Mia mamma ha una casa in periferia di Firenze, niente di chic, ma almeno ha un po di spazio verde. Ogni estate, grazie alla sua instancabile iniziativa, ci ritroviamo tutti lì: si sistema, si zappa lorto, si rinnova il giardino. Di recente mio marito, tutto orgoglioso, ha messo una piscina gonfiabile (che da fuori sembra più un laghetto per papere, ma lui la chiama area wellness). Cè persino un gazebo, che ormai è il nostro trono estivo.
Da quando mio fratello si è sposato, non si è più visto nella casetta. Sua moglie Eva ci tiene: ha deciso che ora lui ha la moglie, la famiglia e le priorità nuove che superano ogni altro interesse personale. Se serve qualcosa, dice Eva, mammina può pagare degli operai con qualche euro, come fanno tutti.
Mamma non porta rancore, cerca pure di comprenderla, ma questanno ha lavorato troppo e non è riuscita a tornare alla casa durante l’estate. Era comunque in ansia per il terreno, temendo che nessuno gli dedicasse attenzione.
Mamma ha suggerito a mio fratello di piantare qualcosa, ma Eva lha persuaso e lui non ha voluto saperne. Io e mio marito, al contrario, ci siamo detti: Almeno prendiamo un po daria pulita fuori città. E mamma dorme più tranquilla.
Abbiamo comprato piantine, semi, abbiamo pulito il terreno prima di mettere a dimora le nuove colture, rinnovato le aiuole, sistemato la serra. La domenica ci siamo presi la pausa meritata. Tutto seguendo le istruzioni dettagliate di mamma, che ne sa una più del diavolo.
Il weekend scorso eravamo dai suoceri, quindi nessuno era nella casetta. Ma sorpresa: mio fratello e la diabolica Eva sono passati di lì.
Arrivati il weekend successivo, abbiamo trovato la casa occupata. Qualcuno la abitava davvero! Abbiamo bussato, ma non ci ha aperto nessuno. Eva si è affacciata alla finestra, con il suo sorriso da Gioconda e ha dichiarato:
Abbiamo deciso di affittare il nostro appartamento per racimolare qualche euro per le vacanze e ora viviamo qui. Fatevi una passeggiata, noi non vi abbiamo invitato mica!
Mamma lo sa? chiedo io, incredula. Ovviamente sì! Da dove pensi che abbiamo preso le chiavi? risponde Eva, come se fosse la cosa più normale del mondo.
Ho chiamato mamma subito. Sì, ho dato le chiavi a tuo fratello, ha detto che sarebbe andato ad aiutarvi. Mamma, loro vivono qui e non aiutano nessuno! Eva non fa assolutamente niente e non ci fa entrare.
Come sarebbe che vivono lì? domanda scandalizzata mamma. Così le racconto tutto: hanno affittato il loro appartamento per mettere da parte un po di euro per le vacanze e si sono installati nel nostro capanno. Se si occupano del giardino, lo annaffiano e tolgono le erbacce, allora va bene. Altrimenti buttali fuori, basta furbate. Li conosco, vengono solo a raccogliere i frutti in autunno senza aver lavorato. Digli che è il loro turno di occuparsi della casa! ha deciso mamma.
Riprovo a bussare: Che vuoi ancora? sbotta Eva. Le riferisco la decisione materna. Eva mi anticipa: Non ho intenzione di fare niente qui. Ho un appuntamento per la manicure! Che cosa sono, la tua serva? E se coltivo qualcosa, pensi che divido con voi? Se vuoi, compratelo da me. Ma qui tutto sarà nostro! Naturalmente dovrò sbatterli fuori. Non mi ascoltavano, così mamma è stata costretta a intervenire di persona. Gli ha detto di fare le valigie.
E dove andiamo adesso? Il nostro appartamento è affittato! grida mio fratello, disperato. Dagli i soldi dellaffitto, suggerisco.
Impossibile. Ho speso tutto per un paio di orecchini per Eva, confessa mio fratello. Tanto al banco dei pegni non danno nemmeno la metà del valore! E noi che facciamo? Insomma, non è più affare mio. Dovremmo almeno avvisare la mamma in anticipo delle nostre idee. E poi… non è educato occupare casa senza permesso. Cè da vergognarsi.
Così Eva e mio fratello sono partiti verso la casa della mamma di Eva, lanciando improperi e promesse di non mettere più piede nella villa di periferia. Arrangiatevi!
Ma qualcosa mi dice che, in autunno, torneranno armati di sacchi per portarsi via mele e patate…





