– Viviamo insieme da quarant’anni sotto lo stesso tetto, e ora che hai sessantatré anni improvvisamente decidi di cambiare vita?

Abbiamo vissuto insieme per quarantanni, e ora, a sessantatré anni, vuoi cambiare tutto?

Anna era seduta nella sua poltrona preferita, fissando con distrazione fuori dalla finestra, cercando di dimenticare la giornata appena trascorsa. Poche ore prima, si era affaccendata in cucina preparando la cena, aspettando il ritorno di Giulio dalla pesca. Giulio era rincasato, ma non come al solito: invece di portare il pesce, aveva deciso di portare una notizia che covava da tempo e non trovava mai il coraggio di condividere.

Voglio divorziare, Anna, e ti chiedo di capire le mie ragioni annunciò Giulio improvvisamente, volgendo lo sguardo altrove. I figli sono ormai adulti, sapranno accettare la cosa, i nipoti non ci faranno caso. Possiamo chiudere tutto con calma, senza litigi.

Abbiamo vissuto insieme quarantanni, e ora, a sessantatré anni, vuoi cambiare tutto? replicai, incredulo. Ho il diritto di sapere cosa succederà.

Tu resterai nellappartamento in città, io mi sposterò nella casa di campagna rispose Giulio, già con il piano ben definito. Non cè niente da dividere, la casa finirà comunque alle nostre figlie.

Come si chiama? domandò Anna, ormai rassegnata.

Giulio arrossì, si affrettò a raccogliere le sue cose, fingendo di non sentire la domanda. Da quella reazione non ci furono dubbi sullesistenza di una rivale. Da giovane, Anna non aveva affrontato questi problemi e non avrebbe mai pensato che nella vecchiaia si sarebbe trovata sola, mentre il marito se ne andava per qualcunaltra.

Magari si sistema tutto e andrà meglio cercavano di rincuorare Anna le figlie, Francesca e Emma. Non badare troppo al comportamento di papà.

Ormai non cambierà niente sospirava Anna. Tirerò avanti, e sarò felice per la vostra felicità.

Francesca ed Emma andarono alla casa di campagna per parlare con il padre. Tornarono silenziose e tristi, ma non raccontarono la verità ad Anna. Cambiarono discorso e iniziarono a convincerla che forse sarebbe meglio vivere da sola, senza dover badare a nessuno. Anna capiva, ma non chiedeva nulla e cercava semplicemente di andare avanti. Non era facile, perché parenti e amici non smettevano di chiedere spiegazioni e ficcare il naso nella sua faccenda.

Quarantanni insieme, e alla fine tuo marito se ne va con unaltra commentavano le vicine di casa, senza molta tatto. È più giovane o più ricca?

Anna non rispondeva, ma ormai pensava spesso alla rivale e desiderava vederla. Si recò persino alla casa di campagna di Giulio col pretesto di ritirare alcune conserve fatte in estate. Non avvisò nessuno, decisa a incontrare la nuova fiamma, e fu proprio lei ad accoglierla.

Giulio, perché non mi hai detto che la tua ex poteva venire qui? protestò la signora, truccata esageratamente. Pensavo che aveste risolto tutto, non avrebbe nulla da fare qui.

Davvero mi hai preferita a questa? domandò Anna, osservando larrogante donna.

Intendi restare e farmi insultare da questa? urlava la signora. Comunque, ho solo qualche anno meno di voi, ma sto molto meglio.

Se a questetà crede davvero che lapparenza sia tutto… commentò Anna, cercando lo sguardo imbarazzato del suo ex marito.

Mentre tornava alla fermata del bus, Anna sentiva ancora le urla della Barbie colorata, cercando di trattenere le lacrime. Una volta a casa, si lasciò andare e chiamò sua sorella Nina, chiedendo di venirle a fare compagnia.

Dai, non abbatterti preparava il tè alla menta Nina. Dici che la nuova di Giulio non è nemmeno bella, e a quanto pare non molto sveglia.

Forse ha ragione, forse a questetà sono solo una vecchia dubitava Anna.

Sei bella per la tua età rispondeva onestamente Nina. Ciò che trovo un errore, è indossare leggings leopardati o gonne corte a settantanni. La donna è bella sempre, purché sappia portarsi bene e vestire adeguatamente.

