Come mia suocera è rimasta senza casa

Guarda, ti devo raccontare un po quello che mi sta succedendo con la famiglia di mio marito, perché davvero non penso che dobbiamo mantenerli né metterli in casa. Prima di tutto, lappartamento in cui abitiamo è un trilocale qui a Firenze, lo sai è completamente mio. Lho comprato anni fa, prima ancora di sposarmi, messo così male che davvero ti dico: la porta dingresso era solo appoggiata al telaio! Però limportante era che costava poco, e pian piano ho sistemato tutto da sola.

Quando ho conosciuto mio marito Michele, te lo ricordi la casa era già metà rimessa a nuovo: due stanze fatte, qualche mobile, insomma già abitabile e accogliente. Lui era un bel tipo, serio, ma stava ancora in affitto, sempre tra una casa e laltra. Dopo qualche mese che ci frequentavamo, ha portato le sue cose da me. Poi, dopo il matrimonio, abbiamo sistemato una stanza per i bambini e sono arrivati prima il nostro Mattia, poi la piccola Giulia.

Sembrava davvero che andasse tutto bene, finché un giorno dautunno non si presenta mia suocera, la signora Concetta, con le valige e gli occhi rossi dal pianto:
Posso stare un po da voi? Michele ha portato una ragazza in casa mia, forse andranno a vivere insieme, magari si sposano, chi lo sa… Non vi darò fastidio, aiuterò con i bambini, li porto a scuola, preparo da mangiare. Non ho nessun altro al mondo!

Era talmente disperata che, ovviamente, le ho aperto la porta. Le abbiamo dato la stanza più grande. Concetta era in pensione da tempo e, come promesso, aiutava coi ragazzi però a casa sua ormai non ci metteva più piede, perché laltro suo figlio, Antonio, si era sistemato lì con la nuova moglie e ben due bambini: uno suo e uno che la moglie aveva da prima.

Devi sapere che anni fa Antonio, appena maggiorenne, aveva sposato una ragazza conosciuta a scuola. I miei suoceri, allora, vendettero la loro casa per comprare un monolocale per sé e un bilocale per Antonio. Poi il suocero, poverino, si ammalò e se ne andò.

Antonio, dopo una decina danni e due figli, si è separato dalla prima moglie, lasciandole il bilocale. Così ora lei se la spassa lì con il nuovo marito e i loro tre figli, intanto Antonio è tornato da Concetta:
Mamma, torno da te, adesso sono quasi libero, sto mettendo da parte qualche sogno Vedrai che qualcosa combino, al massimo trovo unaltra sistemazione.

Ma invece, tempo due mesi, ecco che si porta a casa la sua nuova fidanzata.

Ogni sacrosanto weekend Concetta si presentava a casa nostra con tutti i nipoti quelli della vecchia famiglia, quelli della nuova moglie di Antonio sembrava uno zoo, non ti dico che casino!

Dopo un anno così, le ho detto chiaramente che avrebbe dovuto trovare una soluzione perché proprio non ce la facevo più. Apriti cielo: è partita con il melodramma, lacrime e urla.

A un certo punto ho chiamato Antonio e gli ho detto: basta, è ora che lasci la casa di mamma! Ma lui niente, ha cominciato a lamentarsi che ha due figli, uno stipendio da fame, come fa a pagare un affitto? A chi lascio la colpa io?

Col tempo, il rapporto tra me e la suocera si è proprio guastato. Figurati che non vedevo lora di uscire al mattino e non avrei mai voluto rincasare. Alla fine, lho detto chiaro e tondo a Michele: o troviamo una soluzione per sua madre o chiedo il divorzio.

Lui cè rimasto malissimo, povero, che non sapeva dove metterla, certo che non voleva lasciarla per strada.

Gli ho suggerito di farle prendere in affitto un appartamento con lo stipendio che abbiamo, possiamo anche permettercelo. Ma Concetta ha fatto unaltra scenata: rifiuta categoricamente una casa in affitto e pretende che affittiamo un bilocale per Antonio e la sua famiglia, così che lei possa tornare a casa sua.

A me questa cosa sembra proprio una pretesa assurda, glielho detto anche: se tra una settimana non si prende una casa da sola, le porto tutte le sue cose fuori dalla porta. Cosa dovrei fare?

Io proprio non credo che siamo obbligati a mantenere il fratello di Michele e la sua famiglia, e a dargli pure una casa! Ma ti sembra?

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