«Hai davvero preparato i miei panzerotti preferiti!» — disse il marito, tornando a casa dall’amante: ma appena ne assaggia uno, impallidisce, perché dentro lo attendeva una sorpresa inaspettata dalla moglie

«Hai proprio preparato i miei panzerotti preferiti!» disse il marito, appena rientrato a casa dopo essere stato dallamante. Ma non fece in tempo a finire il primo morso che sbiancò in viso: dentro limpasto lo aspettava una sorpresa che la moglie aveva preparato apposta per lui.

Allora, ti racconto come è andata. Caterina infilò la teglia calda nel forno già acceso, si passò le mani unte sul grembiule, poi diede unocchiata rapida allorologio sopra la porta della cucina. Tutto doveva essere perfetto quel giorno. I panzerotti dovevano gonfiarsi, dorarsi e avere quellaspetto invitante che piaceva da morire a Riccardo.

Caterina, sai, aveva sempre vissuto tranquilla, quasi rassegnata alla solitudine. Si era abituata a pensare che la sua vita sarebbe rimasta così per sempre fino a quando un giorno a un colloquio arrivò questo tipo alto, con uno sguardo determinato. Sembrava emanare forza e sicurezza da ogni poro, e a Caterina il cuore tremò involontariamente.

Da allora, la sua vita cambiò completamente: amore travolgente, matrimonio e quella sensazione di aver finalmente trovato il proprio posto nel mondo. Era davvero felice così felice che quasi non si accorse di essersi annullata in quelluomo.

Ma dopo due anni, Riccardo fece la valigia e le disse che sarebbe partito per lavoro, solo un mesetto. Quel mese diventò un anno. Quasi non chiamava più, rispondeva ai messaggi in modo freddo e distaccato. Caterina lo aspettava, si inventava scuse, credeva a tutto. Finché un giorno, una conoscente la fermò per caso e le confidò di aver appena visto Riccardo in centro, a Milano. Non era solo: passeggiava mano nella mano con unaltra. Altro che trasferta, era rimasto lì.

Solo allora Caterina ha realizzato che era stata presa in giro tutto quel tempo. Poteva chiamarlo, gridargli in faccia, fargli una scenata ma non ne aveva voglia. Ha scelto di aspettare. La vendetta, si sa, va servita fredda.

Così passa un anno. Poi, dal nulla, squilla il telefono. È Riccardo. «La trasferta è finita, torno a casa.» E poi, come se nulla fosse: «Mi prepari quei tuoi panzerotti con le patate che mi mancano da morire?»

«Hai proprio preparato i miei panzerotti preferiti!» dice Riccardo, appena varcata la soglia, come se fosse andato solo a fare due commissioni, spaparanzandosi sulla sedia e accavallando le gambe, gli occhi che scodinzolavano intorno come se non fosse successo niente.

Caterina non lascia trapelare nulla; accoglie il marito con un sorriso, mentre sul tavolo brilla una montagnetta di panzerotti dorati. Lui li guarda, si avvicina e ne afferra uno. Inghiotte subito un boccone abbondante e, allimprovviso, il suo viso impallidisce e gli occhi si spalancano dallo shock. Una vendetta così non se laspettava proprio.

Già dal mattino Caterina aveva preparato tutto come sempre: impasto, ripieno ma in uno solo dei panzerotti non cera il solito purè di patate. Dentro ci aveva messo pezzetti minuscoli di vetro.

Riccardo capisce subito che qualcosa non va e sputa tutto sul tavolo, ma ormai è tardi. La bocca gli si riempie di sangue, la lingua e le gengive tagliate, un dolore acuto e affilato.

Si aggrappa al tavolo, tossendo nel tentativo di capire cosa gli sia successo.

«Hai proprio preparato i miei panzerotti preferiti!» incredulo, Riccardo cerca di parlare ma riesce solo a emettere un rantolo. Caterina lo guarda dritto in faccia:

«Questa è la vendetta per i tuoi tradimenti e tutte le bugie,» gli dice senza scomporsi. «La prossima volta che ti verrà voglia di prendere in giro qualcuno, ricordati di questo dolore.»

Riccardo tenta di afferrare il telefono, ma Caterina già si è voltata. Prende la valigia che aveva sistemato vicino allingresso, si mette il cappotto ed esce senza dire una parola, senza chiamare i soccorsi.

E così, se nè andata per sempre, lasciando Riccardo al tavolo della cucina, con la bocca piena di sangue e quel ricordo che, credimi, non dimenticherà mai nella vita.

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