Quando avevo dieci anni, iar fratellino mio solo tre, nostro padre ci ha abbandonati. Aveva conosciuto unaltra donna, più bella almeno così dicevano di nostra madre. Papà ci ha lasciato lappartamento, quello per cui avevano acceso un mutuo prima che tutto si sgretolasse. Quando i miei erano ancora insieme, frequentavo una buona scuola a Milano, partecipavo ai tornei di basket e facevo parte del club di scacchi. Ma dopo il divorzio, tutto è cambiato allimprovviso.
Mamma si è vista costretta a fare due lavori: di mattina puliva le scale nei condomini, la sera si prendeva cura di una signora anziana che abitava non lontano da noi. Ho dovuto lasciare il mio ginnasio per iscriversi a una scuola pubblica più vicina a casa, in periferia. Il basket è diventato impossibile, perché nei pochi momenti liberi che mamma aveva, mi affidava sempre il compito di badare a Riccardo, il mio fratellino. La nostra vita non aveva più niente di quella serenità di prima.
Sono poi riuscita a diplomarmi, mi sono iscritta allUniversità di Bologna e, poco dopo, ho trovato il mio primo impiego. Ma la verità è che la mia infanzia felice si è persa per strada.




