Sono quarantanni che viviamo sotto lo stesso tetto, e a sessantatré anni decidi di cambiare tutto?
Maria sedeva sulla sua poltrona preferita e guardava fuori dalla finestra cercando di staccare la mente dagli eventi del giorno. Solo poche ore prima trafficava ai fornelli, preparando la cena e aspettando Pietro di ritorno dalla pesca. Lui era rientrato, ma non con il pesce, bensì con una notizia che rimandava da tempo e non sapeva come dirle.
Voglio il divorzio e ti chiedo di prenderla con comprensione, disse Pietro abbassando lo sguardo. Le ragazze sono adulte e capiranno, ai nipoti non importa, possiamo chiudere tutto senza litigi.
Sono quarantanni che viviamo insieme, e ora tu vuoi rifarti la vita? Maria cercava di capire. Ho il diritto di sapere cosa mi aspetta.
Tu resterai nellappartamento in centro a Bologna, io andrò nella casa in campagna a Imola, rispose Pietro, chiaramente aveva già deciso tutto. Non dobbiamo dividere nulla, poi tanto le proprietà passeranno alle figlie.
Come si chiama? chiese Maria con voce rassegnata.
Pietro arrossì, iniziò a raccogliere le sue cose e fece finta di non aver sentito la domanda. Quel comportamento confermava a Maria l’esistenza di unaltra donna. Da giovane non aveva mai pensato che in tarda età avrebbe dovuto affrontare una cosa simile.
Vedrai che si sistema tutto, cercavano poi di rincuorarla le figlie, Alessia e Giorgia. Non vale la pena prendersela per papà.
Ormai non cambia niente, sospirava Maria. Finirò i miei giorni così, e sarò felice per la vostra felicità.
Alessia e Giorgia andarono a Imola per parlare con il padre. Tornarono a Bologna tristi, ma non dissero subito tutta la verità alla madre; cambiarono anzi argomento, tentando di convincerla che vivere da sola poteva essere meglio, senza doversi occupare di nessuno. Maria capì, ma non fece domande: preferì adattarsi e andare avanti. Era difficile, soprattutto perché parenti e amici si sentivano in diritto di chiedere e curiosare sulla situazione.
Proprio strano, così tanti anni insieme e alla fine tuo marito scappa con unaltra, commentavano le vicine, senza molta sensibilità. È più giovane o più ricca?
Maria non sapeva cosa rispondere, ma iniziò a pensare spesso alla rivale e desiderava vederla di persona. Così, con la scusa di andare a prendere delle conserve preparate destate, si recò nella casa di Imola, senza avvisare. E proprio lì incontrò laltra.
Pietro, perché non mi avevi detto che la tua ex sarebbe venuta qui? protestava la donna, eccentrica e truccata in modo esagerato. Pensavo aveste risolto tutto, e qui non dovrebbe più venire.
Davvero mi hai lasciata per questo? domandò Maria osservando la donna.
Starai lì impassibile a lasciarla insultarmi? strillò laltra. Tra laltro ho solo qualche anno meno di voi, ma sembro decisamente più giovane.
Se a quelletà pensa che laspetto sia il bene primario disse Maria cercando lo sguardo imbarazzato di Pietro.
Durante il tragitto verso la fermata dellautobus, Maria sentiva ancora le urla della sfavillante Barbie e tentava di non crollare. Solo a casa liberò le lacrime e chiamò sua sorella, Lucia, pregandola di venirla a trovare.
Dai, non farti abbattere, preparava Lucia il tè alla menta. Tu stessa hai detto che la nuova compagna di Pietro non è granché, né bella né troppo sveglia.
Forse ha ragione lei, e io ormai sembro una vecchietta dubitava Maria.
Tu sei splendida per la tua età, rispose Lucia. Solo che trovare una donna di settantanni in pantaloni leopardati o minigonna è davvero fuori luogo. La bellezza di una donna sta nella capacità di mostrarsi per quella che è.
Maria si specchiò e capì che la sorella diceva la verità. Era in buona forma e la salute non le mancava. Si vestiva bene, le figlie le regalavano sempre creme e trucchi. Non aveva mai avuto maniere volgari e non aveva intenzione di diventare come quella donna appena vista.
