Ieri ho lasciato il lavoro per tentare di salvare il mio matrimonio. Oggi non so se non ho perso ent…

Ieri ho lasciato il lavoro per cercare di salvare il mio matrimonio. E oggi, sinceramente, non so nemmeno se non ho perso entrambe le cose.

Ho lavorato in quellazienda per quasi otto anni. Sono entrato lì poco dopo che mi ero sposato e, per tanto tempo, quel posto ha rappresentato per me la certezza: stipendio fisso, orari chiari, la possibilità di pianificare il futuro. Mia moglie ha sempre saputo quanto fosse importante per me quel lavoro. Parlavamo spesso di comprare una casa a Milano con i soldi che riuscivamo a mettere da parte proprio grazie a quello stipendio. Mai mi sarei immaginato che proprio lì avrei commesso lerrore che ci ha portati a questo punto.

La donna con cui ho tradito mia moglie è arrivata in ufficio circa sei mesi fa. Allinizio non era nulla di strano: si sedeva vicino, mi chiedeva cose sul lavoro, chiedeva una mano perché era nuova. Poi, piano piano, abbiamo iniziato a pranzare insieme; dapprima con altri colleghi, poi solo noi due. Mi raccontava dei suoi problemi con il compagno, delle litigate, delle insicurezze. Io ascoltavo, sempre più spesso. Ho iniziato a cancellare messaggi tanto per sicurezza, a mettere il telefono silenzioso quando rientravo a casa, a raccontare che le riunioni si prolungavano.

Il tradimento è successo un giorno qualsiasi, uno di quelli in cui eravamo rimasti tardi in ufficio. Non era programmato, non era romantico: ma è stato voluto. Sapevo benissimo che stavo sbagliando. Quella sera sono tornato a casa e ho dato un bacio a mia moglie come nulla fosse. È forse la cosa che più mi pesa ora.

Lei ha scoperto tutto dopo qualche settimana. Eravamo in camera da letto, ha preso il mio cellulare per cercare un numero e ha visto dei messaggi che non potevano considerarsi normali. Mi ha guardato in faccia e mi ha chiesto la verità, senza girarci intorno. E io, semplicemente, non ho saputo cosa dire. È rimasta in silenzio per qualche minuto, poi mi ha chiesto di raccontarle tutto, nei dettagli. Glielho detto. Quella notte non abbiamo dormito insieme.

Nei giorni successivi, in casa cera una tensione pazzesca. Lei mi faceva domande precise: dove, quando, quante volte, se la vedessi ancora. Io rispondevo sempre, a tutto, senza mai mentire. Un giorno mi ha detto una cosa che non potrò scordare mai:
Non so se riuscirò a perdonarti, ma so che non posso vivere sapendo che la incontri ogni giorno.

A quel punto è uscito fuori il tema lavoro.

Lultimatum era chiarissimo. Non mi stava obbligando così ha detto lei ma aveva bisogno di sentirsi al sicuro. Finché io entravo in quellufficio, lei non sarebbe mai riuscita ad andare avanti. Mi ha dato una scelta: o lasciavo il lavoro, o dovevo accettare che lei se ne sarebbe andata. Non ha alzato la voce, non ha pianto. E questa cosa ha fatto ancora più male.

Sono state notte in bianco, a fare conti su spese, risparmi, debiti, bollette a fine mese. Sapevo che lasciare significava essere subito senza stipendio. Ma sapevo anche che, se non lo avessi fatto, il nostro matrimonio sarebbe finito di sicuro. Ieri ne ho parlato con il mio capo, ho dato le dimissioni e sono uscito dalla ditta col cuore spaccato a metà, diviso tra un po di sollievo e una gran paura.

Quando sono tornato a casa, lho detto subito a mia moglie. Speravo che la cosa la tranquillizzasse, almeno un po. Mi ha detto che apprezzava il gesto, ma non per questo era tutto risolto. Che ancora non sa se potrà tornare a fidarsi di me. Che ha bisogno di tempo. Non mi ha promesso nulla.

Oggi sono senza lavoro, e il mio matrimonio è in pausa.
E sai, amico mio, non so nemmeno se ho perso solo il lavoro
o se sto perdendo anche la donna della mia vita.

Rate article
Add a comment

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!:

three × 4 =

Ieri ho lasciato il lavoro per tentare di salvare il mio matrimonio. Oggi non so se non ho perso ent…