La Moglie Saggia

La moglie saggia

– Quando accadde, Niccolò fece del suo meglio per non pensarci più. Anche Lidia non fece commenti: Tu sai che io so quello che sai, tu sai quello che so!

Lo vide smarrito, e per lei bastò: un uomo con il colpevole senso di colpa è più facile da manipolare. Lidia era davvero astuta la sua moglie un tempo era la furba Ginevra.

Ginevra aveva quegli occhi verdi senza fondo, così intensi che nessuno, prima o dopo, ne aveva mai incontrati di simili. Un solo sguardo e ci si perdeva, cadendo in quellabisso!

Niccolò se ne innamorò di Ilaria al primo sguardo: fu definitivo, irrevocabile, il lampo di una scintilla che non si spegne più.

La ragazza arrivò in ritardo alla lezione e entrò in aula quando il professore era già al lavoro. Per caso finì nella stessa matricola di Niccolò.

Mai prima dora nulla fu così strano: il mondo parve svanire, tutto finì sullo sfondo. Ilaria, però, non gli dedicò alcunattenzione.

Se solo avesse lanciato un fugace sguardo interessato! Una domanda, o una battuta senza senso. Qualcosa di civetto, forse, ma nulla di tutto ciò accadde: Ilaria Fumicetti non aveva alcun interesse per Niccolò Stefano.

Eppure lui era bello, nei canoni moderni di mascolinità.

Per il giovane fu la prima grande delusione: al liceo era stato il primo ragazzo del paese e le ragazze non gli mancavano.

Tutto ciò, però, sembrava una barzelletta. Quel sentimento improvviso si rivelò inaspettatamente nuovo e forte: forse così è il vero amore.

Un piccolo sollievo fu il fatto che la ragazza non mostrava interesse per nessuno dei compagni di corso.

Se succedesse, pensava spesso Niccolò , non so più cosa farei!

Ilaria scongelò il terzo anno: nei confronti di Niccolò nulla cambiò, lui continuava ad amarla come prima.

Poi, come se la primavera avesse sciolto il ghiaccio, la ragazza cominciò a reagire alle battute dei compagni, e il suo corteggiatore si rianimò.

Quando tornarono a casa in metropolitana, Niccolò sognò una vita felice insieme a lei, quasi una sceneggiatura da film.

Un giorno la invitò a uscire e lei accettò, sorprendentemente. Ilaria capì che anche lei trovava attraente il simpatico Niccolò, con la sua capigliatura a spazzola che ricordava un personaggio dei cartoni.

Lui la portò a prendere un caffè energizzante la canzone del momento suonava da ogni altoparlante. Passarono una serata perfetta, poi si baciarono: il suo sogno prendeva forma.

Alla fine del terzo anno erano ormai una coppia. Allinizio del nuovo anno accademico Ilaria scopri di essere incinta.

Sì, succede! Si scoprì incinta nel giorno del suo compleanno: il 9 giugno Niccolò arrivò a casa sua quando i genitori erano in campagna. Nella febbre del momento non usarono contraccettivi, pensando passerà.

Ma non passò. Ilaria realizzò subito di aver ricevuto un regalo reale, quasi regale.

Passarono le vacanze con le rispettive famiglie. I cellulari non erano ancora diffusi, così il giovane papà ricevette la notizia solo al ritorno dal Sud.

Fu fine agosto. Si incontrarono: Ilaria era agitata, aveva due mesi e mezzo, quasi tre, di gravidanza e doveva decidere cosa fare.

Anche Niccolò era perplesso, non sapeva bene quale fosse la via da prendere.

Mentre giacevano nel letto, tutto sembrava romantico, ma la realtà si mostrò cruda: gli occhi verdi della sventura erano lì.

Sposarsi sembrava presto, era ancora un ragazzo! I genitori non lo avrebbero accontentati. E poi aborto? Ilaria non avrebbe accettato di partorire senza marito, e a lui era ancora presto.

Laborto costava denaro, e serviva anche il consenso della ragazza.

Come una donna presa da un sacco di polvere, Ilaria accettò qualsiasi opzione, sì, qualsiasi cosa! Come nella pellicola: volontà o non volontà, basta fare qualcosa, Niccolò!

Niccolò promise di fare qualcosa. E lo fece, ma la svolta fu sconvolgente: non si presentò il primo di settembre alluniversità.

Come? Con una smania da codardo. Se qualcuno gli avesse detto che una cosa del genere poteva capitare, non avrebbe creduto nemmeno guardando il suo specchio!

Scoprì di aver preso tutti i documenti e di averli portati in unaltra facoltà, forse a Padova. Ilaria rimase sola con il suo problema.

I compagni di corso si chiedevano dove fosse finito Niccolò: non chiamava più nessuno, i genitori dicevano che si era trasferito in un appartamento in affitto senza telefono.

In pratica Ilarà fu cancellata dalla vita di Niccolò: la paura di perdere la libertà fu più forte dellamore puro.

Passarono molti anni. Niccolò Stefano era ormai felicemente sposato; suo figlio aveva appena compiuto ventidue anni.

