Un milionario sfida la sua domestica a una partita a scacchi per prenderla in giro, promettendole in regalo una scacchiera d’oro se riuscirà a batterlo

Il milionario propose alla sua domestica una partita a scacchi solo per divertirsi alle sue spalle, promettendole una scacchiera doro se avesse vinto

Nel salone enorme, con soffitti talmente alti che quasi ci voleva il binocolo per ammirarli e lampadari che potevano tranquillamente uscire in passerella, tutti la consideravano soltanto la domestica. Silenziosa, efficiente, praticamente invisibile. Nessuno aveva idea di cosa avesse fatto prima. Per gli ospiti del miliardario, lei era parte dellarredamento: giusto un po più mobile dei quadri antichi e meno fredda delle statue di marmo.

Un pomeriggio, mentre spolverava con la dedizione di chi sa che una particella di polvere farebbe urlare la contessa-mamma dal piano di sopra, si fermò davanti al tavolo. Su di esso troneggiava una scacchiera in oro zecchino e argento, ricoperta di pezzi finemente incisi che riflettevano i raggi del sole come se stessero facendo a gara a chi brillava di più. Lei osservava, completamente rapita.

Davide Ferrari, il miliardario del momento (con i soliti capelli impomatati), stava scendendo la scalinata monumentale con una di quelle arie da “io lo so quanto valgo”. Notò lo sguardo intenso della ragazza.

Accennò un sorrisetto pieno di supponenza. Ovviamente, pensò lui, si starà domandando quanta pasta al forno potrebbe comprare con quelloro.

Ti affascina la mia scacchiera? domandò con quellironia che hanno solo quelli che hanno più gioielli del Colosseo ha mattoni.

Lei si scosse e si voltò.

Sì, signore.

Fece spallucce come chi non ha nulla da perdere, tranne la noia.

Ma almeno sai giocare a scacchi?

Sì, signore.

Il tono di lei non cambiò, e lui, divertito come un gatto davanti ad un gomitolo, insistette:

Bene, giochiamo. Se mi batti, la scacchiera è tua.

Rise forte forte, certo di spassarsela un po. Si sedette, pronto allintrattenimento, mentre lei prendeva posto davanti, calma e sicura come se stesse apparecchiando.

Cominciarono. Allinizio, Davide mosse i pezzi con quella spavalderia tipica di chi è convinto che la strategia sia un optional. Ma ben presto si accorse che qualsiasi attacco veniva parato, ogni pianificazione si riduceva ad una reazione. Giocata dopo giocata, la domestica sembrava leggere la sua mente e rispondere con mosse sorprendenti.

Quando lei sacrificò un pezzo importante per aprire una diagonale imprevedibile, Davide pensò che avesse sbagliato. Poverina, che disdetta. E invece poche mosse dopo si rese conto che il suo re era intrappolato come un piccione sulla cupola del Duomo di Milano.

Con la dignità un po incrinata, lui sollevò la testa. La partita proseguì, ma ormai la valanga era partita: le sue mosse perdevano mordente e la posizione dellastuta ragazza migliorava a vista docchio.

Alla fine lei, senza alzare troppo la voce (sai mai che la mamma del conte si svegliasse dal riposino), dichiarò:

Scacco matto, signore.

Davide rimase immobile. Guardava la scacchiera come se improvvisamente le regole fossero state scritte in latino.

Comè possibile? Come hai fatto a battermi? mormorò, diviso tra stupore e un sottile prurito allego.

La ragazza rispose senza un filo darroganza:

Vede, lei pensava che ammirassi loro. Io stavo guardando la posizione.

Il miliardario strinse le labbra. Niente battute, per una volta.

Mio padre mi ha insegnato a giocare da bambina, spiegò. Diceva che gli scacchi non premiano né la ricchezza né lorgoglio, ma solo la pazienza e chi riflette.

In quel momento, a Davide Ferrari scappò un sorriso anche se non lavrebbe mai ammesso.

Lei voleva vincere in fretta, continuò lei con rispetto. Io ho solo aspettato il momento giusto.

Ora lui la guardava con altri occhi. Non era più una mera domestica, ma una donna che sapeva mettere in scacco chiunque. Lentamente, spinse la scacchiera verso di lei.

È tua. Ho dato la mia parola.

Lei, sorpresa ma fiera, scosse la testa.

Non voglio la scacchiera.

E allora cosa desideri?

La possibilità, rispose con calma di essere valutata per il cervello, non per la divisa.

A Davide, per un attimo, sembrò che quella lezione valesse molto di più della sua scacchiera doro. E per una volta, fu daccordo.

Rate article
Add a comment

;-) :| :x :twisted: :smile: :shock: :sad: :roll: :razz: :oops: :o :mrgreen: :lol: :idea: :grin: :evil: :cry: :cool: :arrow: :???: :?: :!:

10 − seven =

Un milionario sfida la sua domestica a una partita a scacchi per prenderla in giro, promettendole in regalo una scacchiera d’oro se riuscirà a batterlo