Ha partorito gemelli per la quinta volta consecutiva. E ancora una volta, erano femmine, e il Papa ha impartito la benedizione direttamente in sala parto

8 marzo

Sono ricoverata da un po di tempo al reparto maternità di Firenze. La gravidanza si è complicata negli ultimi mesi e i medici non hanno voluto rischiare. Non mi aspettavo un solo bambino, ma due gemelle! Mi avevano proposto un parto cesareo programmato, ma desideravo tantissimo provare a partorire naturalmente. Alla fine i medici hanno accettato di provarci: in caso di complicazioni, erano pronti a intervenire subito.

Inoltre, io e mio marito Davide avevamo firmato un contratto per il parto in compagnia: ci tenevamo a vivere insieme questo momento e i medici volevano evitare presenze non necessarie in sala operatoria. Il travaglio è iniziato tardi, verso mezzanotte. Lo hanno chiamato subito e dopo nemmeno venti minuti era già qui con me, pronto a sostenermi. Come non era la mia prima volta, sapevo già cosa mi aspettasse, così sono rimasta calma e razionale. Alle quattro del mattino la nostra prima bambina, Giulia, è venuta al mondo.

Ha pianto forte appena nata e lostetrica mi si è avvicinata con un grande sorriso per congratularsi per la mia splendida figlia. Invece di unesplosione di gioia, ho notato che Davide sorrideva ma si voltava in fretta verso di me, quasi distratto, con la testa ancora altrove. Dopo dieci minuti esatti è nata anche la seconda gemella, Alessia. Ero così felice che ridevo tra le lacrime, ma Davide… lui si è messo a piangere, e non sembrava fosse per la commozione.

Mi sono accorta che tutti erano un po preoccupati, così li ho tranquillizzati: “Non fateci caso, tra unoretta si riprende. Questa storia si ripete sempre quando nascono le nostre figlie. Lui sperava tanto almeno in un maschietto questa volta, ma non è stato così. Però adora le nostre bambine, quindi andrà tutto bene!”

E così è stato: il giorno dopo, fuori dalla finestra della maternità, una piccola folla di ragazze allegre e vivaci le nostre figlie! guidate da Davide, che legava palloncini e urlava “Ti vogliamo bene, mamma!”, mi ha fatto capire che alla fine la nostra famiglia è davvero fortunata. Certo, un po dispiaciuta per Davide lo ero, ma solo per un attimo: guardandoli insieme sotto quel sole toscano, lho visto di nuovo felice, circondato dalle sue donne. E di questo, sono profondamente grata.

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