– Non se ne discute proprio: Nina verrà a vivere con noi. posando il cucchiaio accanto al piatto, Ezio annunciò la decisione con una calma che lasciava intendere la serietà della questione. A cena non aveva neppure sfiorato il cibo, segno che si era preparato per una conversazione difficile. La stanza cè: abbiamo appena finito di sistemarla. Tra un paio di settimane, la mia bambina si trasferirà qui.
– Ti sei forse dimenticato di qualcosa? contò fino a dieci Lucia, poi lo fissò. Tipo che quella stanza doveva essere per il nostro futuro figlio? Nostro, Ezio. E nemmeno prendi in considerazione che Nina ha una madre, con cui sarebbe naturale che vivesse.
– Mi ricordo che abbiamo parlato di un figlio, rispose serio Ezio, sperando ancora che la moglie acconsentisse senza troppi giri di parole. Ma la cosa può aspettare un po. Tanto, devi ancora finire luniversità, i bambini possono aspettare. E poi, Nina non vuole fratelli o sorelle. Quanto a sua madre fece una smorfia amara le toglierò la patria potestà. È pericoloso lasciare la bambina in quella casa!
– Pericoloso? Lucia lo guardò sorpresa. Ma non ha dodici anni ormai, Nina? Non è più una bambina qualunque. E che cè di così grave? Che non le lasciano stare fuori dopo le dieci? Le fanno fare i compiti minacciando di toglierle il cellulare o laccesso a internet? Se questa è per te una madre cattiva, sei fortunato! Anzi, tua ex moglie è una santa se ancora non è passata alle maniere forti.
– Non sai nulla, ribatté Ezio stringendo le labbra. Nina mi ha mostrato più volte dei lividi e dei messaggi di insulti ed offese. Non permetterò che le rovinino la vita!
– E tu invece? Assecondando ogni suo capriccio, non pensi che la stai facendo crescere viziata e debole?
Lucia si alzò dal tavolo, lasciando la minestra quasi intatta. Le era passato l’appetito; vedere il marito così ostinato le dava mal di testa. Aveva ricevuto tanti avvertimenti Non fare le cose di fretta, convivi prima, vedi se siete veramente compatibili. Ma lei sapientona, aveva voluto anticipare tutte le amiche, e si era sposata di corsa, pensando di sapere sempre tutto.
Il motivo per cui tutti erano contrari a una scelta tanto rapida era semplice: Ezio era già stato sposato, aveva quindici anni più di lei e una figlia quasi adolescente, la sua principessa. Tre dettagli che, presi da soli, non creavano problemi, ma sommati avrebbero potuto essere una bomba.
Le prime due cose, in verità, non le pesavano. Anzi, le dava sicurezza che il marito avesse già esperienza di vita coniugale. Quanto al divorzio, sapeva che era stato consensuale, senza rancori.
Ma poi cera Nina. Una ragazzina viziata ed egocentrica cresciuta coi nonni, perché i genitori lavoravano sempre per garantirle il meglio. Il divorzio dei genitori non laveva mai scalfita: sapeva che il papà non lavrebbe mai abbandonata, nemmeno dopo il secondo matrimonio. Ma il secondo matrimonio della mamma Lì non era pronta.
Il nuovo compagno della madre aveva preso la questione delleducazione troppo sul serio; e la madre, lasciato il vecchio lavoro, stava molto di più in casa, sostenendo il marito in tutto. Orari, studio, lezioni private Nina era indietro in molte materie tutto questo la innervosiva. Lei era abituata allozio davanti alla TV o al computer, e aveva iniziato ad inventare storie terribili che facevano preoccupare il padre.
Sapeva bene che vivere col padre significava avere molta più libertà, perché lavorando fino a tardi, Ezio non avrebbe mai potuto starle addosso. Quanto a Lucia, la considerava solo unintrusa di poco più grande di lei.
La sua vita libera valeva ogni sforzo.
