La richiesta del nipote: racconto di come la nonna Lilia abbia aiutato Denis dandogli una grossa som…

8 ottobre

Stasera mio nipote mi ha chiesto un favore che mi ha lasciata un po scossa.

Nonna, posso chiederti una cosa? Mi servirebbero dei soldi. Tanti.

È arrivato verso sera, si vedeva che era agitato, cosa che per lui è insolita. Di solito Lorenzo passa un paio di volte a settimana da me, mi aiuta con la spesa o porta giù la spazzatura. Una volta mi ha anche sistemato il divano come nuovo! Sempre calmo, sicuro di sé, mai una parola fuori posto. Ma stasera era nervoso, agitato, quasi non riusciva a stare fermo.

Mi sono un po irrigidita. Oggi come oggi cè sempre qualcosa di brutto che può capitare

Lorenzo, posso chiederti a cosa ti servono questi soldi? E soprattutto, quanti sarebbero tanti? Non sono riuscita a nascondere la preoccupazione nella voce.

Lorenzo è il mio nipote maggiore. Un bravo ragazzo, buono di cuore. Ha finito il liceo lanno scorso, lavora e studia alluniversità a distanza. Anche i suoi genitori non hanno mai avuto di che lamentarsi di lui. Ma mi domando: per quale motivo gli servono così tanti soldi?

Non posso spiegarti tutto adesso, ma te li restituisco, promesso! Solo non subito, un po alla volta.

Lo sai che io vivo con la pensione Non sapevo cosa fare, ero combattuta Ma dimmi, a quanto ammonta questa somma che ti serve?

Centomila euro.

E non puoi chiedere ai tuoi genitori? La domanda mi è scappata senza pensarci troppo. Sapevo già la risposta. Suo padre, mio genero, è sempre stato molto severo. Per lui un figlio deve imparare ad arrangiarsi da solo. E soprattutto, non deve mai ficcare il naso dove non gli compete.

Loro non mi aiuterebbero, mi ha risposto, confermando quello che già pensavo.

E se fosse finito in qualche guaio? E se questi soldi non risolvessero ma peggiorassero la situazione? O, forse, se non lo aiutassi, le cose andrebbero ancora peggio? Non sapevo che pensare. Lho guardato intensamente, cercando nei suoi occhi una risposta.

Nonna, ti giuro che non è niente di brutto, ha colto la mia esitazione, ti restituisco tutto in tre mesi, parola! Non mi credi?

Alla fine, forse avrei dovuto darglieli comunque, anche se non li avesse mai restituiti. Una persona, almeno una nella vita, deve pur poter contare su qualcuno. Siamo umani per questo. Ho messo da parte quei soldi per le emergenze. Forse questa è proprio unemergenza. E poi, per il mio funerale cè tempo! Bisogna pensare ai vivi, sempre, e fidarsi dei propri cari.

Si dice che quando presti soldi a qualcuno, devi essere pronto a non rivederli più. I ragazzi di oggi sono strani, non sempre riesco a capirli. Ma Lorenzo non mi ha mai delusa, mai!

Va bene, ti presto questi soldi. Per tre mesi, come hai detto tu. Ma forse sarebbe meglio se i tuoi ne fossero informati?

Nonna, lo sai che ti voglio bene. Ho sempre mantenuto la parola. Ma se non puoi, provo a chiedere un prestito in banca, in fin dei conti lavoro.

La mattina dopo sono andata in banca, ho prelevato la cifra che mi aveva detto e glielho consegnata.

Lorenzo si è illuminato, mi ha abbracciata e mi ha detto:

Grazie, nonna. Sei la persona più importante che ho. Ti restituisco tutto, promesso! E se nè andato via di corsa.

Tornata a casa, ho messo su lacqua per il tè e sono rimasta a pensare. Quante volte, nella mia vita, mi ero trovata con lacqua alla gola? Eppure, cè sempre stato qualcuno pronto a darmi una mano. Oggi invece ognuno pensa solo a sé. Tempi difficili, oggi!

