Lei pensava che fosse un poveraccio, ma la verità l’ha lasciata senza parole!

Non giudicare mai un libro dalla copertina né una persona dallabito che indossa. Questa storia avvenuta in una prestigiosa concessionaria dauto di Milano ti farà riflettere.

Al centro del luminoso showroom di supercar sta un uomo. Indossa una semplice felpa grigia e un paio di jeans consumati. Appoggiato con nonchalance a una fiammante auto sportiva, ne osserva con attenzione i dettagli. Con passo sicuro si avvicina una giovane responsabile vendite. Indossa un tailleur impeccabile e sul volto ha stampato un sorrisetto sprezzante.

Si ferma a pochi passi e, senza nascondere un tono di disprezzo, indica luscita con il dito:
«La fermata dellautobus è da quella parte, caro. Allontanati dallauto, rovini la vernice di una macchina che non potresti permetterti nemmeno di sognare!»

Luomo non si sposta. Rimane calmo, quasi distaccato, e getta solo un rapido sguardo al suo orologio. Proprio in quellistante si spalanca la porta dellufficio e il direttore generale della concessionaria si precipita fuori. È visibilmente agitato, sistema la cravatta al volo e si tira giù la giacca con gesti nervosi.

Il direttore sorpassa la sbalordita collaboratrice senza nemmeno guardarla. Si ferma davanti alluomo in felpa, fa un lieve inchino di rispetto e dice con voce servile:
«Benvenuto, dottore! Ci scusi per lattesa, nessuno si aspettava che il proprietario di tutta la catena arrivasse così presto!»

La ragazza impallidisce allistante. Larroganza scompare dal suo volto, la mascella le si blocca per lo stupore. Luomo in felpa la guarda negli occhi senza rabbia, soltanto con un freddo senso di delusione. Si avvicina e, con voce bassa, le sussurra:
«Sa, oggi ero venuto a firmare di persona la promozione che avevo pensato per lei. Ma il suo modo di trattare gli altri ha reso questa decisione estremamente semplice.»

La giovane cerca di dire qualcosa, ma ogni parola le resta strozzata in gola.

Finale:

Luomo si rivolge al direttore generale e afferma secco:
«Non voglio persone in azienda che giudicano gli altri dal portafoglio. La licenzi oggi stesso. E prepari le chiavi di questa macchina la porterò via personalmente.»

Estrae dalla tasca della felpa una semplice carta plastificata, in realtà unesclusiva carta nera senza limiti, e la porge al direttore. La giovane resta da sola in mezzo al salone, fissando luomo che in pochi istanti ha posto fine alla sua carriera semplicemente perché lei aveva deciso che una felpa non meritava rispetto.

Morale della storia: I soldi possono comprare una macchina, ma non i valori. Rispetta sempre il prossimo: non sai mai davvero chi hai davanti.

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Lei pensava che fosse un poveraccio, ma la verità l’ha lasciata senza parole!