La casa era piena di ospiti, e non invitati!
Ma questi simpatici signori non possono stare da qualche altra parte? chiese mia moglie. Di alberghi ce ne sono a bizzeffe!
Eh, non sono qui per caso, risposi. Hanno avuto dei problemi. Restano il tempo di risolverli, poi ripartono!
E subito arrivano degli altri! E poi, ieri ho sentito che un certo Nicola Niccolò, non ne ho la minima idea di chi sia, vive qui da due anni!
Ma questa storia finirà mai? sbottò Giulia. Sembra incredibile!
Coshai sentito? domandai, allungandomi nel letto.
Lá fuori! Giulia indicò con energia la finestra. Adesso iniziano le partite di pallavolo!
Che bello! mi stiracchiai, divertito.
Dici davvero? sbuffò Giulia mentre tirava le tende. Scommetto che vuoi andare anche tu!
Macché, preferisco poltrire ancora un po, sorrisi. Ti consiglio lo stesso!
Giulia si sedette sul letto:
Dimmi tu, chi mai organizza una partita di pallavolo allaperto a dicembre?
Perché no? feci spallucce. Non cè neve né gelo. Laria è asciutta. Un po di sport non fa male.
Finirà che spaccheranno tutti i vetri, protestò Giulia. Non sono mica dei campioni, la palla volerà dovunque!
Se lo rompono, ne metteremo uno nuovo, sospirai.
Giulia scosse la testa. Voleva ribattere, ma dalla cucina al piano terra si sentì:
Cari miei! È pronto! Ho appena fritto le frittelle di ricotta! Dopo fate tutte le smancerie che volete! Correte che sono ancora calde!
Zia Maria, sempre lei! sorrisi.
In teoria dovrebbe toccare a me cucinarti la colazione! si risentì Giulia.
Allora prepara il caffè! risi.
Tesori, anche il caffè si raffredda! gridò di nuovo Zia Maria.
Ecco! Giulia indicò la porta. Tra un po mi rimpiazzerà anche a letto?
Dai, non esagerare! risposi divertito. Il posto nel letto è tuo e basta! Su, andiamo a colazione, che sennò si fredda!
Giulia sospirò e si mise la vestaglia.
Arrivando in cucina, non incontrammo anima viva.
Incredibile, borbottò Giulia. Pensavo che ormai fosse impossibile stare un attimo da sola con mio marito, qui in casa nostra!
E invece capita! mi feci beffe. Almeno cè allegria. Facciamo colazione e poi ci godiamo la partita. Stasera poi Sergio Stefano ha promesso di preparare la grigliata!
Chiasso, fumo e sicuramente bruceranno qualcosa, borbottò Giulia iniziando a mangiare.
Parli della dependance? risi. Lhanno ricostruita! Più grande e bella di prima!
Certo, così possono accogliere ancora più ospiti! replicò Giulia, chiaramente seccata. Non ricordo nemmeno la metà dei nomi! Dovremmo attaccargli unetichetta con il loro grado di parentela!
Tanto ci confonderemmo comunque, che qui si va da riflettei un attimo. Diciamo: la cognata del fratello di tuo marito, e poi avanti a fantasia!
Giulia fece due calcoli.
Solo a leggere la targhetta mi esaurisco!
Per fortuna la conversazione fu interrotta perché le frittelle erano davvero divine. Poi, di umore migliorato, Giulia mi chiese:
Paolo, quanto durerà ancora tutto questo?
A cosa ti riferisci? anche se avevo capito.
Questi ospiti infiniti, disse Giulia. Va bene essere ospitali, ma così è troppo!
Ieri, per curiosità, ho fatto il conto. Paolo, mi sono persa dopo il ventesimo! Più di trenta persone in casa, che non hanno la minima intenzione di andarsene! Non immaginavo la nostra vita matrimoniale così!
Ma questa è vita familiare! E in fondo, sono quasi tutti famiglia! risposi.
Sì, per modo di dire! borbottò Giulia. Perfino tuo fratello, da cui ci viene tutta questa fortuna, con loro non ha nulla a che vedere, sono parenti della moglie!
Beh, a voler cercare i termini giusti si troverebbero dei gradi di parentela, io però non li so! dissi. Ma sono brave persone!
