Allora, ascolta questa. La mia suocera ha deciso proprio da un giorno na laltro di venire a vivere a casa mia, lasciando il suo appartamento in centro a sua figlia.
Guarda, mio marito, Marco, è cresciuto in una famiglia numerosa. La signora Teresa, mia suocera, non si fermava: ha continuato a fare figli finché non ha avuto una femmina. Una tattica che io non mi permetto neanche di commentare, onestamente.
Quando mi sono sposata, pensavo di aver vinto alla lotteria. Marco mi sembrava uno affidabile, con la testa sulle spalle, forte, uno per cui la famiglia era importante, sì, ma che non avrebbe mai tagliato i ponti con sua madre e la sorella più piccola. Teresa in realtà non è mai stata molto presente coi suoi figli maschi, ma per la figlia, Sofia, era capace di spostare le montagne.
Sofia aveva dieci anni quando ci siamo conosciute. Allinizio non mi dava fastidio, ma, ti giuro, dopo cinque anni non la sopportavo più. Non aveva voglia di studiare, frequentava ragazzi poco raccomandabili, e ogni volta toccava a Marco correre a rimediare. Poteva chiamarlo anche alle due di notte per chiederli un passaggio, e lui andava senza battere ciglio.
Speravo che poi, col tempo, Sofia si sistemasse, trovasse marito, si desse una calmata. Invece, niente. Quando ha deciso di sposarsi, Teresa ha preteso che i fratelli partecipassero alle spese del matrimonio, perché lei non aveva un euro da parte. Il marito di Sofia era senza un soldo, stipendio ridicolo, quindi ovviamente sono andati a vivere insieme a mamma Teresa.
Poi è arrivato un figlio, poi un altro e Teresa ha capito che la convivenza non poteva andare avanti così. Quindi ha pensato bene: Mi trasferisco da voi, e lascio lappartamento a Sofia e la sua famiglia. Ora, parliamo chiaro: io quellappartamento lho comprato con i miei risparmi, Marco non ci ha messo neanche cinquanta centesimi. E, la cosa assurda, è che lui è pure contento: Mamma può aiutarci in casa!, dice come se fosse una gran fortuna.
La casa è un bilocale. Due camere e basta. Io non ci sto a rinunciare alla comodità e alla privacy per far spazio a qualcun altro, per quanto sia la madre di Marco. E lei, figurati, è proprio convinta che sia nostro dovere ospitarla, perché il figlio maggiore deve prendersi cura della madre, dice sempre così con quellaria da martire delle telenovele.
Io voglio bene a Marco, non penso nemmeno al divorzio, ma come gli faccio capire che vivere con sua madre è un incubo? Come glielo spiego senza sembrare una strega? Se hai qualche consiglio, ti prego, dimmelo perché io non so più dove sbattere la testa.




