Gli amici si presentano a mani vuote davanti a una tavola imbandita e io chiudo il frigorifero – Lez…

Gli amici sono arrivati a mani vuote davanti a una tavola imbandita e io ho chiuso il frigorifero.

Francesco, sei sicuro che tre chili di coppa di maiale bastino? L’ultima volta hanno spazzolato tutto, perfino la mollica di pane nel sugo. E Caterina, si ricordi, si è pure portata via un contenitore dicendo che era per il cane, poi sui social ci ha pubblicato la foto del mio arrosto come fosse una sua creazione.

Martina stringeva nervosamente il bordo dello strofinaccio, guardando quella che era diventata una vera e propria zona di guerra: la cucina. Era solo mezzogiorno ma lei era già distrutta. In piedi dalle sei: prima al mercato, scegliendo la carne più fresca, poi al supermercato per il prosecco migliore e qualche salume speciale, poi a tagliare, scottare, cuocere, impiattare.

Francesco, mio marito, stava al lavello a pelare malinconicamente le patate. La pila di bucce cresceva assieme al suo silenzioso fastidio, che però cercava di non far trapelare.

Marti, ma vuoi esagerare? sospirò mentre risciacquava unaltra patata. Tre chili di carne per quattro ospiti e noi due? Sono mezzo chilo a testa! Scoppiano. Hai fatto di tutto: salumi, crudo, tartine, insalatone. Non stiamo festeggiando un matrimonio, solo un piccolo brindisi per la casa nuova, anche se un po’ in ritardo.

Non capisci replicai mescolando un sugo denso in padella sono i nostri amici storici: Silvia con Davide e Alessia con Paolo. Non li vediamo da una vita e vengono dallaltro lato della città. Non vorrei sembrasse una tavola misera, poi magari vanno in giro a dire che ci siamo montati la testa e fatti avari solo perché abbiamo comprato casa.

Sono sempre stata così, ospitale alleccesso. Lho preso da nonna Luisa, che accontentava un reggimento anche con due uova e una cipolla. Per me, una tavola povera è unoffesa personale. Festa vuol dire abbondanza, varietà, tovaglioli stirati e piatti ben presentati. Avevo stilato il menù una settimana prima, messo da parte qualche euro in più dalla paga solo per quel Barbaresco che piace a Davide e il prosecco di Valdobbiadene per Silvia.

Sarebbe stato carino se portavano qualcosa anche loro borbottava Francesco. Lultima da Paolo per il compleanno siamo arrivati con vino, regalo e tu hai pure fatto la torta. Loro? Una confezione di savoiardi e via. E quella volta che siamo andati solo per salutare? Una bustina di tè sbiadito e taralli scaduti.

Non essere meschino, Fra’ gli ho risposto guardandolo storto a quei tempi avevano appena preso il mutuo, stavano rifacendo il bagno. Ora però tutto va bene: Davide è stato promosso, Alessia si è comprata il piumino nuovo, si è vantata pure su Instagram. Vedrai che questa volta magari si ricordano di portare qualcosa. Non ho preparato dolce apposta, lho detto a Silvia: Il dessert a voi!. Lho proprio sottolineato.

Alle cinque la casa era linda, in sala un tavolo che sembrava lesposizione di una gastronomia di lusso. Al centro la lingua in gelatina, tutto intorno insalatina russa (col vitello tonnato e gamberi, mica col prosciutto cotto!), insalata di rinforzo decorata coi capperi, piatti di affettati artigianali. In forno, la coppa di maiale con patate e funghi. In frigo, prosecco Docg, bottiglia di grappa invecchiata e tre Chianti Riserva.

Mi sono messa il mio vestito migliore, dati due colpi ai capelli e sono sprofondato in poltrona, in attesa del campanello.

Mi sento agitato confido a Martina, mentre sistemo i bottoni della camicia Dopotutto è la prima serata nella casa nuova. Vorrei tutto andasse per il meglio.

