Sono una donna estremamente dinamica. Anche se ho compiuto sessantacinque anni, mi piace ancora scoprire posti nuovi e incontrare persone straordinarie. Ricordo la mia giovinezza con un misto di gioia e malinconia. All’epoca, potevi partire per una vacanza dove volevi! Potevi andare al mare, campeggiare con amici e colleghi, oppure salire su una crociera lungo il Tevere. E tutto questo si poteva fare spendendo davvero pochi euro.
Ormai quei tempi appartengono al passato.
Ho sempre amato conoscere nuove persone. Ho fatto amicizie sulle spiagge di Rimini, tra il pubblico di un teatro a Napoli. Alcuni dei miei amici di allora li porto ancora nel cuore, anche dopo tanti anni.
Non riuscivo a capire chi potesse mandarci una telegramma così. Ovviamente io e mio marito non ci eravamo mossi. Ma alle quattro del mattino qualcuno bussò alla nostra porta. Aprii e rimasi pietrificata dallo stupore. Sul pianerottolo cerano Aurora, due adolescenti, una nonna e un uomo. Avevano tantissime valigie. Io e mio marito eravamo increduli. Poi, dopo un attimo, facemmo accomodare i nostri ospiti inattesi in casa. Aurora mi domandò:
Perché non siete partiti per noi? In fondo vi ho mandato una telegramma! E poi, il taxi costa! Mi dispiace, ma non sapevo chi lavesse inviata! Avevo il tuo indirizzo. Eccomi qui. Io pensavo solo che ci saremmo scritti qualche lettera, tutto qui!
Aurora mi spiegò che una delle ragazze aveva finito il liceo quellanno e aveva deciso di iscriversi alluniversità. Il resto della famiglia era venuto a sostenerla.
Abiteremo con te! Non abbiamo soldi per laffitto! E poi voi vivete quasi in centro!
Mi sentivo sconvolta. In fondo non siamo nemmeno parenti! Perché dovremmo ospitarli? Dovevo cucinare per tutti, tre volte al giorno. Avevano portato un po di cibo, ma nessuno si metteva ai fornelli. Dovevo occuparmi di tutti.
Non ce la facevo più, così dopo tre giorni ho chiesto ad Aurora e ai suoi parenti di andare via. Non mi importava dove. È scoppiato un litigio furioso. Aurora ha iniziato a rompere piatti e urlare isterica.
Sono rimasta senza parole davanti al suo comportamento. Alla fine se ne sono andati. Ma, come per magia, sono riusciti a rubarmi la vestaglia, qualche asciugamano e persino la mia pentola grande di minestra di cavolo ancora oggi mi chiedo come abbiano fatto. La pentola è sparita nel nulla!




