Piccole gioie della vita

Piccole cose della vita

Diario di Azzurra Rossi

Oggi ripenso a tutto quello che mi è successo negli ultimi anni. Non ho ascoltato il consiglio dei miei genitori e ho sposato il mio amato Saverio, un ragazzo serio e tranquillo. È stato cresciuto dalla nonna Serafina, che tutti chiamano nonna Sima. I suoi genitori sono morti quando lui aveva appena due anni, quindi non ha nessun ricordo di loro.

Quando ho presentato Saverio ai miei genitori, mamma, Paola Mazzanti, si è irrigidita, ovviamente dopo che lui se nè andato.

Azzurra, non per questo ti abbiamo cresciuta, sei al terzo anno di università, che marito, che matrimonio? E non voglio Saverio come genero. Che futuro può avere? Lavora in unofficina… un operaio… Te lo dico subito, se scegli questa strada io non ti aiuterò.

Mamma, io lo sposerò comunque, mi conosci, papà, come sempre, era silenzioso, cercava di mantenere la neutralità tra sua moglie e me. E poi, sto aspettando un bambino

Il matrimonio non è stato molto sfarzoso, anche se i miei genitori avrebbero potuto permetterselo. Paola Mazzanti non voleva festeggiare alla grande. Se solo fossi stata un po più accomodante e avessi sposato il figlio della sua amica… Ma io sono testarda.

Vedrai, farà una vita di miseria con il suo meccanico, tornerà da noi, ora ha solo la testa piena di amore e romanticismo, diceva a mio padre. È persino andata a vivere da sua nonna, perché non voleva che io umiliassi Saverio. Lho detto, e non mi fa piacere che Azzurra aspetti un bambino.

I miei genitori vivevano in città, in un grande appartamento, e io mi ero abituata al comfort, ai soldi: ero figlia unica. Ma sono finita a casa della nonna Serafina, nel suo villino in un paesino a sette chilometri dalla città.

Col tempo, ho dato alla luce una bimba. Nonna Sima mi ha aiutato tantissimo: mi ha insegnato a fare la mamma, la notte si alzava lei stessa per occuparsi della bisnipotina, Chiara. Ho ricominciato a frequentare luniversità, cercando di fare la brava moglie e mamma, anche se era davvero difficile: ero sempre stanca. Ogni mattina mi svegliavo presto, correvo a prendere lautobus per andare in città, e poi un altro autobus fino alluniversità.

Tornando a casa, stanca morta, trovavo nonna Sima e Chiara ad aspettarmi al cancello: la piccola aspettava e mi mancava. Più tardi arrivava Saverio, che lavorava fino a tardi. Prendeva la figlia in braccio e la girava, era pazzo delle sue donne. Io avrei voluto dargli più attenzioni, ma tornava tardi, con lultimo autobus, affamato e stanco.

La mia laurea si avvicinava. Sempre più spesso pensavo a quanto sarebbe stato meglio tornare nella comoda casa dei miei genitori, senza perdere tutto quel tempo per strada. Ma Paola Mazzanti era ancora offesa: non mi chiamava, non chiedeva di Chiara.

Saverio aveva un fratello maggiore, Antonio, sposato da anni, viveva in città con la moglie e il figlio in un appartamento tutto suo, conquistato lavorando duramente. Anche se la sua vita familiare era difficile: la moglie, Marina, chiedeva sempre di più.

Antonio mi ha chiamato, racconta Saverio alla nonna e a me, ha lasciato Marina, litigi continui, ora affitta un appartamento.

Ma come mai, si preoccupa nonna Sima, ha comprato casa e ora se ne va.

Beh, Antonio ha fatto da uomo, ha lasciato tutto a moglie e figlio, lo difende Saverio.

Un giorno mi sono lamentata con Saverio: questo ritmo impossibile mi distruggeva, due autobus per arrivare alluniversità, ogni giorno. Non ho parlato apertamente di quanto desiderassi trasferirci da miei, dopotutto ero stata io a decidere di vivere in autonomia con Saverio.

Sono sfinita, gli dicevo, non ne posso più di questa dipendenza dallautobus, da tutte le fermate. Arrivo sempre tardi…

Saverio mi ha ascoltato in silenzio, poi mi ha dato un bacio sulla guancia.

Ne ho una idea, poi te la dirò ha pronunciato misteriosamente sorpresa! Ma non avevo la forza di insistere.

Dopo qualche giorno, una sera, davanti casa si è fermata una macchina.

Forse sono arrivati i miei, ho pensato. No, la macchina era vecchia, sconosciuta, non era la loro. Un vero rottame.

Sono corsa fuori e ho visto Saverio scendere dallauto, con unaria orgogliosa. Mi ha lasciata di stucco.

Che ne pensi della nostra bella?

Questa… cioè… auto? Dove lhai presa?

Comprata, risponde Saverio, con i soldi che avevamo messo da parte per il mutuo…

Ho guardato la macchina, mi sono dispiaciuta per quei soldi: erano per il nostro futuro in città, invece lui li ha spesi per quel rottame. Ancora tanto tempo in paese.

Saverio lha elogiata.

Lho sistemata io, va che è una meraviglia! Vieni, sali, ti porto a fare un giro, mi ha preso per mano e mi ha fatto sedere. Devo solo darle una verniciata e via, almeno non dovrai più impazzire con gli autobus. È quasi perfetta, e lho pagata pochissimo.

È vero, la macchina andava. Avevo paura si rompesse da un momento allaltro. Tornando, ho visto nonna Sima e Chiara al cancello, Saverio ha preso la piccola e lha fatta girare. Io sono corsa in casa, appena entrata ho iniziato a piangere a dirotto. Le lacrime venivano fuori da sole, troppe cose accumulate.

