Nadia Leonardi fu colpita allimprovviso da una brutta malattia. Nessuna delle sue figlie la venne a trovare mentre restava a letto. Solo la nipote Natalia le rimase accanto, assistendola con premura. Le figlie si fecero vive, come sempre, solo poco prima di Pasqua. Di nuovo aspettavano le leccornie caserecce che la mamma preparava ogni anno! Nadia Leonardi si avvicinò al cancello per riceverle.
E voi perché siete venute? disse con freddezza.
La maggiore, Sveva, rimase di sasso.
Mamma, ma che succede?! esclamò.
Niente! Ormai basta, care ragazze! Ho venduto tutta la fattoria…
Ma… e noi? balbettarono, incapaci di capire la situazione.
***
La vita a Olevano sul Tusciano scorreva lenta e uniforme. Qualunque evento che rompesse la monotonia diventava una vera novità.
Larrivo in paese di Natalia, nipote dellex titolare della bottega, fu un vero terremoto.
Si raccontava che, allapparire di Natalia, le più sensibili donne lanciavano esclamazioni di stupore.
Ah, che ragazza Natalia! sospiravano le signore. Saggia e capace! Ha lasciato tutti a bocca asciutta! Ora possono solo invidiarla!
In effetti, la piccola élite paesana la osservava con malcelata stizza mentre Natalia, sullasfalto del paese, avanzava in un brillante SUV ultimo modello.
Tutto il piccolo mondo di Olevano si fermava per assistere alla scena. Perfino i più anziani si commuovevano, asciugandosi gli occhi col fazzoletto.
Succede come nelle fiabe! esclamava qualcuno. Proprio come Cenerentola!
E così… a Natalia, soprannominata da bambina “Cenerentola”, ora spettava di diritto guardare con una certa benevola superiorità coloro che un tempo la prendevano in giro.
Notò il musicista locale, Paolo, e gli fece un cenno con la mano dal finestrino abbassato.
Maestro Paolo, che piacere rivederla! Come va la salute?
Tutto bene, Natalia! Passa dal nostro circolo, che facciamo le prove!
Verrò senzaltro!
La macchina scomparve dietro la curva e la gente del paese si disperse lentamente verso casa. Paolo, soddisfatto, disse:
Brava ragazza! Ha raggiunto i suoi sogni! Ora sarebbe il turno dei nostri medici…
La vecchia zia Paola chiese:
E che centrano?
Ah, zia, oggi a molti qui in paese salirà una bella malinconia… Sai quella gelosia che ti prende allo stomaco? L’hai presente?
Zia Paola fece il segno della croce e si allontanò in fretta. Paolo non si offese: la signora non era cattiva di cuore.
Seduto sulla panchina vicino al circolo, Paolo si perse tra i ricordi. Il ritorno di Natalia aveva risvegliato molte emozioni…
***
Il destino di Natalia era intrecciato a quello del paese e del suo musicista. Rimasta orfana da piccola la mamma scomparsa prematuramente, il padre già distante da tempo Natalia passò quasi due anni in istituto, nessuno dei numerosi parenti voleva prendersene cura.
Poi, però, qualcosa si mosse nel cuore di Nadia Leonardi e decise di riportare la nipotina a casa con sé.
Il paese valutò positivamente il gesto della nonna. La donna lavorava ancora, e la direttrice della scuola lodava davanti a tutti la sua scelta.
Se tutti fossimo come Nadia!
Alcuni però vedevano un secondo fine.
Ora danno contributi sostanziosi… Lo fa per soldi, non certo per amore! Avete visto che carattere ha?
La fama di Nadia, storica bottegaia del paese, non era infatti delle migliori. Rubacchiava spesso alla cassa e litigava con i vicini.
Si occupava solo dei figli: due femmine in città, il figlio medico allospedale di Salerno.
Nessuno mancava mai di passare a trovarla, soprattutto per rifornirsi di provviste. Daltronde, Nadia gestiva una fattoria che qualsiasi contadino avrebbe invidiato: decine di anatre e galline, qualche maiale, le capre, e due ettari di ortaggi.
La donna, ormai avanti negli anni, non riusciva più a gestire tutto: pagare qualcuno sarebbe costato troppo, così si ricordò di Natalia.
Ne parlò con lamica di sempre, Zoe, conosciuta ai tempi delle elementari.
Porto qui Natalia, che ci fa in istituto? E poi la gente mi giudica…
Hai ragione, rispose Zoe, impiegata alla bottega la ragazza può aiutarti nella fattoria!
Brava, ora che me lo ricordi: quando sono al lavoro lei penserà agli animali!
E la scuola? Nadia, i giovani oggi hanno programmi pazzeschi! I miei nipoti studiano fino a notte fonda!
Può farne a meno! In cambio di vitto e alloggio, lavorerà.
La piccola Natalia era felice di stare con la nonna, aiutava sempre in casa e presto il paese lappellò Cenerentola.
Molte donne criticavano Nadia:
Ma via, Nadia! Natalia è pelle e ossa! Ti sembra giusto?
Fatti i fatti tuoi, pensa alla tua famiglia! E poi la ragazza sarà veterinaria, vedrai!
La nonna aveva già pianificato il futuro della nipote. Ma la vita riservava altre sorprese.