Ma non potrebbero stare in un altro posto? insisté Giulia. Di posti ce n’è
Non sono qui per infastidirci! Hanno delle difficoltà, le risolvono e se ne vanno!
E immediatamente arrivano altri! E poi, ho sentito che Nicola Niccolò, che nemmeno conosco, vive qui da due anni ormai! Si è persino trovato un lavoro come ragioniere allalimentari del paese! E Zia Maria, che ci delizia con le sue frittelle, pulisce tre case vicine come una cameriera!
Bene! sorrisi. Almeno si sistemano!
Paolo, se continua così torno a Milano! Il mio appartamento è ancora lì! Meglio noi due da soli che qui in mezzo a questa folla!
***
Era un terno al lotto quando Giulia ha deciso di stare con me. Io ho dieci anni più di lei, però non era certo una ragazzina, aveva venticinque anni quando ci siamo conosciuti.
E la domanda era ovvia:
Ma perché Paolo non si è mai sposato prima? Avrà qualcosa che non va?
Ma si poteva chiedere anche di Giulia:
Perché a venticinque anni è ancora single?
Giulia invece sapeva il perché. Laureata in architettura, ma con la sola laurea non si va avanti! Voleva imparare il mestiere e farsene un nome, economicamente indipendente e, solo allora, scegliersi davvero il compagno e non prendere il primo che capita!
Prima ha lavorato nellufficio tecnico del Comune, poi nel privato, in una ditta di appalti.
Era più interessante e pagavano molto meglio. Di contro doveva trattare coi clienti, non sempre dei santi. Ma quello era il lavoro!
E a quei ritmi il tempo per le relazioni serie mancava.
Unindagine rapida rivelò che anche per me era stato più o meno uguale. Mio fratello Andrea aveva fondato una ditta appena laureato. E subito si era sposato.
Per non stare fuori casa tutto il giorno mi aveva coinvolto nel lavoro, affidandomi sostanzialmente tutto. Io ero appena tornato dal servizio militare.
Alla fine ho dovuto studiare e gestire lazienda insieme.
A onor del vero me la sono cavata, ma non avevo davvero una vita privata. Quando poi è nato il figlio di Andrea, manco tornavo più a casa.
Fratello, lavori o no? gli chiesi un giorno.
Paolo, ho deciso che questo mondo non fa per me! fece lui, quasi scusandosi. Non voglio fare limprenditore!
Ottima notizia! replicai ironico. E che vuoi fare?
Voglio lavorare con le mani! Fare i turni e la sera tornare a casa, da moglie e figlio, sognava Andrea.
Ci campi con un lavoro così? chiesi.
Io e Nadia andiamo a vivere in Trentino… Andrea tirò fuori dei documenti. Ti lascio la ditta e tutto quanto! Vai avanti tu, lavori alla grande! Ecco, firma!
Dammi almeno un conto per mandarti la tua parte dei guadagni, fui lunico a restare lucido.
E così la mia vita cambiò davvero.
A trentacinque anni mi accorsi che tutto andava liscio, ed era ora di pensare a una famiglia.
Io e Giulia siamo stati subito in sintonia. Quando ci siamo chiariti tutti i dubbi, siamo finiti per innamorarci. Dopo sei mesi, senza aspettare oltre, ci siamo sposati.
E andammo a vivere nel suo appartamento.
Ti amo, ma qui sto meglio, ammise Giulia timida. Sto a cinque minuti dal lavoro e sai quanto odio svegliarmi presto!
Non è un problema, scrollai le spalle. Io non ho mai preso casa, ho sempre vissuto in affitto. Ti lascio la scelta su dove prendere casa, sei mia moglie! Tu decidi!
In realtà, il mio sogno è la casa in campagna, disse Giulia. Ma non so se mi lasceranno fare smart working!
Da noi non si usa. Pure in pandemia ci volevano in ufficio!
O ti danno il lavoro a distanza, o vai dalla concorrenza! suggerii. Oppure mettiamo in piedi una nostra società!
Prima provo a parlarne, ghignò Giulia.
Io la casa in campagna ce lho, ammisi. Però
Lunica richiesta di Andrea, prima di trasferirsi:
Paolo, la famiglia di Nadia ogni tanto chiede ospitalità Se arrivano e chiedono di fermarsi, non cacciarli! Accoglili, ma non farti mettere i piedi in testa!