Azzurra, tesorina, che ti succede? ho sentito la voce preoccupata di nonna Sima. Che cè?

Ha speso tutti i soldi che avevamo per il mutuo per questa macchina! Sognavamo un appartamento… e lui… e lui…

Calma, piccola, mi ha abbracciato nonna Sima, tu sei la ragazza più buona e intelligente del mondo, sei solo stanca, per quello ti sei lasciata andare. Sono solo piccole cose della vita: limportante è che siate tutti sani e insieme, i soldi non sono niente, conta lamore e il rispetto.

Le parole sagge di nonna Sima mi hanno tranquillizzata. Poi mi sono sentita anche un po in colpa per come mi ero comportata. Mi sono alzata e sono uscita in veranda, dove stava Saverio. Il nostro cane, un grosso pastore, scodinzolava e Chiara correva dietro cercando di afferrargli la coda. Mi sono seduta accanto a lui.

Perché non hai chiesto il mio parere, Saverio ho sussurrato.

Volevo farti una sorpresa… insomma… speravo di farti felice…

Lho guardato negli occhi e ho visto tanta sofferenza non detta; ho capito allistante. Mi ama davvero e ha comprato la macchina per aiutarmi a fare meno fatica, per prendersi cura di me. Aveva risposto al mio problema, solo che in realtà io pensavo a tuttaltro.

Va bene, Salvo, se è macchina, allora sarà macchina. ho detto conciliando. Ma mi prometti che da ora in poi mi consulterai sempre.

Daccordo, ha risposto felice, sai che sono sempre stato uno che decide tutto da solo, scusami, dora in poi decideremo insieme.

Così va bene. Sono davvero solo piccole cose della vita, ho ripetuto le parole di nonna Sima. Limportante è stare insieme, e avere la nostra splendida bambina.

Nonna Serafina guardava dalla finestra, sorridendo tra sé:

Prima lite familiare, la prima di tante. Come si fa a evitarle? Limportante è capirsi e amarsi. E su questo non ho dubbi: Azzurra e Saverio si amano proprio… Guarda come si sono riconciliati, due piccioncini… li ha benedetti e sorriso.

Saverio ha verniciato la macchina, nonna Sima ha cucito nuovi coprisedili, certo non cera da festeggiare. Lauto aveva visto cose daltri tempi. Però presto io sedevo accanto a mio marito sul sedile davanti, andavamo in città.

Io non volevo chiedere aiuto ai miei genitori.

Tempo passava. Chiara cresceva, era ora di portarla allasilo, la nonna era anziana, aveva bisogno di tranquillità. Ho concluso luniversità e ho trovato lavoro in città. Saverio lavorava ancora fino a sera, faticando per mettere da parte i soldi. Ancora il problema della casa in città: non avevamo ancora risparmiato abbastanza per il mutuo. Non volevo chiedere aiuto ai miei, mamma ancora non parlava né con me né con la nipotina.

Ma la soluzione è arrivata da dove non ci aspettavamo. Un fine settimana, il cane nel cortile ha abbaiato. Ho pensato fosse la vicina, che portava il latte per Chiara.

Antonio! ha gridato Saverio, vedendo suo fratello maggiore dalla finestra, ed è corso fuori. Ciao, fratello, come stai?

Ciao, Salvo!

I fratelli si sono abbracciati forte, erano sinceramente felici. La curiosa Chiara, sporgendo la testa dalla porta, li osservava.

Ma che bella nipotina, ha esclamato Antonio, vieni qui, ti ho portato un regalo.

Ha tirato fuori dal sacchetto un grande coniglio dalle lunghe orecchie e un fiocco al collo. Chiara lha preso felice e, osservando il fiocco, è corsa a mostrarlo alla nonna, entusiasta.

Nonna Sima e io abbiamo accolto Antonio con calore.

Non ti vedevamo da tanto, Antonio, comè andata… Saverio dice che ora affitti casa, ha chiesto la nonna, versando il tè.

Tutto bene, ha detto lui, sollevato. Con Marina è finita, ha trovato un altro e se ne è andata, nemmeno so dove… Pago gli alimenti, ma ora sono tornato a casa. E questo, per te fratello, ha tirato fuori una busta dalla sua marsupio insomma per te e Azzurra, mio regalo di nozze, non ho potuto esserci allora.

Che cosè? Saverio è rimasto perplesso.

Soldi

Che soldi?

Per lanticipo del mutuo, ha spiegato Antonio mettendo la busta in mano a Saverio. Marina se nè andata, casa libera, ora vivo qui. Avevo risparmiato, pensavo di comprarne unaltra, ma non potevo togliere la casa a mio figlio e alla ex. Consideratelo regalo di nozze.

A tavola è calato il silenzio, poi tutti abbiamo riso di gioia.

Grazie, fratello, grazie Antonio. Sei arrivato al momento giusto

Mi sono quasi commossa, nonna Sima abbracciava suo nipote maggiore. I due fratelli si sono abbracciati in silenzio, non cerano parole.

In autunno, Saverio, io e Chiara ci siamo trasferiti in un nuovo appartamento di due stanze in città. Chiara è andata allasilo vicino a casa, la scuola era proprio lì vicino: abbiamo scelto apposta per il futuro, quando sarà il momento.

Saverio lavora ancora in officina. Così il destino ha messo alla prova la nostra famiglia. E aveva ragione nonna Sima: sono proprio piccole cose della vita, ciò che conta è lamore e la felicità, con tutti in buona salute.

Grazie di cuore a chi mi legge, a chi mi sostiene. Auguro a tutti fortuna e serenità!

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