Alla cattedra militare insegnava una dottoressa.

Alla facoltà di medicina militare insegna una dottoressa di nome Giulia Moretti.

Per tutta la vita, Giulia ha lavorato nellospedale pediatrico di Firenze. Un giorno condivide con noi una cosa curiosa. I suoi figli hanno preso tutte le malattie infettive possibili, nonostante lei sia una medico attenta. In pratica, i bambini erano sempre allegri e pieni di energia, ma spesso si ammalavano di qualunque virus circolasse. Lei quasi non ce la faceva più a curarli.

Naturalmente, Giulia rispettava tutte le regole digiene: appena rientrava a casa, si faceva subito una doccia, si cambiava dabito, si lavava accuratamente le mani, eppure i suoi figli prendevano proprio le malattie che aveva visto sui suoi piccoli pazienti quel giorno. E si ammalavano ancora più in fretta, se in reparto cera stato un caso particolarmente difficile. Né vitamine, né bagni freddi, né attenzioni particolari sembravano aiutare, tanto che Giulia aveva ormai perso la speranza.

Un giorno, dopo una lunga e stressante giornata in ospedale segnata da un caso molto complicato, Giulia era esausta. Temeva davvero di tornare a casa, quasi sentiva che i bambini si sarebbero ammalati di nuovo. Invece, decise dimpulso di non tornare subito; entrò in un cinema di via Roma e si mise a guardare un film di Indiana Jones. Dopo lo spettacolo, tornò a casa con una sensazione strana, piena di un misto di entusiasmo e senso di colpa. Ma i suoi figli stavano benissimo, ridevano e saltavano come sempre.

La volta dopo, andò a trovare la sua amica Francesca, dove gustò una tazza di tè e qualche biscotto, ridendo di cuore per una barzelletta. E anche quella volta, i figli non si ammalarono. Da allora, Giulia prese labitudine di non andare subito a casa dopo il lavoro, anche se le incombenze la aspettavano e il tempo era sempre poco. Iniziò ad attraversare il piccolo parco vicino casa, si fermava a guardare i fiori e il getto della fontanella, o si sedeva su una panchina qualche minuto a respirare aria fresca. Solo dopo questo momento tutto suo, rientrava a casa. E i bimbi rimasero sempre sani.

Così, Giulia trasse la sua conclusione: non sono solo i microbi a fare ammalare. Conta anche il tipo di atmosfera, lenergia, linformazione negativa che portiamo tra le mura domestiche. Proprio questaspetto, secondo lei, influiva maggiormente sui suoi figli. E questa semplice scoperta si rivelò veritiera da allora, nessuna malattia è più entrata nella loro casa.

Dunque, forse non dovremmo correre subito dai nostri cari dopo una brutta giornata, ancora pieni di pensieri cupi. Senza volerlo, rischiamo di portare a casa qualcosa di nocivo, anche senza aprir bocca. Dopo un momento difficile, occorre cambiare aria, prendersi una pausa, pensare a qualcosaltro di bello prima di tornare tra chi amiamo. I motivi li stanno ancora studiando gli scienziati, certo. Ma possiamo affermare con sicurezza che funziona: basta una breve passeggiata al parco o guardare unavventura di Indiana Jones, e poi sì, possiamo tornare a casa dalle persone che ci stanno a cuore.

Rate article
Add a comment

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!:

15 + 11 =

Alla cattedra militare insegnava una dottoressa.