Unestate arrivò una nuova responsabile alla Casa della Cultura: Marina, fresca diplomata allIstituto delle Arti, pronta a ravvivare il paese.
In pochi giorni scoprì molti talenti. Paolo, ovviamente, si offrì.
Se solo avessi uno strumento nuovo, Marina! Ai miei tempi sollevavo il morale anche ai mietitori!
Prova Paolo! Lo strumento non è nuovo, ma funziona!
Appena raccolse un gruppo canoro, mancava però la voce principale. Paolo lo fece notare.
Marina, senza una solista, il gruppo non ha anima! Dove la troviamo?
Lei sorrise:
So dove cercare! Vieni con me e prendi la chitarra!
Alla scuola elementare fu organizzato un casting: una novità assoluta. I giovani talenti si misero in fila, nervosi. La professoressa Anastasia convinse Natalia a partecipare.
Forza Natalia, ti ho sentita cantare! Sei bravissima!
Ma la nonna si arrabbierà! piagnucolava Natalia.
Parlerò io con lei! Questa è la tua occasione!
Così la ragazza, pur timorosa, decise di cantare tutte le sue canzoni, come faceva ogni giorno per gli animali, nei campi o fra le caprette.
Marina fu colpita immediatamente.
Un talento naturale! Che voce pulita!
Il successo fu immediato. Dopo le insistenze degli insegnanti, Nadia fu obbligata ad allentare un po le mansioni domestiche della nipote.
Ciò non le piacque: temeva che Natalia montasse la testa. Si sfogò con Zoe.
Ma io la mantengo solo per vederla fare la cantante a gratis? E con la pensione che prendo, come faccio?
Prendi almeno lassegno per lei!
Ma che vuoi che sia! Io speravo che lavorasse tutta lestate in fattoria! Cosa ci portano i cori e i concorsi?
Zoe però sognava in grande:
Immagina tra dieci anni, Natalia sarà famosa, nelle riviste, in TV…
E a me che me ne viene? Chi mi aiuta con la campagna?
Lamicizia tra le due donne da quel momento si incrinò.
La fortuna di Natalia crebbe di giorno in giorno. Con il gruppo girò tutta la provincia, portando gioia ovunque. Vinci pure il concorso regionale. La notorietà non le cambiò il cuore.
Continuava ad essere rispettosa con la nonna e, quando Nadia si ammalò allimprovviso, fu lei a vegliarla notte e giorno. Le figlie? Nemmeno un saluto, si presentarono solo a Pasqua, aspettandosi i soliti regali.
Nadia ascoltò in silenzio le richieste e, per la prima volta, fu decisa:
Andate al supermercato, che qui non cè più niente da prendere! Non posso più farcela!
E Natalia?
Natalia non è una serva e non lavora per voi! Quando ero malata non vi siete viste! Venite solo quando vi serve qualcosa! Ormai basta, anche io merito la mia tranquillità! E Natalia… lasciatela studiare, magari diventerà davvero una cantante!
Le sorelle se ne andarono a bocca asciutta. Nadia corse subito da Zoe.
Grazie amica mia per avermi aperto gli occhi! Ho rischiato di rovinare la vita a mia nipote. Ora aiuta a vendere la carne della fattoria!
Tutta? Anche la capra?
No, la capretta la tengo! Ma il resto via!
E le figlie?
Non ci conto più. Ormai devono arrangiarsi, non intendo più sacrificarmi per loro…
***
Per molti anni, Natalia non tornò più a Olevano, troppo impegnata tra concerti e insegnamento. Ma chiamava sempre la nonna e le mandava quello che poteva con il suo stipendio.
Un giorno, finalmente, riuscì a prendere una settimana di ferie. Sul sedile posteriore, il figlio Maximiliano si stropicciava gli occhi assonnati.
Mamma, siamo già dalla nonna?
Sì, tesoro, eccola lì!
Nadia Leonardi, ormai anziana, teneva ancora una tempra invidiabile. Abbracciò il bisnipotino, baciandolo con tenerezza.
Gioia mia! Non vedevo lora di rivederti!
Fu più contenuta con Natalia, per non rovinare la pettinatura da artista.
Ho visto il vostro concerto in televisione. Sei la più bella!
Natalia la abbracciò.
Non esagerare, nonna! Io sono semplice, canto soltanto ogni tanto!
Macché, tu sei unartista vera!
Se non fosse stato per te e per lo zio Paolo, sarei rimasta Cenerentola…
Nelle favole ci sono fatine e zucche che si fanno carrozze. Tu invece il tuo destino te lo sei costruito da sola, con le tue mani, ragazza mia…
Natalia, imbarazzata, cercò di nascondere le mani segnate dal lavoro, ma la nonna lo notò.
Appoggiò il viso sulla spalla della nipote, e pianse. Chiese perdono e Natalia aveva già sepolto qualsiasi rancore.
Per lei la cosa più importante era avere accanto qualcuno da amare e con cui condividere la vita. E capiva, ora più che mai, che niente vale quanto la famiglia e le persone che ci fanno crescere, anche attraverso le difficoltà. In fondo, il vero successo è non dimenticarsi mai di chi ci ha voluto bene e continuare a regalare a nostra volta quellamore.



