Valentina stava andando al lavoro quando improvvisamente si accorse di aver dimenticato il cellulare a casa. Decise di tornare indietro, entrò nell’ascensore e…

Valeria stava andando al lavoro quando improvvisamente si rese conto di aver dimenticato il cellulare a casa. Decise di tornare indietro, entrò nellascensore del palazzo e si bloccò allottavo piano! Mentre aspettava che qualcuno la liberasse, sentì allimprovviso la voce di suo marito, Giovanni! Lui parlava in corridoio con una donna.

Amore mio, diceva teneramente lui. Non sto nella pelle dallattesa di rivederti!

Stasera saremo insieme, rispondeva la donna. Ti aspetto dopo le dieci.

Tuo marito è ancora di turno questa notte?

Sì, farà la notte per tutta la settimana, rispose dolcemente la donna. Esce alle nove e mezza e torna alla stessa ora. Tra poco arriva, dobbiamo sbrigarci.

Ma quanto ci mette questascensore? sbuffava Giovanni.

Rimasero lì a parlare per quattro minuti davanti alla porta dellascensore, senza capire subito che era guasto. Quando lo capirono, scesero a piedi. Mentre chiacchieravano, Giovanni ringraziava la sua amante, Isabella, per i momenti felici che condividevano.

Allinizio Valeria non pensava fosse suo marito, anche perché non si sente spesso gente parlare in quel corridoio. Ma quando Isabella lo chiamò per nome e fece anche il suo nome, capì al volo che suo marito la tradiva con la vicina dellottavo piano. La donna non poteva credere a ciò che sentiva.

Ah, ecco dove vai a prendere aria, pensò Valeria. Altro che passeggiata prima di dormire! Ora so bene che aria respiri. Te la farò ricordare per tutta la vita questa passeggiata.

Dopo poco arrivarono i tecnici e aprirono lascensore. Nella mente di Valeria era già nato un piano

Verso le dieci di sera Giovanni, come al solito, si preparò per la solita passeggiata allaria fresca.

Valeria, disse Giovanni. Torno tra unoretta.

Ma fuori piove! esclamò Valeria.

Piove?

Non potresti rimanere sul balcone a prendere aria?

Sul balcone non va bene, ho bisogno di camminare. Fa bene al cuore. Sul balcone non posso muovermi.

Però piove!

Prendo lombrello, non mi bagno.

Come vuoi. Faccio solo per avvisarti, ma forse era meglio restare.

Perché?

Non è la tua giornata oggi, Giovanni.

Ma smettila con i tuoi presagi. Tanto non ci credo. Vado. Torno fra unora o poco più.

Giovanni però tornò dopo mezzora. Il motivo? Il marito di Isabella aveva ricevuto una telefonata anonima da qualcuno che gli diceva che la moglie lo tradiva. Proprio con il vicino!

Valeria aprì la porta ma lasciò la catena.

E lombrello dovè? chiedeva lei a Giovanni, aprendo appena la porta. Perché non sei vestito? Dove sono il cappotto e le scarpe?

Mi hanno fermato dei ragazzi per strada, spiegò Giovanni. Mi hanno preso tutto, anche le scarpe. Fammi entrare, che ho freddo.

Le tue cose le ho già messe vicino al bidone della spazzatura, rispose Valeria. Saluta Isabella da parte mia.

Isabella chi?

Quella dellottavo piano.

Valeria chiuse la porta e tornò in salotto a vedere la televisione.

Meno male che i nostri figli sono già grandi e vivono per conto loro, pensò. Almeno non hanno visto questa vergogna.

Giovanni corse subito verso il bidone della spazzatura. Lì trovò una valigia, la aprì, si vestì in fretta e uscì dal portone.

Si guardò intorno, decise di chiamare un taxi per andare dalla mamma.

Solo che il cellulare era rimasto a casa della sua amante. Decise quindi di tornare da Valeria per chiedere il telefono e… rimase bloccato in ascensore anche lui.

Hanno appena tolto la corrente in tutto il condominio. Proprio così: anche lui, come Valeria, si bloccò allottavo piano.

Quando finalmente tornarono la luce e Giovanni poté uscire, Valeria era già al lavoro. E lui non aveva nemmeno le chiavi della casa, che era intestata alla moglie.

Scendendo le scale, per sicurezza, incontrò Isabella allottavo piano. Anche lei con una valigia, in attesa che lascensore arrivasse.

Hai il mio cellulare? domandò Giovanni.

Sì, rispose lei, spaventata. E anche le tue cose.

Meglio così

Presero lascensore insieme, ma quando arrivarono giù ognuno prese il proprio taxi, diretti in due posti diversi.

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