Ora sei libera, riprenditi la vita! continuava Lucia. Le figlie sono indipendenti, abbiamo mille occasioni per divertirci: teatro, passeggiate, concerti Non ti permetterò di lasciarti andare.
Lucia mantenne la promessa e iniziò a portarla ovunque. Presto si formarono un gruppo di amici coetanei, tra cui persino un uomo che mostrò interesse per Maria, ma lei preferì restare indipendente.
Ho sentito che ora vai a teatro con nuove amicizie, magari anche ti risposerai? provocò Pietro, incontrandola per caso al supermercato.
Come mai sei venuto fino qui per la spesa, non cè niente di più vicino a Imola? O tua nuova compagna non cucina? chiese Maria, sarcastica.
È solo che sono abituato a fare la spesa qui, cambiare abitudini a questetà è difficile, borbottò Pietro.
Maria lasciò cadere il discorso e andò a casa. Pietro sentiva un impulso fortissimo di parlarle, di confessare quanto si pentisse del divorzio. In fondo, era sempre vissuto per la famiglia, poi si era lasciato trasportare dalla vitalità di Elena, che lo aveva trascinato in una vita caotica.
Allinizio era divertente, poi capì che Elena odiava occuparsi della casa e preferiva girare tra le chiacchiere, gli uomini e le tavolate rumorose.
Pietro, sempre più spesso, desiderava tornare in centro a Bologna da Maria. Dopo averla rivista, il desiderio si fece insopportabile. Lei non aveva fatto scenate, né drammi, ma si era comportata con dignità e classe, cercando di affrontare la situazione. Solo in quei momenti Pietro capiva quanto gli mancassero la serenità e lintimità che aveva con Maria.
Hai preso di nuovo le albicocche secche, io volevo le prugne! gridava Elena examinando la spesa. E il formaggio non è quello giusto, e la maionese manca!
Ogni volta faceva la spesa Maria, o la facevamo insieme. Tu invece lasci tutto a me, sbottò Pietro.
Basta, smettila di paragonarmi alla tua ex! urlava Elena. Forse rimpiangi di averla lasciata?
Pietro la rimpiangeva davvero, ma non aveva più senso parlarne. Maria non aveva bisogno di vendette: restava sempre se stessa, mentre il suo ex marito si macerava nei rimpianti.
Ormai sapeva bene che Maria non si sarebbe mai più fidata di lui né lo avrebbe riaccolto. Più volte pensò di chiamarla e, dopo un ennesimo litigio con Elena, si recò persino davanti alla porta della sua vecchia casa.
Dovevi prendere qualcosa? chiese Maria, senza farlo entrare.
Vorrei parlare, hai tempo? balbettò Pietro, sentendo il profumo del suo dolce preferito alle prugne.
Non ho tempo, né voglia, rispose lei calma. Prendi quello che ti serve e basta, sto aspettando ospiti.
Pietro non aveva niente da prendere, mentre le parole volevano uscire e non trovavano la forma. Tornò nella casa di campagna, si preparò la cena da solo: Elena rientrò allegra e chiassosa come sempre, e Pietro si convinse che era il momento di lasciarla, proponendole di raccogliere le sue cose.
Dopo lennesima lite, pensò di chiamare Maria, di confidarsi. Poi lasciò perdere, sapeva troppo bene che non c’erano speranze né perdono possibile.
Forse tempo dopo, avrebbe potuto tornare da lei, chiedere scusa e chiarire. Sapeva di aver bisogno di confrontarsi: solo così avrebbe trovato pace. Magari un giorno, per sentirsi perdonato, non per ricostruire una famiglia. Maria non avrebbe mai dimenticato la sua sofferenza; lui lo sapeva quando si era lasciato sedurre da Elena.
Ora aveva la routine della vita in campagna, mentre Maria viveva in città, tra figlie, nipoti, teatro e nuove amicizie. Non cera più posto per lui nella sua vita.
E così, comè nella natura delle cose, si capisce che le scelte fatte senza riflettere spesso portano solo rimpianti. La dignità, il rispetto di sé e la capacità di andare avanti sono la vera forza: non cè età per un nuovo inizio né per la felicità, purché si abbia il coraggio e la saggezza di scegliere sempre la serenità.





