E il parmigiano? Quello stagionato che avevo preso apposta per linsalata? chiese lei, muovendo con nervosismo la lattina quasi vuota dei carciofini e lunico cartone di latte sulla mensola del frigo.
Il marito, seduto al tavolo della cucina, provava a rimpicciolirsi tra le spalle e guardava fuori, dove la pioggia autunnale picchiettava insistentemente sulla finestra.
Verdiana ha fatto i panini ai ragazzi Dopo la passeggiata erano affamati mormorò lui, quasi sottovoce, come se un tono più alto potesse far crollare le pareti di casa. Elisa, dai, è solo un pezzo di formaggio Lo ricompriamo.
Elisa chiuse lentamente la porta del frigo. Laria fredda non le raffreddava più le gambe, ma dentro era una pentola in ebollizione. Inspirò a fondo e contò fino a dieci era diventata unabitudine negli ultimi ventitré giorni, ma ormai serviva davvero a poco.
Riccardo, quel pezzo costava settantacinque euro disse con tono gelido, girandosi verso il marito. E avevo progettato una cena speciale per festeggiare il mio progetto. Adesso non cè più nulla. Come ieri, quando è sparita la prosciutto, e laltro ieri, quando non ho trovato il salmone affumicato. Stiamo lavorando solo per la dispensa, ti rendi conto?
Riccardo la guardava con una smorfia di dolore. Si sentiva in imbarazzo, si vergognava, ma lidea che la famiglia va aiutata lo aveva sempre messo in difficoltà.
Sono ospiti, Elisa Hanno i lavori in casa, lo sai. Polvere, disagi Che dovevano fare? Un po di pazienza, tra poco se ne vanno.
Quel tra poco era diventato una specie di mantra, ripetuto in casa da ventidue giorni. Tutto era iniziato innocentemente: la chiamata della cognata, Verdiana, che si era lamentata perché gli operai avevano rotto una tubatura nella loro bilocale e non potevano viverci. Chiesero di essere ospitati giusto per tre/quattro giorni, mentre sistemavano e asciugavano le pareti. Elisa, sempre generosa, aveva accettato. In fondo, la famiglia si aiuta.
Ma quei giorni si erano allungati, prima in una settimana, poi in due, ed ora era quasi novembre e la loro visita non aveva una scadenza. Lappartamento di Elisa e Riccardo, prima un rifugio tranquillo, era diventato un caos. Verdiana con il marito Tiziano avevano preso possesso del soggiorno, i loro figli, Gabriele e Lorenzo, di dieci e undici anni, dormivano sul materassino, ma praticamente vivevano dappertutto.
Ogni sera era una prova. Elisa tornava dal lavoro sperando in una doccia calda e un po di pace, e invece si ritrovava tra tv a volume massimo (perché Tiziano ama sentirsi dentro alle notizie), bagni sempre occupati (i nipotini si facevano docce infinite, consumando litri di bagnoschiuma costoso e lasciando pozzanghere in cui Elisa finiva coi calzini).
Ma il problema più grande era il cibo. Elisa aveva sempre lavorato bene, Riccardo aveva uno stipendio dignitoso, mangiavano bene: carne di qualità, frutta e verdura fresche, buoni latticini. Pianificavano le spese, risparmiavano per le ferie e per il mutuo che, per fortuna, stavano finendo di pagare. Ma con larrivo dei parenti, il budget era crollato, completamente.
Verdiana, donna robusta e buongustaia, non cucinava nemmeno per sogno.
Ah, Elisa, io col cantiere sono sempre stressata, che fatica diceva, stesa sul divano con luva sul piatto Ma tu ormai cucini, cosa ti costa farne un po di più?
Solo che il po di più diventava una pentola da cinque litri di minestrone, che spariva in una sera. Tiziano, autista con turni alternati, nei suoi giorni liberi aveva un appetito che a confronto una squadra di calciatori sembrava magra. I nipoti mangiavano tutto senza chiedere se fosse destinato a qualcun altro.
Elisa si tolse la giacca, la appese alla sedia e si massaggiò le tempie, stanca.
Riccardo, oggi ho controllato lapp della banca gli disse, guardandolo dritto negli occhi In queste tre settimane abbiamo speso quello che di solito impieghiamo in due mesi. Non scherzo. Loro non comprano niente. Neppure il pane.
Eh, ma anche loro hanno spese, materiali per il cantiere provò Riccardo, ma già meno convinto. Tiziano dice che i prezzi sono aumentati.
Ce le abbiamo anche noi, le spese tagliò corto Elisa E non mi sono offerta di dar da mangiare a quattro adulti e due bambini da sola. Hai visto Verdiana portare una busta di alimenti? O almeno biscotti per il tè?
In quel momento entrò Verdiana, trascinando le ciabatte, col kimono di Elisa (il mio è pesante, questo è leggero e ha la seta). Elisa si trattenne, ma notò la macchia di marmellata sul colletto.
Oh, Elisina, eccoti! esclamò la cognata, andando verso il bollitore Ti aspettavamo, abbiamo una fame Tiziano chiede cosa cè per cena, ha sentito lodore delle polpette, dice che il macinato era fuori.
