange e comincia a raccogliere le sue cose. Non capisce perché il suocero labbia odiata dal primo giorno, perché Giorgio si sia divertito con lei come con un cagnolino e poi labbia buttata fuori. E cosa importa se viene dal paese? Anche lei ha unanima, dei sentimenti
***
Passano otto anni Romano Filippi vive in una casa di riposo. Lanziano signore negli ultimi anni è peggiorato molto. Giorgio non ha perso tempo e lo ha sistemato lì per sgravarsi di ogni responsabilità.
Romano si è rassegnato al suo destino, consapevole che non cera altra soluzione. In tutta una vita ha insegnato a migliaia di studenti valori come lamore, il rispetto e la cura. Riceve tuttora lettere di gratitudine dagli ex allievi Ma il suo stesso figlio non è riuscito a educarlo davvero.
Romano, ti sono venuti a trovare, dice il compagno di stanza rientrando dalla passeggiata.
Chi? Giorgio? chiede Romano, anche se sa bene che è impossibile. Il figlio ormai non vuole nemmeno sentirne parlare.
Non lo so. La signora delle pulizie mi ha detto di chiamarti. Cosa aspetti? Vai che ti stanno aspettando! sorride lamico.
Romano si prende il bastone e piano piano esce dalla stanza angusta e afosa. Scendendo le scale, la vede da lontano, e la riconosce subito, nonostante gli anni.
Ciao, Vittoria… mormora piano, abbassando lo sguardo. Forse perché sente ancora il peso della colpa verso quella ragazza sincera e semplice, che non ha saputo difendere, otto anni fa…
Professore Filippi?! si stupisce la donna dal viso acceso. Siete molto cambiato State male?
Un po sorride amaramente Romano. Tu come sei arrivata qui? Come hai saputo dovero?
Giorgio me lha detto. Sa che non vuole vedere suo figlio. Ma il bambino chiede sempre del papà e del nonno Marco non ha colpa se non lo volete riconoscere. Gli manca il contatto con la famiglia. Siamo rimasti solo noi due dice tremante la donna. Scusate, forse ho sbagliato a venire.
Aspetta! lo ferma lanziano. Comè ora, Marco? Mi ricordo lultima foto che mi hai mandato, era piccolissimo
È qui allingresso. Vuoi che lo chiami? chiede Vittoria titubante.
Certo, cara, chiamalo! si illumina Romano.
Nellatrio entra un ragazzino dai capelli rossi, la copia in miniatura di Giorgio. Marco si avvicina al nonno che non aveva mai visto.
Ciao, piccolo! Sei diventato proprio grande si commuove il nonno, stringendo il nipote forte a sé.
Stanno insieme a lungo, passeggiano nei viali autunnali del parco della casa di riposo. Vittoria racconta la sua vita difficile, di come abbia perso la madre troppo presto e abbia dovuto crescere il figlio e gestire casa da sola.
Perdona, Vittoria! Ho sbagliato con te. Anche se ho sempre pensato di essere intelligente e istruito, solo adesso ho capito che la vera forza delle persone non è nelleducazione, ma nellonestà e nel cuore, confessa Romano.
Professore Filippi, avremmo una proposta per lei, sorride nervosa Vittoria. Perché non viene a vivere da noi? Siamo soli, e anche lei è solo Sarebbe bello avere una persona di famiglia vicino.
Dai nonno, vieni! Andiamo a pescare insieme, a cercare funghi In paese è bellissimo e la casa è grande! supplica Marco, stringendo la mano del nonno.
Vengo! sorride Romano. Ho sbagliato col figlio, spero di dare a te quello che non sono riuscito a dare a Giorgio. E poi non sono mai stato in paese, magari mi piacerà!
Sicuro che le piacerà! ride allegro Marco.
— Papà, ti presento la donna che diventerà mia moglie e tua nuora, Varvara! — Borja brillava di feli…




