Mi sono sposata a 50 anni convinta di aver trovato la felicità, ma non potevo immaginare cosa mi avr…

Mi sono sposata a cinquantanni, convinta di aver finalmente trovato la felicità, senza sapere però cosa mi riservava davvero la vita

Sono una di quelle donne che si sono sposate tardi. Purtroppo, la mia relazione matură sè conclusa in scacco.

Tutti mi chiamavano sempre la secchiona, ma devo ammettere che mi è sempre piaciuto studiare. Ho completato con successo il mio master e sono diventata bibliotecaria. Un’amica mi ha presentato quello che sarebbe poi diventato mio marito. Aveva cinquantanove anni, ma non si era mai arreso e continuava a cercare la compagna giusta. Io ero nove anni più giovane di lui. Marco, con il suo modo di fare distinto, la sua istruzione e lamore per la poesia e la letteratura, mi ha subito colpita profondamente. Abbiamo iniziato a parlarci e, dopo alcuni mesi, mi ha chiesto di diventare sua moglie.

Ho accettato senza esitare: il desiderio di una famiglia mi accompagnava da sempre. Dopo il matrimonio, abbiamo scelto di vivere a casa mia, perché sua figlia e la sua famiglia abitavano già nellappartamento di proprietà di Marco. A dire la verità, non immaginavo minimamente a cosa sarei andata incontro. Avevo sempre vissuto da sola, e tutte quelle novità mi mettevano a disagio. La macchia sulla tovaglia, il copriletto sgualcito, i calzini sparsi ovunque, e tanti altri dettagli che non facevano parte dei miei progetti Ogni cosa finiva per darmi sui nervi. Mi sembrava di essere la governante di un albergo, mentre lui era solo il cliente. Anche dal punto di vista economico cerano delle complicazioni. Ho perso la pazienza il giorno in cui, invece di aggiustare il rubinetto rotto, ha peggiorato la situazione e solo dopo ha chiamato lidraulico.

Quella fu la svolta: capii che non volevo più sforzarmi e sopportare. Siamo adulti, abbiamo abitudini e visioni della vita troppo diverse. Poco dopo abbiamo parlato chiaramente; ho scoperto che, da parte sua, era contento di tutto comera. Sono una donna pacata, non amo i litigi o le discussioni accese. Tuttavia, non siamo riusciti a trovare una mediazione: la figlia di Marco aveva ormai programmato tutto per vivere stabilmente nellappartamento del padre, fiduciosa che lui sarebbe rimasto con me. Solo dopo tre mesi abbiamo deciso insieme di separarci. Marco ha voluto indietro i regali che mi aveva fatto. Restituire il cestino della spazzatura e la catenina che mi aveva regalato non mi è costato nulla.

Questa esperienza mi ha lasciato il dubbio: è davvero possibile creare una famiglia felice dopo i cinquantanni?

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