Elisa la fissò a lungo, senza battere ciglio. Qualcosa dentro si spezzò. Il fusibile delleducazione era bruciato.
Polpette niente disse calma.
Come niente? fece Verdiana, con la tazzina in mano. E allora cosa mangiamo? Non possiamo restare a digiuno. I bambini hanno bisogno di un regime.
Il macinato lho rimesso nel freezer. Per cena oggi cè solo riso integrale. Semplice.
Come sarebbe, semplice? Verdiana sgranò gli occhi Senza carne? Senza sugo? Tiziano non lo mangerà, lui è uomo, vuole la carne.
Allora può scendere al supermercato, comprare quello che vuole, cucinarlo e poi mangiare Elisa sorrise, ma gli occhi erano severissimi Il Conad è qui vicino.
Verdiana sbuffò, piazzò la tazzina con forza sul tavolo, la bocca tesa.
Ma che ti prende, Elisa? Sei nervosa dal lavoro, ok, però non sfogarti su di noi Siamo famiglia, Riccardo, dì qualcosa!
Riccardo, tra incudine e martello, sembrava pronto a svanire attraverso il pavimento.
Elisa, dai magari le facciamo le tortellini? Ce nera una scatola
Cera confermò Elisa Ieri. Finché i tuoi nipoti non hanno fatto a gara a chi ne mangiava di più.
La serata passò tra silenzi tesi. Elisa portò il riso, burro e sale. Tiziano, appena vide la cena, armeggiò col piatto, borbottò manco in prigione e tornò in soggiorno per la serie tv. Verdiana diede il riso ai bambini, lo coprì di zucchero preso dalle scorte di Elisa e se ne andò, lasciando: Spero domani cucini qualcosa di serio.
Elisa quella notte non dormì. Sdraiata al buio, tra il russare di Tiziano nella stanza accanto e il respiro del marito vicino, rifletteva. Sulla bontà punita, sui limiti da difendere, sul fatto che se non reagiva ora, non sarebbero mai andati via. Il cantiere era solo una scusa in ventitre giorni Tiziano non aveva mai controllato la casa. Si erano ben sistemati: alloggio gratis, cibo gratis, tutto incluso.
Il mattino dopo Elisa si alzò prima di tutti. Nessuna colazione per loro. Si fece il caffè, lo bevve sola, e andò al lavoro, lasciando il frigo vuoto durante la notte aveva trasferito le cose buone nella borsa-frigo e le aveva portate da sua mamma, nellaltro quartiere.
La giornata fu piena di lavoro, ma Elisa aveva già un piano pronto. Tornò a casa la sera, senza buste di spesa, solo con una cartelletta sotto braccio.
Latmosfera era pesante. Verdiana la accolse in corridoio, mani sui fianchi.
Elisa, ti rendi conto? Ci siamo svegliati e nel frigo non cera nulla! Neanche un uovo. Hanno dovuto masticare i cereali secchi, senza latte! È uno scandalo!
Tiziano sbucò dal soggiorno, grattandosi la pancia sotto la maglietta consumata.
Eh sì, osteria, ti sei rilassata proprio. Ci hai lasciati morire di fame. Sei passata dal supermercato?
Elisa si tolse le scarpe, entrò in cucina, posò la cartelletta sul tavolo e disse forte:
Tutti in cucina, dobbiamo parlare.
Eh, finalmente disse Tiziano, fregandosi le mani Parliamo di menù. Mi mangerei una bistecca, o almeno pollo arrosto.
Quando si sedettero tutti (i bambini spediti in camera con i tablet), Elisa aprì la cartelletta.
Allora iniziò, con la voce ferma che usava coi clienti più difficili Siete qui da ventitre giorni. In tutto questo tempo non avete mai comprato cibo, né pagato le bollette, né aiutato a pulire.
Oh, ma dai! sbuffò Verdiana Ora conti i centesimi? Siamo parenti!
Proprio perché siamo parenti, ho lasciato correre tre settimane Elisa mostrò una tabella stampata Ho fatto un bilancio delle spese. Qui indicò la colonna le nostre spese alimentari normali. E qui unaltra colonna quelle delle ultime tre settimane. Sono quadruplicate.
Tiziano si chinò, strizzando gli occhi.
E queste cosè? Hai raccolto gli scontrini? ridacchiò Elisa, non pensavo fossi così tirata
Riccardo diventò rosso, ma rimase zitto. Elisa non gli diede tempo.
Non è tirchieria, Tiziano, è contabilità. Ho contato tutto: carne, pesce, formaggi, yogurt, frutta, verdura, detergenti che consumate a fiumi. E anche luce e acqua i contatori non mentono.
Ma dove vuoi arrivare? disse Verdiana, con tono stridulo.
Al punto che Elisa posò il foglio col numero di IBAN sopra la tabella il servizio family hotel è finito. Vi presento il conto per questi ventitre giorni di soggiorno e pasti. Qui in fondo la cifra totale.
Verdiana afferrò il foglio, lesse i numeri e spalancò la bocca. Il foglio le cadde di mano.
