Gli amici sono venuti a trovarci in paese e si sono sentiti offesi perché non li abbiamo accolti con una cena a base di carne di manzo

Perché mai dovreste trasferirvi? E poi, proprio in campagna… Tutti cercano di andare in città, voi fate il contrario. Cosa cè di bello là? Io non vi capisco. Forse destate la campagna è carina, ma dinverno? Non cè niente da fare.

Ho unamica, Livia, che ha fatto di tutto per convincerci a non prendere casa in campagna. Questo ci ha ferito parecchio, sia a me che a mio marito, Franco. Sembrava che dovessimo stare ai suoi desideri.

Dopo quasi un anno a cercare tra annunci e agenzie, alla fine una casa giusta labbiamo trovata, e ci siamo trasferiti. Da allora, Livia mi telefonava ogni giorno e con tono sarcastico chiedeva se avevo finalmente trovato lavoro. Ma sapeva benissimo che lavoravo già da remoto e non avevo minimamente intenzione di cambiare stile di vita. Continuava anche a domandarmi: Ma Internet là in paese, funziona almeno?

Allinizio di ottobre, Livia è venuta a trovarci con suo marito Roberto. Era passato più di un anno dal trasloco. Ha girato controvoglia nel nostro terreno e per due giorni interi è rimasta in casa a bere birra con suo marito, senza nemmeno voler vedere il paese.

Durante quei giorni, ospiti o non ospiti, non abbiamo smesso di sistemare le cose; portavamo giù in cantina le verdure e chiudevamo le conserve. Al terzo giorno, Livia e Roberto hanno iniziato a preparare le valigie per prendere il pullman che sarebbe passato la sera. Non abbiamo pensato nemmeno a regalar loro qualcosa, ma proprio lei mi ha chiesto, senza alcun imbarazzo, se potevo dare loro un sacco di patate e delle mele.

Mi sono offerta di andare in cantina per raccogliere tutto, ma loro, ancora intontiti dalla sbornia, hanno preferito pensarci più tardi. Sotto i meli, ho dato loro un sacco e dei secchi. Non contenti dellaspetto dei frutti, si sono messi a coglierli da soli. Mi sono chiesta come avrebbero fatto a portare tutto quellingombro sul pullman, ma dopo la raccolta ho capito avevano già chiesto a Franco di accompagnarli in città con lauto.

Un viaggio andata e ritorno di quasi tre ore fino a Bologna. Franco però ci ha visto chiaro e, con un sorriso, ha risposto che aveva appena bevuto una birra e che preferiva non guidare. Quindi sono andati via da soli, carichi di borse. Da allora, per anni non si sono più fatti vedere. Certo, ci sentivamo al telefono, ma non sono mai tornati a trovarci. Forse sono cattiva, ma credo che non siano mai stati davvero interessati al nostro piccolo paese.

Poi, a fine novembre, eccoli di nuovo alla porta, senza nemmeno un avviso. Volevano farci una sorpresa. Sono arrivati di sabato, ma io proprio non potevo essere lospite perfetta. Avevo da finire una marea di ordini per Capodanno; ancora tre vitelli da preparare per la consegna e i ritagli da sistemare. Ma insomma, quando cè una sorpresa si deve essere flessibili.

Ho apparecchiato alla buona. Livia e Roberto hanno mangiato e bevuto di gusto, e anche noi ci siamo seduti con loro. Si sono pure offerti di aiutarci. Sarebbe stato daiuto, solo che non erano capaci nemmeno di spennare un pollo. E noi, si sa, siamo gente di campagna.

I miei polli erano già tutti prenotati, li dovevamo ammazzare per noi e per i parenti per il Capodanno. Non mi sentivo nemmeno a mio agio a offrirlo, ma alla fine ho dato loro unoca, dicendo però che lavrebbero dovuta spennare da soli. Hanno accettato, rimandando tutto al giorno dopo.

Ma il giorno dopo… silenzio. Hanno fatto finta di niente. Questa volta erano venuti con la loro auto, quindi hanno caricato loca e poi hanno comprato qualche verdura. Prima di andar via ho proposto loro dei sottaceti e degli ortaggi in più. Scegliete quello che volete, ho detto. Hanno riempito il bagagliaio, e a me non dispiace: buon appetito, tanto ne abbiamo per tutto linverno.

Poi però Livia se ne esce con una domanda che mi ha lasciata davvero perplessa: Ma non avete della carne di manzo in più?

Ho detto di no. Non avevamo carne in avanzo. Prima vengono le consegne, poi se avanza pensiamo ai parenti stretti: genitori, fratelli, sorelle. Non è che ci sia tanto da sprecare, la vita qui non è facile.

Probabilmente si sono risentiti. Da quel momento, Livia non ha più chiamato, né scritto. Poi, tramite unamica comune, ho saputo che vanno dicendo che siamo tirchi, che sono venuti in paese e se ne sono andati senza carne. Beh ognuno vive la realtà che vuole vedere.

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Gli amici sono venuti a trovarci in paese e si sono sentiti offesi perché non li abbiamo accolti con una cena a base di carne di manzo