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– Nina arriverà oggi. Prepara la stanza per lei, e per favore non metterle ansia, ha già sofferto abbastanza, Ezio tagliò corto, mentre sceglieva una cravatta da abbinare al completo. Se avessi saputo che Laura avrebbe trattato così male sua figlia solo per colpa di un uomo Ma ormai, il passato non si cambia.
– Quindi sei deciso. Vuoi davvero che venga a stare qui? Lucia fino allultimo aveva sperato che proverle tutte e uscisse sconfitto. E chi la seguirà? Tu torni alle otto, se va bene.
– Tu la seguirai, disse Ezio con semplicità. Non ha tre anni, è abbastanza autonoma.
– Io tra poco ho gli esami, tu stesso mi hai detto di concentrarmi sulluniversità, rise amaramente Lucia. Spero allora che Nina sia capace di lavare i piatti e il pavimento, perché le tocca dare una mano per due settimane. È suo dovere.
– Non è una serva
– Nemmeno io, lo bloccò Lucia. Se vive qui, aiuta. Dille quali sono le regole.
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– Papà, davvero permetti che mi tratti così? Non posso neanche uscire con le amiche, tua moglie mi ha mollato tutta la casa da pulire, mentre lei guarda la TV.
Lucia, che sentì per caso la conversazione, rise tra sé e sé: ok, certo, già a farla alzare dal divano era missione impossibile!
– Parlerò con Lucia, te lo prometto. Però anche tu dovresti cercare di andare daccordo con lei. Capisci che non posso starti dietro tutto il giorno. Prova a trovare unintesa con Lucia, falle vedere che sei una brava ragazza.
– Va bene, ci proverò borbottò sconsolata Nina. Ma dimmi, è vero che hai comprato la macchina a Lucia?
– Sì, e allora?
– E allora niente! Però a me hai detto che non cerano abbastanza soldi per mandarmi in vacanza allestero, e io ci tenevo tanto!
– Da sola non puoi andare, hai solo dodici anni. In estate ci andiamo tutti insieme.
– Io non voglio andarci tutti insieme! Non mi vuoi bene? Perché mi hai portata via da mamma? A Lucia do solo fastidio, tu non ci sei mai
Qui Lucia decise di smettere di ascoltare. Aveva capito che, in ogni modo, Nina avrebbe avuto la meglio. E non solo per la vacanza. La furba piccola stava escogitando come sbarazzarsi di una concorrente per i soldi e i regali di papà. Probabilmente ci sarebbe riuscita.
Lucia era stanca di essere bersaglio dei rimproveri del marito, e prese una decisione ferma: ancora una discussione così e avrebbe chiesto la separazione. In fondo, avrebbe tolto a Nina anche la soddisfazione della vittoria, dicendo che anche dopo il divorzio Ezio avrebbe dovuto continuare a dare una parte dello stipendio. Per il mantenimento.
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Aveva ragione la sera cominciò con una raffica di lamentele. Lucia ascoltò in silenzio, poi disse senza scomporsi che avrebbe chiesto il divorzio.
– Io voglio vivere serena, non farmi insultare tutti i giorni. E te lavevo detto che assecondare ogni capriccio di tua figlia era un errore, e scorgendo il sorriso di trionfo di Nina, si affrettò a riportarla alla realtà. E nemmeno tu, Nina, dovresti fare troppi salti di gioia. Chissà come cambierà la tua vita. Potrei anche imporre a tuo padre, se volesse vedere il nostro futuro figlio, si accarezzò la pancia per rincarare la dose, di riportarti da tua madre. O qualcosa del genere.
Mentre Nina cercava le parole e Ezio tentava di capire la situazione, Lucia prese la valigia che aveva già preparato e lasciò la casa. In realtà, non era incinta: aveva solo voluto dare una lezione a quella ragazzina pestifera. E far capire al marito, incapace di capire davvero le esigenze dei bambini che non si gioca così con la vita delle persone.