Alle diciassette in punto il citofono squilla. Che puntualità.

Mi precipito ad aprire. Sulla soglia una baraonda: Silvia nel piumino Sa va sa san che costa come mezza cucina, Davide in giacca di pelle, Alessia con il trucco marcato e Paolo già un po brillo.

Evviva i padroni di casa! urla Silvia, entrata di corsa con una nuvola di profumo un po troppo dolce. Dai, fateci vedere il castello!

Si spogliano rumorosamente, buttano giacche e cappotti nelle mie mani, io cerco di appenderli al volo. Martina, col sorriso, li accoglie. Ma il suo sguardo va distinto alle loro mani.

Vuote. Tutti e quattro. Neanche una sporta, nessuna scatola con un dolce, nemmeno una bottiglia di vino, o un misero cioccolatino.

Ma inizia Martina, ma si ferma subito. Forse ce lhanno in macchina? O nascosto nelle tasche?

Ma quanto sei dimagrita, Marti! la bacia Alessia traversando il corridoio senza neppure togliersi le scarpe Che carina la casa! Ma ‘ste pareti bianche un po tristi eh. Dovevi scegliere carta da parati damascata. Fa più chic.

A noi piace il minimal, ribatte Francesco. Venite, andate in sala, il tavolo è pronto.

Si fiondano in salotto. Appena Davide vede la tavola, gli brillano gli occhi da lupo.

Uhh, ma che banchetto! esclama fregandosi le mani Brava Martina, proprio una padrona di casa! Lo sapevo che qui si mangia. A stomaco vuoto ci siamo tenuti anche noi tutto il giorno per il tuo arrosto.

Appena seduti, Martina parte in cucina a prendere le cocottine del gratin. Intanto pensa: Magari volevano regalarci dei soldi in una busta? Ecco perché a mani vuote?

Quando torna col vassoio, gli amici affondano già le forchette nellinsalata, senza attendere neanche il brindisi.

Mmmm, insalata russa super! sbava Paolo. Francesco, versa! Cosa aspetti, che ci secchiamo la gola?

Francesco serve prosecco alle donne, grappa agli uomini.

Alla casa nuova! brinda Davide. Che vi porti fortuna, che i muri restino solidi, che lidraulico non venga mai… Salute!

Butta giù in fretta, si pulisce col polsino (pure se ci sono tovaglioli di lino) e si tuffa sul carpaccio.

Oh Marti, ma la grappa è calda, dice lui dopo un po Andava messa nel freezer.

Era in frigo, Davide, risponde Martina tra i denti, cominciando a innervosirsi. Cinque gradi, come di regola.

Eh ma la grappa buona si deve spezzare dovresti provarla di più! E invece il Barolo cè? Vorrei provarlo.

Sì annuisce Martina ma magari si mangia prima?

Ma che fa differenza! ride Paolo.

Tra una critica e laltra la cena va avanti: i piatti si svuotano spaventosamente in fretta. Sembrano cavallette. E intanto non mancano i commenti acidi.

Linsalata di rinforzo è un po asciutta sentenzia Silvia, riempiendosi per la terza volta Mai pensato di metterci più maionese? Non siate tirchi!

Lho fatta in casa, non rimane così densa, si giustifica Martina.

Ma dai, taglia corto Alessia maionese in barattolo e passa la paura. E il caviale, però, è un po troppo piccolo. Volevi risparmiare eh? Meglio quello russo, è più grosso.

Mi scambio uno sguardo con mia moglie. Franz stringe la forchetta fino a farsi sbiancare le nocche.

Allora ragazzi, che mi raccontate? provo a cambiare argomento. Silvia, sei stata a Dubai, vero?

Ah, che sogno! sospira Silvia. Cinque stelle, bottiglie di Dom Perignon, aragoste. Ho preso una borsa da Louis Vuitton, vera! Due mila euro, ma per me vale.

