Anche se era di fretta per tornare a casa, Marco ha deciso di fermarsi con la sua Fiat ai margini della strada, proprio vicino alla discarica comunale di Bologna. Tra i cumuli di rifiuti, ha notato una grossa busta che si muoveva piano, da cui venivano fuori dei piccoli gemiti.
Di solito in posti così trovi vecchi vestiti, contenitori vuoti di pasta, magari qualche scatola di pelati insomma, il solito ciarpame. Ma quello che Marco ha trovato lì dentro lha lasciato senza parole, con un nodo allo stomaco: un cagnolino, abbandonato senza ritegno e lasciato sotto il sole cocente, senza nemmeno una goccia dacqua.
Commossi da tutta questa crudeltà, Marco non ci ha pensato due volte: ha preso il piccolo cucciolo e lha portato subito alla clinica veterinaria più vicina. Per fortuna, il dottore ha confermato che stava bene, solo molto spaventato e assetato. Da lì, Marco si è messo in contatto con un rifugio per animali del paese, chiedendo loro una mano per trovare una famiglia amorevole che potesse accogliere quel cucciolo sfortunato.
Passano solo pochi giorni e, guarda un po, una coppia di ragazzi giovani Anna e Filippo decidono di adottarlo e gli danno il nome di Pippo. Finalmente il cagnolino ha trovato una vera casa: pieni di entusiasmo, i nuovi padroncini riempiono Pippo di coccole e attenzioni.
Fa davvero male pensare che al mondo ci siano persone così insensibili da trattare gli animali in quel modo. Questi piccoli cercano solo affetto e, in cambio, sanno donare un amore e una fedeltà infinita. Ogni creatura merita la possibilità di far parte di una famiglia che se ne prenda cura sul serio.
Per quanto riguarda chi lo ha abbandonato con tanta leggerezza beh, speriamo che tocchino con mano le conseguenze di questo gesto crudele. Sarebbe il caso che queste persone seguissero dei corsi sullimportanza della responsabilità verso gli animali. Dovrebbero collaborare di più anche le associazioni e il sistema giudiziario, per assicurarsi che vicende simili non si ripetano più e che chi fa del male venga fermato sul serio. Perché solo così possiamo crescere come società sviluppando empatia, rispetto e un vero senso di responsabilità verso i nostri amici a quattro zampe.






