Ho affittato un marito per “schiacciare” l’amica “rana”, e poi mi sono innamorata perdutamente di lui.

Lavinia, hai ricevuto linvito di Rita?

Sì, ma non ci vado al matrimonio dissi al telefono.

Come così? È la nostra amica, e poi sarà una festa da capogiro: il tizio è uno straniero, il ristorante è il più chic della città! intervenne Giulia.

Non ho nessuno con cui andare. Sai già che con Marco è tutto a posto. Se vado da sola, Rita mi prende in giro, lo sai bene!

Ok, stasera passo da te. Pensiamo a qualcosa concluse Giulia, chiudendo la chiamata.

Con Rita e Giulia ero amica da ventanni, ci siamo conosciute al liceo di Roma. Con Giulia manteniamo ancora il nostro legame; con Rita, invece, le cose si sono raffreddate. Alcuni anni fa si è trasferita allestero e, soltanto ora, ci ha avvisate del suo matrimonio.

Rita è sempre stata un po altezzosa e orgogliosa. Anche adesso ci ha invitati al suo grande giorno, ma io, senza il mio altro metà, ho deciso di non partecipare per non diventare il bersaglio dei suoi scherzi.

Giulia arrivò puntuale, come promesso.

Lavinia, ho un piano! Troviamo per te un fidanzato o, meglio ancora, un vero marito. Che ne dici? mi propose.

Un marito? Che idea è questa? ribattii, perplessa.

Giulia, eternamente sognatrice, non smetteva mai di buttare fuori idee strampalate. Credeva fermamente che non esistessero situazioni senza via duscita.

Ho scoperto unagenzia che affitta mariti! È esattamente quello che ci serve!

No, non ci sto! Non voglio ordinare un uomo! sbottai.

Lavinia, non è un uomo qualsiasi, è un marito a noleggio, anche se fittizio! Lobiettivo è far sorridere Rita con la tua presenza, giusto? Ho già chiamato e sistemato tutto!

Giulia, sei proprio fuori di testa! Come fai a sapere chi mi manderanno?

Ho prenotato un bel ragazzo galante, su una macchina importata di classe. È più che sufficiente. Domani ti presenterà alle 19:00 davanti al Cinema Odeon. Potrà interpretare il ruolo del marito affettuoso o del futuro sposo, a tuo piacimento.

E come lo riconoscerò? mi agitai. Quanto costa?

Tranquilla, non è costoso. Ho già inviato la tua foto allagenzia, così ti riconoscerà al volo. Ora basta parlare di vestiti per il matrimonio!

Il giorno dopo mi recai al Cinema Odeon. Dopo aver girato un po intorno allingresso, mi sedetti su una panchina.

Buonasera, è Lavinia? mi chiese uno sconosciuto. Mi chiamo Marco.

Lo guardai, e rimasi davvero colpita: Giulia aveva ragione, era davvero affascinante.

La tua amica mi ha spiegato tutto. Non ti preoccupare, sarò il marito perfetto per la serata. Ecco per te Marco mi porse un elegante mazzo di fiori.

Oh, non dovevi! arrossii.

Lavinia, facciamo una passeggiata? Raccontami di te, così potrò interpretare al meglio il ruolo. È fondamentale per il lavoro.

Certo!

Camminammo per le vie di Trastevere per un paio dore; poi Marco annotò il mio indirizzo e mi promise di attendermi sabato davanti al mio palazzo.

Rimasi colpita. Marco mi piaceva molto e non capivo perché avesse scelto quel mestiere.

Sabato, Marco mi chiamò.

Pronta? Arrivo tra dieci minuti.

Sì, sto per uscire.

Quando lo vidi al marciapiede, quasi mancai di respirare. Indossava un completo sartoriale costoso, accanto a una splendida auto tedesca. Era così bello da togliere il fiato.

Buongiorno, bella! Salta in macchina, siamo di fretta disse, sorridendo.

Che talento! scoppiò a ridere.

Il matrimonio di Rita fu davvero da sogno. Quando la nostra amica mi vide con il marito, il suo sorriso scomparve in un lampo. Il suo sposo era, dopotutto, un forestiero più anziano, calvo e paffuto.

Io, però, ero soddisfatta. Rita aveva sempre scherzato sul mio futuro sentimentale, dicendo che non avrei mai trovato luomo giusto perché ero troppo semplice. Oggi avevo dimostrato il contrario. Marco non mi lasciò un attimo per tutta la giornata, non guardò altre donne, tutta la sua attenzione era su di me.

Allora, soddisfatta? sussurrò Giulia.

Grazie a te, Giulia!

E Marco? Ti è piaciuto? chiese Rita.

Molto, ma non ha senso. Domani non si ricorderà più di me sospirai. Vorrei che quel giorno non finisse mai.

Rita mi lanciò un sorriso enigmatico e scomparve.

Hai mai visto la nostra città di notte? mi chiese Marco.

No, di solito dormo risposi, sorridendo.

Peccato! È uno spettacolo indescrivibile. Vuoi scappare e mostrartelo?

Certo!

Ci avvicinammo agli sposi per salutare.

Grazie, Rita! È stato magnifico, come sempre sei al top! dissi.

È stato bello, vi divertite? chiese Marco, abbracciandomi.

Allora andate pure! È stato un piacere conoscere il tuo marito rispose Rita, lanciandomi unocchiata un po gelosa.

Quella notte girammo per le vie illuminate di Roma. Marco mi raccontò mille curiosità sulla città; mi stupivo di quante cose sapesse, anche se la sua professione non suggeriva alti studi.

Allalba, mi lasciò al mio palazzo.

È stato un vero piacere conoscerti, Lavinia. Sei una ragazza meravigliosa.

Grazie, Marco. Quanto ti devo?

Nulla, la tua amica ha già pagato.

Grazie ancora e addio! dissi, scendendo dalla macchina.

A casa scoppiai in lacrime, perché mi ero innamorata di quel ragazzo. Poco dopo, Giulia mi chiamò.

Come va? chiese.

Nel peggiore dei modi sospirai.

Ti è piaciuto?

Certo, ma non lo prendo a vita, è solo a noleggio.

Tranquilla, non fare la femminuccia. Dormi e domani vieni a trovarmi! rispose.

A sera suonarono alla porta. Giulia e Marco erano lì.

Sorpresa! esclamò Giulia, abbracciandomi. Ti presento il mio fratello, Marco, con cui non volevi parlare. Quante volte ti ho proposto?

Non capisco, mi state prendendo in giro? Non lavori più allagenzia?

Era uno scherzo! Sei testarda come una capra! Resta qui, cè la torta e lo champagne!

Se cè la torta benissimo, entrate pure risi.

Ciao salutò Marco, stringendomi.

Con Marco ci sposammo dopo quindici anni, abbiamo due figli e una famiglia allegra e affiatata. Quando i bambini chiedono come ci siamo conosciuti, ridiamo tutti. Al matrimonio di una amica di mamma, risponde Marco, strizzandomi locchio.

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