Vecchie spendaccione rincara Davide versandosi ancora grappa io invece mi compro la macchina nuova, il SUV. Abbiamo messo i soldi da parte. Noi facciamo meno, ma almeno ci godiamo la vita.

In che senso? chiede Martina.

I muri sono muri spiega Alessia noi entriamo e viviamo nella casa coi mobili della nonna, carta da parati di trentanni, ma ogni estate via in Sardegna, e tanti ristoranti. Voi spendete tutto nel cemento, che vita monotona!

Paolo si intromette asciugandosi la bocca col tovagliolo lasciandolo sulla tovaglia Ieri sera siamo stati da Trattoria da Peppino. Che cucina! Il conto era salato, ma si mangia da re. Altro che queste insalatine fatte in casa. Andiamo col secondo, va!

Martina si alza a togliere i piatti. La rabbia ormai ribolliva in lei. Gente che si vanta di borse costose e cene da cento euro, ma viene da noi senza neanche un ranuncolo da due. Nemmeno una cioccolata.

La seguo in cucina. Silvia la raggiunge fingendo di aiutare, in realtà vuole chiacchierare fitto.

Ma Martina, ma che tavolata, però si vede che avete tirato la cinghia, eh. Il vino è così così. Questo Chianti lo beviamo solo in spiaggia con il barbecue. Potevi prendere quello buono, su.

Guarda che è francese, costa venti euro a bottiglia, sussurra lei mentre carica la lavastoviglie.

Ma dai! Ti hanno fregato, è asprissimo. Oh, ma dopo ci dai qualcosa da portare via? Domattina con la sbornia non avrò voglia di cucinare. Qualche avanzo, un po di carne. Avrete cucinato troppo, a voi due tutto non serve. No?

Martina resta ferma col piatto in mano. La guarda negli occhi.

Vuoi che ti impacchetti da mangiare?

Certo, che male cè! Lo facciamo sempre, si risparmia! ride Silvia. Ah, e il dolce? Mi è venuta voglia di qualcosa di dolce. Cè il dolce?

Avevi detto che il dolce lo portavate voi, le ricorda Martina a bassa voce.

Ma quando mai! Hai capito male. Sto a dieta, non porto queste cose. Mi aspettavo la tua millefoglie, la sai fare bene. O almeno un profiterole. Pensavamo che a casa vostra non manca nulla. Con la casa nuova, siete voi i ricchi adesso.

Martina posa il piatto. Il rumore sembra uno sparo.

Quindi pensavate che a noi non manca niente, ripete.

Oh, ovvio! Se avete soldi per il mutuo e i lavori chi pensava servisse qualcosa? Noi si risparmia per le Maldive. Dai, porta la carne, i ragazzi scalpitano.

Martina resta in silenzio, ripensa a quando prestava soldi a Silvia senza nemmeno un grazie, a quando Francesco ha aiutato Davide col trasloco pagando pure la benzina, alle loro visite sempre allinsegna del magna e bevi, quando invece a casa loro scattava solo la pizza surgelata ogni cinque anni.

Si sposta verso il forno, lo apre: un profumo derbe e aglio che stordisce, la crosta dorata del maiale brilla dentro la teglia. Lì vicino, nel frigo, la millefoglie ai frutti rossi, presa in pasticceria per settanta euro, pronta come sorpresa nonostante il patto.

Richiude il forno. Spegne il gas. Va verso il frigorifero e lo chiude con decisione.

Niente carne dice forte.

Come scusa? Silvia resta a bocca aperta Lhai bruciata?

No. Semplicemente oggi niente secondo.

Martina entra in sala. I maschi discutevano di calcio col bicchiere in mano. Francesco è abbattuto.

Cari amici annuncia Martina a voce tesa, quasi squillante la festa è finita.

Calò il silenzio. Davide si blocca col boccale a mezzaria.

Ma come? balbetta neanche larrosto?

