Mio marito ha chiesto il divorzio! E tutto per colpa dei suoi guadagni all’estero.

Avevo diciannove anni quando un ragazzo di nome Matteo, con cui stavo insieme da un anno, mi chiese di diventare sua moglie. Avevo già intuito che forse era un po troppo presto, e sapevo che non avrei più potuto uscire e divertirmi con le amiche come prima. Ma Matteo mi sembrava un uomo affidabile, buono. Era la paura di non trovare nessuno meglio di lui che mi fece dire sì e diventare sua moglie.

Andammo a vivere insieme ai suoi genitori. I miei abitavano in una grande villa fuori Firenze, con un giardino dove i pini cantano nel vento. A noi venne dato lintero piano superiore, ampio e pieno di luce. E devo dire subito che i genitori di Matteo non erano certo poveri, e al tempo del matrimonio anche lui guadagnava abbastanza per permettermi di continuare gli studi alluniversità senza preoccupazioni.

Dopo due anni è nata la nostra prima figlia, Lucia. Matteo era raggiante di gioia, ma poi arrivò come unombra ciò che non ci aspettavamo. Mio marito perse il lavoro. I suoi gli offrirono un impiego nellazienda di famiglia, ma la testa dura di Matteo, tutta orgoglio e indipendenza, decise che avrebbe trovato la sua strada da solo. Solo un amico gli propose di andare a lavorare allestero. Matteo accettò subito.

Decidemmo che sarebbe stato via solo un anno, giusto per mettere da parte qualcosa e comprare magari una macchina. Ma quando assaggiò il sapore dei soldi veri, Matteo tornò dopo un anno solamente per annunciare che sarebbe ripartito, stavolta per due anni, così da poterci comprare una casa tutta nostra in città e non dover dipendere più dai genitori. Un gesto nobile, certo, ma io? E Lucia? Matteo giurò che sarebbe tornato ogni tanto e, in effetti, veniva a trovarci giusto un paio di volte lanno. Così, gli anni delle sue partenze divennero cinque. Arrivai a desiderare la presenza di un uomo lì accanto a me come si desidera la pioggia durante una lunga siccità.

Una notte strana, un uomo più grande di poco mi scrisse su un social networksembrava uscito da un vecchio film in bianco e nero, occhi neri e parole di seta. Mi avvolse di complimenti, mi chiamava la più bella, la più desiderabile. Di parole così non me ne regalava Matteo da troppo tempo. Iniziammo a scriverci tutto il giorno, per un mese, finché una sera decidemmo di incontrarci. In quella sera, tra ombre e luci che danzavano, successe tutto. Tradìi mio marito. Ma la sensazione di essere viva era così forte, che lo rividi altre volte.

Due mesi dopo, come in un sogno che cambia improvvisamente, Matteo tornò davvero, stavolta per restare. Parole dolci, regali: mi comprò un appartamento nel centro di Firenze, tra le vecchie pietre e il profumo di pane caldo. Nel cuore, la colpa graffiava come un gatto randagio. Così, una sera, tra il profumo di basilico e la luce dorata della lampada, confessai tutto: il tradimento, più di una volta. E poi?

Matteo mi mandò via. Pensai allora di rifugiarmi dal mio amante, ma lui subito mi disse che non poteva, aveva troppi impegni, troppe scuse. Evidentemente, non ero stata che un diversivo per lui. Il mio ex marito avviò la pratica di divorzio, Lucia ora vive con me a casa di mia madre, ma Matteo minaccia di portarmela via. Provo una vergogna che pesa come una coperta sulle spalle destate, mi domando ancora come abbia potuto ferire così quelluomo, e non capisco se fuori dalla finestra sia notte o già lalba.

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Mio marito ha chiesto il divorzio! E tutto per colpa dei suoi guadagni all’estero.