Sono sempre stata una persona generosa, mai avara. Se cera qualcosa che potevo dare a chi aveva bisogno, non esitavo un attimo a offrirla, come insegna anche il Vangelo: a volte bisogna condividere con chi ti sta accanto.
Così, un giorno decisi di regalare una giacca che non mi serviva più a nessuno, senza volere nulla in cambio. Magari là fuori qualcuno non aveva proprio niente con cui coprirsi durante linverno, mentre la mia giacchetta giaceva inutilizzata nellarmadio. Lavevo indossata due, forse tre volte. Allepoca lavevo comprata spendendo una cifra onesta.
Non ci pensai su molto e pubblicai un annuncio su un gruppo online. Passò pochissimo e ricevetti un messaggio privato da una donna che mi chiese la giacca. Ci mettessimo daccordo per le nove di sera.
Ma alle dodici di notte, qualcuno bussò con insistenza alla porta.
Chi è? chiesi sottovoce, per non svegliare nessuno.
Sono io, per la giacca. Avevamo detto alle nove, sono le dodici adesso… Sta dormendo la gente a questora, non credi? Possiamo rimandare a domani?
No! Voglio la giacca questa sera!
La donna era così insistente che quasi voleva gridarmi contro. Alla fine le diedi la giacca oltre la porta, ormai rassegnata. Ma lei non era ancora contenta:
Non intendo provarla qui sul pianerottolo, devo vedere se mi sta. Mi fai entrare almeno un attimo in casa tua?
Esitai. I miei figli stanno dormendo, sussurrai.
Va bene, allora uso lascensore come camerino!
Non potei credere allarroganza, ma alla fine cedetti. La donna prese la giacca e se ne andò senza nemmeno un grazie, senza neanche uno sguardo in più.
Nonostante tutto, le avevo restituito la giacca. Ma una tale mancanza di rispetto non lavevo mai vissuta prima. Dentro di me, giurai che sarebbe stata lultima volta: basta, non regalerò più niente a nessuno. Alla fine, certa gente non sa proprio cosa significhi apprezzare.