Lo avevo promesso, risponde lei invece ho cambiato idea.

Ma sei matta? si lamenta Alessia Abbiamo fame! Linsalatina era solo lantipasto, ora il meglio!

Larrosto resta dovè. Ora vi alzate, prendete le vostre cose e andate. O provate quella trattoria da cento euro. Lì vi serviranno.

Sei ubriaca o cosa? Paolo sgrana gli occhi Fra’, ma tua moglie cosa fa? Siamo ospiti!

Francesco si alza. Osserva la moglie, poi i simpatici amici. Capisce tutto.

Martina non è ubriaca dice calmo è solo stanca. Siete venuti a casa nostra senza un pensiero, vi siete scolati la mia grappa, criticato ogni piatto di mia moglie, chiamato il nostro rosso aceto e definito la casa triste. Ora volete pure comandare?

Ma stavamo scherzando! urla Silvia Mica serve sempre il dolce! Abbiamo portato allegria, abbiamo dato la compagnia!

Sì, allegria a spese nostre, Martina scuote la testa tutto perché tu vai a Dubai ma per noi nemmeno due euro di cioccolata? Ho passato tutta la mattina ai fornelli, speso metà dello stipendio per voi. Volevo solo farvi felici. Ma siete solo approfittatori. Giri il mondo ma da qui vuoi portar via pure le briciole.

No senti, ora basta! Davide si alza facendo cadere la sedia E ci fai anche la morale? Rimani col tuo arrosto, vattene a quel paese! Mai più qui!

Prego, dice Francesco aprendo la porta, raccogliete i vostri contenitori. Vuoti.

Gli amici escono a sbattere la porta, urlando e insultando. Silvia urla che tra lei e Martina è finita, che racconterà a tutti quanto siamo tirchi e pazzi. Alessia maledice la serata. I maschi imprecano.

A casa cala un silenzio irreale. Martina resta in piedi davanti alla tavola devastata. Piatti sporchi, macchie di rosso sulla tovaglia, tovaglioli spiegazzati.

Le poggio una mano sulla spalla.

Come va? le chiedo piano.

Ho le mani che tremano, confessa Fra’, sono stato davvero uno scemo? Dovevo sopportare, dargli da mangiare in silenzio?

No Marti, questa volta ti sei rispettata. Sono orgoglioso di te. Io li avrei cacciati subito.

Martina sospira, si stringe a me.

E invece la carne? sussurro dopo un attimo, cercando di farla sorridere. C’è davvero ancora? Proprio ora, il profumo è irresistibile!

Lei scoppia a ridere, per la prima volta davvero quella sera.

Certo che cè, Fra. E anche la torta. Una bella millefoglie, enorme.

Ci siamo messi a tavola così, tra i resti della battaglia, spostando le stoviglie sporche. Martina ha tirato fuori dal forno la teglia con il maiale, dalla credenza la torta mega con i lamponi. Ha stappato per noi due quel pessimo Chianti che in realtà era uno splendore.

Cin cin a noi dico toccando il suo bicchiere e a chi busserà a questa porta con un cuore sincero, non solo con una forchetta affamata.

Mangiavamo carne che si scioglieva in bocca, godendoci la calma e la nostra compagnia. È stata la cena più buona della nostra vita.

Dopo un po’, sul cellulare di Martina, un messaggio: Ma che schifo, ci hai rovinato tutto! Siamo da McDonalds, a mangiare panini tristi per colpa tua! Nemmeno le scuse!.

Martina legge, sorride, blocca Silvia. Poi fa lo stesso con Alessia, Davide, Paolo.

Quattro contatti in meno, ma molto più respiro intorno. E un frigorifero pieno che ci avrebbe sfamati per una settimana. E nessuna briciola a chi non se la meritava.

Questa sera ho capito una cosa: lamicizia è una strada a doppio senso. E a volte, chiudere il frigorifero e la porta è il miglior modo per non perdere il rispetto di sé.

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