Anna si guardava allo specchio, riconoscendo che Nina aveva ragione. Era in buona forma e non aveva particolare problemi di salute. Si vestiva bene, le figlie le regalavano sempre qualche trucco. Non era mai stata volgare e non voleva apparire ridicola, non si immaginava di comportarsi come la rivale incontrata poco prima.

Ora che sei libera, puoi divertirti continuava Nina. Le tue figlie sono indipendenti, hai tante possibilità di svago e cultura alla nostra età, non ti permetterò di abbatterti.

Nina mantenne la parola, portando la sorella a teatro, a passeggiare e ai concerti. Presto si trovò una compagnia di amici coetanei, persino un uomo tentò di corteggiare Anna, ma lei chiuse subito le porte e rifiutò incontri privati.

Ho sentito che ora corri tra teatri, hai nuovi amici… magari ti risposi pure! disse Giulio, incrociato per caso in un negozio.

Ma che ci fai così lontano dalla campagna? La tua nuova non cucina? gli chiesi.

Sono abituato ad acquistare qui, le abitudini non si cambiano facilmente, soprattutto alla nostra età brontolava Giulio.

Non diedi seguito alla conversazione e, con la scusa di essere impegnato, tornai a casa. Giulio, in quel momento, avrebbe voluto inseguire Anna e dirle quanto si pentiva del divorzio. Era sempre stato attaccato alla famiglia, ai figli, e poi aveva ceduto al fascino energico di Laura, lasciandosi trasportare dalla passione.

Allinizio la vita con Laura sembrava vivace, ma poi si scoprì che Laura non amava occuparsi della casa, preferiva sparlare, cercare attenzioni dagli uomini, e passare le serate tra feste rumorose.

Ultimamente Giulio desiderava sempre più spesso tornare a casa, e dopo aver rivisto Anna, quel desiderio era diventato ancora più intenso. Anna non faceva scenate, non litigava, affrontava le cose in modo dignitoso e fiero. Giulio non avrebbe mai immaginato quanto gli mancasse quella tranquillità, quel senso di ordine che solo Anna sapeva dare.

Hai comprato lalbicocca secca invece della prugna, te lavevo detto! sbottava Laura, controllando la spesa. Il formaggio non va bene, la maionese te la sei dimenticata.

Prima le faceva Anna le spese, o le facevamo insieme… ora ci stai provando a scaricare tutto su di me sbottò Giulio.

Mi hai stufato a paragonarmi a tua ex! Non vorrai mica dire che ti penti di aver lasciato Anna per me? urlava Laura.

Giulio realmente si pentiva, ma sapeva che era inutile parlarne. Anna non aveva fatto nulla per provocare questa situazione, ma semplicemente era rimasta se stessa. Giulio capiva che non avrebbe mai più meritato la fiducia di Anna.

Alcune volte aveva pensato di telefonarle, e dopo unennesima lite con Laura si era persino presentato alla porta del loro vecchio appartamento.

Devi prendere qualcosa? chiese Anna, senza farlo entrare.

Vorrei parlarti, hai un attimo? balbettò Giulio, sentendo il profumo del suo adorato dolce di prugne.

Non ho tempo, né voglia né possibilità rispose lei con calma. Prendi le cose e basta, sto aspettando degli ospiti.

Giulio non aveva nulla da ritirare, avrebbe voluto dire molte cose, ma non trovava le parole. Tornò alla casa di campagna e si mise a cucinare per sé, visto che Laura era nuovamente in giro per il paese. Arrivò a casa allegra, e Giulio capì definitivamente di aver fatto la scelta sbagliata, lasciandole il tempo di raccogliere i suoi effetti personali.

Dopo il tumulto causato da Laura, Giulio si era quasi deciso a chiamare Anna, ma poi lasciò perdere. La conosceva troppo bene per sperare in un perdono e un oblio delle offese.

Forse, col tempo, avrebbe avuto il coraggio di andare da Anna e parlare. Sentiva il bisogno di farlo, altrimenti non avrebbe più pace. Sperava di ottenere il suo perdono, anche senza rimettere insieme la famiglia; Anna non avrebbe mai perdonato il tradimento, e Giulio lo sapeva già quando iniziò la storia con Laura.

Ora viveva nella casa di campagna, mentre Anna aveva una sua vita in città, con figlie e nipoti, e amiche, il teatro e nuovi interessi. Per un ex marito come lui, non cera più spazio in quella vita.

Ho capito che lanima trova la pace solo quando accetta di lasciar andare il passato, e che il rispetto per sé stessi conta più di qualsiasi rimpianto o illusione.

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