Ma che sei matta?! Millecento euro?! Per mangiare?! Ma non siamo mica in un ristorante!
Più o meno rispose Elisa Considerando che avete mangiato solo tagli scelti, salumi e pesce costoso, preparato da me. Non ho incluso il mio lavoro come chef e domestica consideratelo sconto parentale.
Io non pago! urlò Tiziano, saltando su È una truffa! Riccardo, cosa aspetti? Tua moglie ci spenna!
Riccardo guardò il cognato rosso, la sorella furiosa, poi la moglie, calma ma sfinita. Si ricordò delle lacrime di Elisa in bagno, la sera prima, con la doccia aperta per non farsi sentire. Del portafoglio vuoto, una settimana prima dello stipendio.
Che dovrei dire? mormorò Riccardo.
Che è fuori di testa! strillava Verdiana Che uno non fa pagare i parenti che sono ospiti!
Gli ospiti, Verdiana, portano una torta, bevono un caffè e la sera tornano a casa disse chiaro Riccardo, con voce finalmente sicura Oppure vengono per un paio di giorni, su invito. Voi abitate qui da un mese, a nostre spese, e vi lamentate pure del riso semplice.
Cala il silenzio. Verdiana fissava il fratello come se avesse cambiato specie.
Ci butti fuori? sussurrò tragica.
Non vi butto fuori intervenne Elisa Ma cambiano le regole. Se volete restare, si paga la spesa metà per uno, più quota bollette. E si cucina a turni: un giorno io, uno tu. È equo. E il conto batté sul foglio va saldato entro la settimana.
Ma che vadano al diavolo! sbottò Tiziano Preparati, Verdiana. Con parenti così non ci serve nessuno. Tenetevi le vostre salsicce!
E dove andiamo? La casa è un cantiere! piagnucolò Verdiana.
Da mia suocera! gridò Tiziano Stretti ma almeno non ci stressano. E io qua non metto più piede!
Prepararono i bagagli in unora. Unora rumorosissima: Verdiana sbatteva armadi, Tiziano borbottava, i bambini si lamentavano di dover lasciare i cartoni animati.
Elisa rimaneva in cucina, sorseggiando il tè tiepido e senza intervenire. Sapeva che se fosse andata a aiutarli o a spiegarsi, tutto sarebbe tornato come prima. Riccardo li aiutava a portar via le cose, silenzioso e cupo.
Quando la porta si chiuse, isolando le urla di Verdiana (non rimetterò mai piede qui, che schifo di gente), la casa fu finalmente immersa nella pace.
Riccardo tornò in cucina, si sedette davanti ad Elisa coprendosi il viso.
Che vergogna disse piano Ora chiamerà mamma, ci insulterà
Che chiami pure Elisa gli prese la mano Riccardo, non abbiamo fatto nulla di male. Abbiamo solo difeso la nostra casa. Lhai visto anche tu: ci si sono arrampicati sopra.
Sì È che sono parenti.
I parenti si rispettano. Questo era parassitismo. Sai, oggi ho chiamato tua mamma.
Riccardo la fissò sorpreso.
Perché?
Per sapere come sta. E pure ho scoperto che Verdiana non ha nessun cantiere.
Come no?
Così. Hanno affittato il loro appartamento per due mesi a una squadra di operai. Volevano guadagnare, quindi hanno pensato di vivere da noi, dal buon fratello. Tua mamma si è lasciata scappare la cosa. Credeva lo sapessimo.
Riccardo diventò prima bianco, poi rosso. Gli occhi si allargarono.
Affittato? Quindi prendevano i soldi, vivevano qui, mangiavano gratis e
Si lamentavano pure del riso disse Elisa Ora ti vergogni ancora?
Riccardo rimase zitto un minuto. Poi si alzò, andò verso il frigo, guardò le mensole vuote e scoppiò in una risata nervosa.
No, non mi vergogno più. Elisa, scusami. Sono stato un cretino.
Lo sei stato, sì lei rise, alzandosi Ma ora hai capito. È quello che conta. Andiamo a fare la spesa? Prendiamo parmigiano. E una bottiglia di vino.
E della carne aggiunse Riccardo deciso Solo per noi due.
Una settimana dopo, Verdiana chiamò. Ovviamente non Elisa, ma Riccardo. Elisa ascoltava col sorriso, mentre il marito lavava i piatti e il cellulare era in vivavoce.
Riccardino, dai, abbiamo esagerato. Da mamma ci si sta stretti, i ragazzi non studiano, Tiziano non dorme Abbiamo pensato di tornare, portiamo la spesa, patate e pasta
Riccardo spense lacqua, guardò la moglie che scuoteva la testa, e rispose fermo:
No, Verdiana. Se mamma va bene, restate lì. Da noi cantiere in arrivo. Morale. Non cè spazio.
Riattaccò e finalmente si sentì padrone della propria casa. Il conto presentato da Elisa non lo hanno mai pagato, ovvio, ma la calma, la pace che tornò in casa valsero più di mille euro. Una lezione imparata: a volte, per salvare la famiglia, serve chiudere la porta al momento giusto.
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