– Nadietta, sono a casa, vienimi incontro! – L-Leo?! Ma come mai così presto? Dovevi tornare solo t…

Giulietta, sono a casa, accoglimi!

B-Beppe!? Ma che ci fai già qui? Dovevi tornare solo tra tre giorni

Una donna sui trentanni sbucò nel corridoio, avvolta di fretta in una vestaglietta di seta, lo sguardo smarrito addosso al marito in piedi sulluscio.

Volevo farti una sorpresa, Giuli. Direi che ci sono riuscito! O non sei contenta? Beppe, alto e piazzato, sorrideva da una guancia allaltra, soddisfatto delleffetto.

Ma certo che sono contenta! Vai pure subito in cucina che ti scaldo qualcosa da mangiare.

Soddisfatto come un cliente davanti a una pizza quattro stagioni, Giuseppe annuì e si avviò in cucina. Ad attenderlo, un banchetto da re: fragole, cioccolato, cena appena sfornata Sembrava tutto preparato apposta per lui.

Giuli, ma che hai combinato! Hai cucinato tutto questo Come facevi a sapere che arrivavo oggi? Sei davvero una maga!

Con gusto, Beppe si servì una porzione abbondate esagerando come solo gli italiani durante le feste e cominciò a divorare la cena. La moglie non si faceva vedere, ma pensò che si stesse ancora mettendo una vestito elegante per il marito. Una donna che ci tiene

Beppe, io Noi

Mmm, Giuli, davvero divina la tua lasagna! E linsalata, le crespelle roba da leccarsi i baffi Marco?!

Beppe si voltò e vide Giulietta che teneva sottobraccio suo fratello Marco. Lei guardava il pavimento a occhi bassi, Marco in bermuda e maglietta si stropicciava il naso come se lavessero appena tirato giù dal letto.

Eh sì, Beppe, sono io. Ciao fratello…

Ciao anche a te. Adesso, mi spiegate che diavolo succede qui? Anche se, a dire il vero, credo di averlo capito già abbastanza bene

Beppe, io Volevo dirtelo da un po. Io amo tuo fratello Marco e voglio stare solo con lui. Mi dispiace. Giulietta lo disse tutto dun fiato, guardando di sbieco ormai lex marito.

A quelle parole, il piatto volò giù dalle mani di Beppe e rotolò a terra tra lasagne e insalata.

E voi, immagino Proprio adesso

Sì. Proprio adesso siamo stati insieme.

Perfetto, perfetto proprio quello che ci voleva, Giuli! E tu, Marcuzzo, sei davvero un tesoro! Adesso ho capito perché hai preparato tutta questa magnifica cena E soprattutto, per chi!

Giulia non trovava la forza di guardarlo in faccia. Aveva la sensazione che se avesse sollevato lo sguardo, tutta la sua sicurezza sarebbe svanita.

E Sofia? Che facciamo con nostra figlia? Lo sa?

No non lo sa.

E dovè ora?

Dalla vicina, a guardare i cartoni.

E capita spesso che la parcheggi dalla vicina?

È da sei mesi, ormai

Le domande di Beppe finirono lì, come anche lenergia. Era appena tornato dal viaggio, e non aveva alcuna voglia di scenate. Non era certo uno che faceva drammi lunghi: per natura aveva una calma invidiabile, da tipico piemontese.

Ma se qualcuno lo tirava proprio al limite, allora meglio liberarsi in tempo! Anche se, va detto, capitava di rado.

La sorpresa fu tale che rimase perplesso, giusto un attimo.

Hai dieci minuti per sparire di qui. Il tempo corre, disse Beppe sorseggiando il tè. Al fratello neppure unocchiata.

Ma che avrà trovato Giuli in lui? Fisicamente uguali, anche i nei sparsi allo stesso modo Ma Marco è un pigro senza speranza, e lintelligenza beh lasciamo perdere. Stare con lui sarà un disastro, ma sono affari suoi! pensava dentro di sé, continuando a bere il tè.

Io non vado da nessuna parte finché non ci dai il permesso, sbottò ad un tratto Marco.

E che permesso esattamente vorresti da me?

Il permesso di divorziare Lascia andare Giulietta, lei non ti ama!

Sì, sì, vedo benissimo chi ama la mia signora sorrise Beppe. Volete il divorzio? Lo avrete, ma tramite giudice! Sono curioso di vedere quante miglia spenderete per gli avvocati.

Dai, Beppe sussurrò Giulia, accarezzandogli il polso. Giuseppe, basta, ti prego Chiudiamola in pace. Tu sei una brava persona, lo so

Giuseppe scosse la testa.

Va bene, sia. Ma per me tu, Marco, non sei più mio fratello!

Ecco avremmo ancora una richiesta.

E adesso che cosa volete?

Lasciami la casa dopo il divorzio, Beppe! Giulia tentò un sorriso smagliante, non mollando il polso.