Non aveva più contatti con la sua ex: era morta, finita. Non scoprì mai cosa fosse diventata.

Con gli anni, però, il suo senso di colpa cominciò a tormentarlo: Forse non avrei dovuto essere così radicale? Dopo tutto, amavo Ilaria! Avrei amato anche il bambino che portava dentro!

Amava anche sua moglie, ma era un amore diverso, più stabile, senza fuochi dartificio né salti nella neve dopo una sauna.

Così, con calma, si era rimarato lanno dopo la rottura. Lidia, la sua compagna, aveva studiato nella stessa classe, ma in unaltra università, quella dove Niccolò si era rifugiato.

Lidia non gli aveva mai raccontato quellincidente vergognoso: chi ammette di aver scappato dal campo di battaglia?

Tuttavia, Lidia sapeva già della faccenda: amici comuni avevano rivelato tutta la verità. Gli amici buoni non hanno mai paura di dirlo!

Lidia, donna saggia, non gli disse Lo so, ma sei un imbranato! Capì che ognuno ha i propri segreti, soprattutto quelli legati a cose brutte che non si vuole ricordare.

Un cenno che ne era al corrente sarebbe stato un colpo al suo immagine di marito modello, uomo che risolve i problemi in un colpo. Sarebbe stato un vero disastro per il matrimonio.

Quel sabato, Sergio annunciò: Porterò a conoscere la ragazza, io e Silvia ci sposeremo!

Anche se era presto per sposare il figlio, i genitori non protestarono: il ragazzo era già indipendente, viveva in un monolocale regalato dalla nonna e non dipendeva più da loro.

Quando Niccolò aprì la porta al figlio e alla ragazza, rimase senza parole: sullo stoop cera Ilarà! O meglio, una copia perfetta, un clone come direbbero oggi.

Era quella stessa Ilarà, come se gli anni fossero volati via.

Niccolò capì subito che non era la sua ex, ma sua figlia. E forse, anche sua una sorella di Sergio per paternità. E sposarsi con una sorella?

Il povero uomo, ormai adulto e ben messo, si trovò senza parole: era peggio di quella gravidanza.

Il cuore gli batteva più di cento colpi al minuto, il sudore freddo gli scendeva lungo la schiena: Ecco la divina giustizia!

Doveva solo comportarsi naturalmente, sorridere e fare una conversazione.

Cercava di non fissare la ragazza, temendo di vedere nei suoi occhi la colpa di una figlia che avesse voluto seminare discordia nella sua famiglia.

Forse aveva sentito da sua madre la storia del papà traditore e ora voleva vendetta.

Papà, non ti piace Silvia? chiese il figlio appena tornato dal matrimonio. Non lhai nemmeno guardata! È colpa della pressione?

Il sangue gli salì al collo: la pressione era alle stelle, dovette prendere una pillola.

Non ti sposerai con lei! urlò il padre.

Perché? chiese Sergio, Spiegami, almeno, il perché!

Questa ragazza è tua sorella? Ho lasciato sua madre incinta più di venti anni fa!

Ammettere tutto era più di quanto Niccolò potesse sopportare. Non gli veniva in mente nulla di diverso.

Mi sposerò comunque con lei! disse Sergio e se ne andò.

Ma che ti è passato per la testa? chiese Lidia, È una brava ragazza, è evidente! Ama Sergio! E cosè questa follia?

Niccolò pensò: Sei fortunato, Lidia, ma ora che farò?

Due giorni di sofferenze assurde seguirono: anche al lavoro dovette chiedere il malattia per una crisi ipertensiva.

Calmati, non è lei! disse Lidia a cena.

Non è lei? chiese lui, Cosa intendi?

Sì, lo so! Non è la figlia di Ilarà, è solo un doppio, lo stesso tipo di volto!

Lidia ricordò come, anni prima, dei buoni amici avevano mostrato una foto scattata da Niccolò quando amava ancora Ilarà.

È possibile? chiese. Cè un concorso di sosia, no? E la stessa mamma, anche il nome è Lidia!

Sabato andiamo a trovarli! Allora, adesso darai il tuo consenso?

Lidia, davvero? Allora Silvia non è sua figlia?

Niccolò sospirò sollevato: ora poteva acconsentire al matrimonio! Come aveva Lidia scoperto tutto?

Tutto era così simile! Un solo volto!

Ma osservandolo meglio, capì di aver sbagliato E la somiglianza era solo superficiale: i capelli di colore diverso, gli occhi davvero miracoli a volte succedono.

Allora, cosa lo aveva scosso? La coscienza che si riaccendeva ancora una volta.

Niccolò cercò di non ricordare laccaduto. Lidia non ne parlò: Sai che io so quello che sai, tu sai quello che so!

Vide il marito confuso e questo le bastò: un uomo con il senso di colpa è più facile da gestire.

E così la moglie saggia, Lidia, fece il suo lavoro.

Niccolò cambiò: perse un po del suo orgoglio e della spavalderia, ma non era più un maestro del tutto. In realtà, non era più il maestro che credeva di essere

Nessuno dei due ne parlò più, perché la vita andava avanti serenamente.

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