Sono tornato dopo due settimane nella mia casa di campagna e ho scoperto che i vicini avevano montat…

Sono già passate due settimane da quando sono stato nella mia casa di campagna, e i vicini hanno montato una serra sul mio terreno, piantando cetrioli e pomodori.

Possedevo un piccolo pezzo di terra fuori Firenze. Non ci coltivavo nulla, la usavo semplicemente come rifugio dove rilassarmi durante il tempo libero. Non avevo nessuna intenzione di sprecare le mie energie per curare un orto. Avevo sistemato una griglia per le salsicce, un gazebo per sedermi al riparo dal sole o dalla pioggia, e da tempo pensavo di costruire una recinzione che delimitasse finalmente la mia proprietà.

Un giorno, andai lì deciso a godermi un buon pranzo e qualche ora di tranquillità, lontano dal caos cittadino. I miei vicini erano gente normale, né invadenti né troppo loquaci. Solo una vicina, la signora Caterina, ogni tanto mi risultava molesta. Non riusciva a capacitarsi di come potessi vivere senza seminare nulla, senza accudire piante. Il suo terreno, proprio di fronte al mio dall’altra parte del vicolo sterrato, era un’esplosione di piantine e fiori di ogni genere, le cui cure la impegnavano giorni interi.

Poiché tra le nostre terre non c’era ancora nessuna recinzione, Caterina si presentava spesso e senza bussare da me, senza il minimo imbarazzo. In verità questa confidenza non mi piaceva affatto. Capita che arrivassi per godermi il silenzio e la trovassi già tra le mie cose, a gironzolare e osservare qua e là.

Un giorno le chiesi:
Tutto a posto, Caterina?
Sì, sì, guardavo semplicemente dove potrei piantare delle cipolle. Hai così tanto spazio vuoto e qui non cresce nulla. Pensavo di piantare qualcosa, non ti dispiacerebbe, vero?

Rimasi interdetto, non sapevo come reagire senza essere scortese. Rimuginai qualche secondo, poi risposi:
Se vuoi, puoi usare una piccola aiuola.

Mi pentii presto di quella concessione. Passava ore intere a trafficare nel mio fazzoletto di terra e la sua presenza finiva per infastidirmi, togliendomi ogni pace.

Poi partii per qualche giorno al mare, per una breve vacanza. Rientrato a Firenze, durante il primo fine settimana utile corsi subito a vedere il mio terreno, e non potei credere ai miei occhi: cerano una serra nuova e diversi orticelli traboccanti di cetrioli e pomodori.

Non avevo dubbi su chi avesse fatto tutto ciò, e la cosa mi fece infuriare. Così decisi di agire. Chiamai il mio amico Paolo e insieme andammo dal ferramenta a comprare una rete robusta. Quello stesso pomeriggio, circondammo tutto il perimetro della proprietà con una recinzione. Ora Caterina non poteva più entrare e fare ciò che voleva.

Il fine settimana successivo si presentò arrabbiata:
Ma perché hai messo una recinzione? Ora non posso più curare le mie piantine. Vuoi forse occupartene tu?

Era davvero sfacciata, pensai. Quella sera stessa, smontai la serra e gettai tutto il materiale oltre la rete. Da quel giorno Caterina non mi ha mai più rivolto la parola. E ancora oggi, ricordando quella vicenda, mi viene da sorridere pensando a quanto la gente possa essere invadente, pur sotto il sole caldo della Toscana.

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