Comportamentul nipotina divenne col tempo una vera fonte di preoccupazione per la famiglia. I suoi genitori lavevano viziata così tanto da farle credere di essere una piccola principessa, trattando tutti intorno a sé come fossero suoi servitori. Questa situazione peggiorò notevolmente quando si avvicinava il giorno in cui avrebbe dovuto iniziare la scuola, eppure lei ancora preferiva contare le dita per fare i calcoli più semplici.
Tutto cominciò fin dalla sua nascita, quando ogni membro della famiglia si sentì in dovere di partecipare alla sua crescita. Addirittura la suocera si trasferì nel piccolo appartamento del figlio per aiutare con la neonata. Purtroppo, invece di darle una giusta educazione, gli adulti soddisfacevano ogni suo desiderio, insegnandole presto che bastava piangere o urlare per ottenere qualsiasi cosa volesse.
Già a sei mesi, la bambina, di nome Giulia Romano, aveva imparato come manipolare i grandi che le stavano attorno. La casa era spesso nel caos, gli altri membri della famiglia trascurati e nessuno sembrava più in grado di mettere un freno ai suoi capricci. Il padre, stremato dalla situazione, decise di andare via, ma continuò a viziarla anche dopo la separazione, sommergendola di vestitini, trucchi e scarpette come se davvero fosse una regina. Ogni tentativo da parte di nonni o educatori di richiamarla alla realtà si scontrava con un muro di ostilità e finiva spesso in litigi accesi.
Lintera educazione di Giulia sembrava ruotare intorno al suo ruolo da principessa; di imparare veramente qualcosa o acquisire capacità di base non se ne parlava nemmeno. Mentre gli altri bambini della sua età si preparavano alla prima elementare sapendo già lABC, lei ancora doveva imparare i rudimenti dei numeri. Suo padre e sua madre seguivano una filosofia educativa che prevedeva libertà assoluta di scelta alla figlia, senza alcun limite o regola. Tuttavia, la maestra, signora Bianchi, pensava che Giulia avesse bisogno di imparare la modestia e il rispetto nelle relazioni con gli adulti.
Logorati dalla mancanza di educazione e dal cattivo comportamento di Giulia, anche i parenti più affettuosi decisero col tempo di limitare i rapporti con la nipote, pensando soprattutto alla propria serenità. Oggi, ripensando a quegli anni, molti in famiglia ritengono che i genitori avrebbero dovuto prendere in mano la situazione con maggior senso di responsabilità, trasmettendo a Giulia valori semplici e fondamentali, indispensabili nella vita di ogni giorno.