Sofia è affezionata qui, a scuola ha tanti amici Se dobbiamo vendere lappartamento, mica ci sono soldi per una nuova casa. Toccherà tornare in paese

Giuseppe si mise a pensare, la faccia tra le mani come se stesse risolvendo un rompicapo di enigmistica. Quando Giulia vide che tentennava, partì con la melodia più dolce:

Dai Beppe, mio raggio di sole Fallo almeno per Sofia. Sei un lavoratore in gamba, i soldi li sai fare! È la tua unica figlia Solo per lei!

Buona questa, Giuli, la interruppe lui con un sorriso sornione. Ma ho unidea migliore.

Quale? Julia batté le ciglia entusiasta Ci lasci anche la macchina? Sofia sarebbe felicissima

Sofia vivrà con me.

Ma che dici?! Sei impazzito? Non sai nemmeno come si tengono i bambini! Sempre in viaggio, sempre fuori Tua figlia quasi non ricorda come ti chiami!

E questo lo verifichiamo subito, replicò lui e si diresse verso la porta.

Pochi minuti dopo Beppe tornò tenendo la figlia per mano. Sofia era una bambina di dieci anni, appena passata alla quarta elementare. Teneva stretta la mano del papà, con un sorriso grande così.

E perché lhai portata qui? Vuoi mettere pure lei in mezzo? Giulia era furibonda.

Beppe non rispose, sedette in cucina, la figlia sulle ginocchia, e iniziò:

Sofi, tesoro, posso farti qualche domanda, piccolina?

Certo! Sorrise soddisfattissima la bambina.

Promettimi solo che mi risponderai con sincerità. Parleremo come fra adulti.

Proprio come fai con quei signori col vestito in ufficio?

Esatto.

La bambina annuì. Era così felice che papà si rivolgesse a lei da grande che per un momento rimase a bocca aperta.

Dimmi, la mamma ti fa mai del male? Ti ha magari schiaffeggiato nellultima settimana?

Sofia abbassò lo sguardo, timida. Mentre dita e vestitino giocavano nervosamente.

Ma sei matto?! gridò Giulia. Falla finita con queste domande, smettila di tormentare la bambina!

Zitta, Giulia. Sto parlando con mia figlia, la stoppò Beppe, accarezzando i capelli della piccola. Non temere, tesoro. Hai promesso.

Sofia annuì, con le lacrime agli occhi. Abbracciò il padre e gli sussurrò nel petto:

Sì, tre volte! Prima per un brutto voto, poi per aver rovesciato il latte, e la terza perché ho sgridato lo zio Marco Lei si baciava con lui mentre tu eri via per lavoro.

Non piangere piccola, ci sono qui io Non ti farà più nulla!

Mente! Non lho mai toccata! si difese Giulia.

Guarda caso casa e macchina li volete per il bene della figlia, eh? sghignazzò Beppe. Sofi, posso chiederti unultima cosa?

Certo, papà.

Se potessi scegliere con chi vivere, con me o con la mamma, chi sceglieresti?

Sofia rimase in silenzio, lo sguardo che ballava tra i due genitori. Giulia arrivò quasi a dislocarsi una spalla a furia di allungare le braccia:

Mi prometti che non parti più per tanto tempo?

Prometto! rispose Beppe senza esitare.

Allora voglio stare con te, papà.

Ecco, brava! Giulia allungò una mano minacciosa, ma Beppe la abbracciò stretta stretta, schermandola con la schiena. Marco, sempre rimasto in disparte, non fiatò.

Bene, Giulia, direi che abbiamo chiarito. Da oggi, Sofia resta con me, annunciò calmo Beppe, e se ne andò con la figlia in cameretta.

Pochi minuti dopo, aiutò la bimba a preparare le valigie. Fortuna che la sua era già pronta, rimasta dallultimo viaggio di lavoro. Così presero armi, bagagli e andarono in un albergo dallaltra parte di Torino lo stesso che Beppe prenotava sempre per affari.

Qualche mese dopo arrivò il tribunale. Considerata lassenza di un lavoro stabile, casa o reali possibilità educative per Giulia e il nuovo compagno, il giudice affidò Sofia al papà.

Del resto, la bambina lo aveva chiesto apertamente.

Giuseppe divise lappartamento, come aveva deciso, e vendette la sua metà. La figlia poteva vedere la madre solo nei weekend, ma viveva col papà nella nuova casa.

Beppe si organizzò la vita al contrario per Sofia: niente più viaggi di lavoro lunghi tre mesi, sempre presente agli spettacoli scolastici e alla partita a calcetto del giovedì. E Sofia beh, iniziò a sorridere molto più spesso. E quello, decisamente, valeva più dei soldi e del lavoro!

Raccontatemi nei commenti cosa ne pensate! E se vi strappa un sorriso, lasciate un mi piace!

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