Una settimana dopo, Lorenzo è passato, raggiante:

Nonna, tieni, ti restituisco una parte. Ho preso lanticipo sullo stipendio. Posso venire domani, magari non da solo?

Ma certo! Passa pure, farò il tuo dolce preferito, la crostata ai semi di papavero, ho risposto sorridendo. Mi sentivo sollevata: magari finalmente mi avrebbe spiegato tutto. Avevo proprio bisogno di sapere che stava bene.

La sera dopo è arrivato. Non era solo. Con lui una ragazza minuta dagli occhi grandi.

Nonna, ti presento Chiara. Chiara, questa è la mia nonna Teresa.

Chiara mi ha sorriso timidamente:

Buonasera, signora Teresa. Grazie di cuore per quello che ha fatto.

Accomodatevi, è un piacere conoscervi ho risposto, e ho sentito il cuore farsi leggero: mi era piaciuta subito.

Abbiamo bevuto il tè e mangiato la crostata insieme. A un certo punto, Lorenzo si è fatto serio.

Nonna, non potevo dirtelo prima Chiara era molto preoccupata, sua mamma ha avuto un grave problema di salute tutto dun tratto. Nessuno poteva aiutarla. E Chiara beh, è molto superstiziosa, non voleva che dicessi a nessuno niente finché non si era risolto. Ora va meglio: hanno operato la mamma, pare che il peggio sia passato, e le ha stretto la mano.

Non so come ringraziarla, lei è una persona fantastica. Sono davvero tanto grata ha detto Chiara, con gli occhi che brillavano.

Dai Chiara, ormai è tutto passato, Lorenzo si è alzato, Nonna, ci accompagni alla porta? Ormai è tardi.

Certo, bambini, buonanotte e che tutto vi vada bene, li ho benedetti mentre uscivano.

È cresciuto, il mio Lorenzo. E che bravo ragazzo è diventato. Ho fatto bene a fidarmi di lui, perché in fondo non era questione di soldi, ma di fiducia e vicinanza.

Due mesi più tardi, Lorenzo mi ha restituito tutto.

Nonna, non sai quanto ti sia grato. Il medico ha detto che hanno fatto in tempo, se non fosse stato per te chissà come sarebbe andata. Grazie, davvero. Sai, mi hai insegnato che nella vita, quando meno te lo aspetti, arriva qualcuno che ti tende la mano. Per te farei qualsiasi cosa, sei la persona migliore del mondo!

Lho accarezzato tra i capelli come quando era bambino:

Dai, su, corri! Porta anche Chiara la prossima volta, mi fa piacere vederla.

Certo che veniamo! mi ha abbracciata.

Ho chiuso la porta e ho pensato a quello che mi diceva sempre mia nonna: Bisogna aiutare sempre i propri cari. Da noi in Italia non ci si tira indietro. Se tu vuoi bene agli altri, anche loro lo vorranno a te. E non bisogna mai dimenticarlo.E mentre sistemavo le tazze ancora calde nella credenza, ho sentito la casa più piena che mai. Fuori, la notte era silenziosa, ma dentro di me cera un senso di pace che non provavo da tempo. Mi sono avvicinata alla finestra: sul balcone una pianta di gerani sembrava più viva, come se anche lei avesse ascoltato quella promessa di fiducia e affetto rinnovati.

In fondo, la vita si misura proprio in questi gesti: una mano tesa, una porta che si apre, un sorriso condiviso tra chi si vuole bene. La solitudine fa meno paura quando sai che, anche in silenzio, qualcuno ti pensa.

Ho socchiuso le imposte, accarezzando la fede che porto al dito da molti anni, e ho sussurrato: grazie, nonna, per avermi insegnato che lamore non si consuma mai, si moltiplica. Stasera ne ho la certezza e sorridevo, perché sapevo che il bene che doni, prima o poi, torna sempre a bussare alla tua porta.

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