E dove li metto? In albergo? rimasi spiazzato.
Ah già! Lanno scorso ho comprato una villa, ma non ci siamo mai andati a vivere! Lho intestata anche quella a te! Andrea mi salutò, lasciandomi tutto, e partì per il Trentino.
In realtà, ci abitano alcuni parenti di Nadia, ma la casa è grande e cè anche una dependance! Non ci daremo fastidio, vedrai!
Quando Giulia si trasferì, non si immaginava quanti ospiti ci fossero. Lhanno accolta in una folla tale che quasi si spaventava.
Ma tutti erano sorridenti, felici di aiutare in tutto.
In un solo mese, Giulia ha ascoltato migliaia di storie tristi. Cera chi era in pieno divorzio, chi era scappato da un marito violento, chi cacciato dai figli, chi via di casa per tradimenti, chi in attesa di una casa in ristrutturazione, chi truffato, chi era venuto a studiare e chi non aveva altro posto dove stare.
Ospiti di tutte le età, mestieri e caratteri, persino un professore universitario. Una studentessa lo aveva portato via da casa sua e poi scaricato. Ora, mentre aspettava che si sbrigassero col cambio casa, viveva lì.
Insomma, in casa latmosfera era allegra.
Giulia però doveva lavorare e si beccò un cliente impossibile. Quello si lamentava di tutto.
Un giorno, sentendo la discussione, Ivo Valdemaro, seduto di là, tolse Giulia dalla webcam, si mise lui e disse:
Con tutto il rispetto, le sue osservazioni fanno pensare che lei non capisca un granché! La ragazza ha fatto tutto per bene, la casa sarà bellissima! Se insisterà e le crollerà la casa, non venga a lamentarsi!
Il cliente si convinse subito. Giulia, spento il computer, chiese:
Ma lei come lo sa?
Cara, sono stato architetto per trentasei anni! rise lui. Se hai bisogno di consigli, chiedi pure!
Nonostante laiuto, il continuo via vai di gente metteva a dura prova la pazienza. Giulia non immaginava la vita così in campagna.
Qui era davvero un viavai permanente!
***
Tesoro, possiamo tornare in città se vuoi, le dissi, ma credo tu non abbia capito tutto dei nostri ospiti.
Che dovrei capire? chiese lei.
Hai detto che ti dispiaceva per la dependance bruciata, ma ora lhanno ricostruita, sorrisi. Secondo te quanto è costata?
Beh, cara, tanto disse poco convinta Giulia.
Zero! e feci il segno con le dita. Hanno pagato e costruito loro, tra tutti!
Gli occhi di Giulia si spalancarono.
E pagano anche tutte le spese della casa, nostra e loro! Loro si organizzano per tutto: fare la spesa, cucinare, sistemare tutto ciò che si rompe! In realtà, siamo noi a vivere grazie a loro!
Cè chi lavora, chi si arrangia con lavoretti. Laiuto di tante persone con i mestieri che hanno è incredibile!
Ci sono ingegneri, ragionieri, avvocati, economisti, idraulici, elettricisti, persino un professore di biologia!
E un architetto, aggiunse Giulia, pensando a Ivo Valdemaro.
E lui ha condiviso con Giulia segreti utilissimi.
Ho raddoppiato gli utili dellazienda seguendo i consigli dei nostri ospiti! dissi. Dovrei assumerli tutti in ufficio!
E sai qual è la cosa più strana? domandai retoricamente: Nessuno vuole niente! Viviamo insieme, come una famiglia enorme e un po stramba!
In quel momento un pallone entrò in cucina rompendo il vetro, subito dopo arrivò Antonio:
Vasco è già andato a Milano a prendere il nuovo vetro! Tranquilli, in due ore sarà meglio di prima! E scusate! prese il pallone e sparì.
Ecco come vanno le cose, dissi, sorridendo.
Forse mi ci abituerò davvero, ammise Giulia confusa.
E invece, dopo un mese, la quantità di ospiti non le pesava più. E nemmeno li considerava ospiti, ma solo la nostra grande famiglia.





