La mia amica di allora aveva appena compiuto venticinque anni. Giovane, snella e bella come una mattina a Napoli. Si fece assumere in unagenzia di viaggi a Roma e lì iniziò una storia amorosa con il direttore.
Lui aveva più di quaranta anni, sposato e padre di due figli che portava la domenica a mangiare gelato a Villa Borghese. Cominciò a pagarle laffitto di un appartamento e le regalava cose di lusso: borse firmate, scarpe da capogiro, perfino una cena da Cracco. Stettero insieme quasi un anno.
Lei sapeva che lui aveva famiglia e che non voleva divorziare. Però, piano piano, lui stesso iniziò a pensare che forse era arrivato il momento del grande salto. Sua moglie, ovviamente, aveva capito tutto: Cè qualcosa che non va, diceva alle amiche al bar con il cappuccino. Lui confessava che la moglie iniziava a sospettare, ma non glielo aveva mai detto direttamente. Nessuna scenata, niente controlli in tasca, niente spionaggi al cellulare. Nemmeno una piazzata in cucina.
Questo comportamento della moglie lo faceva sentire in colpa. Lei era affettuosa, dolce, premurosa, tipo mamma italiana. Cominciò a prendersi cura di sé, perse qualche chilo, cambiò colore ai capelli un bel castano ramato. Qualche mese dopo, quando lardore tra la mia amica e il direttore si era già raffreddato, la moglie si fece assumere anche lei nellagenzia. Diventò capo contabile. La mia amica aveva il terrore di andare a ritirare lo stipendio (in euro, ovviamente): temeva una scenata tra i corridoi. Invece, la signora era gentile e cortese, con sorriso compreso.
Col tempo il direttore diventò freddo verso lamante, che, presa dalla rabbia, iniziò a lanciare battutine acide. Invece la moglie era una vera maga: carina, raffinata, sempre un passo avanti. Le cose tra il direttore e la mia amica andarono a rotoli, lui preferiva tornare presto a casa e guardare la partita. Il punto di svolta fu un viaggio di lavoro con tutti e tre. Si scoprì che la mia amica si era comportata male durante le trattative, convinta che la sua posizione fosse speciale, essendo la prescelta del direttore!
Ma alla fine la mia amica fece una figura peggiore della moglie tradita. Il direttore le chiese di lasciare lappartamento e ufficializzò la fine della storia. Quando la mia amica tornò in ufficio, fu convocata dalla capo contabile cioè la moglie che le disse con eleganza che non avevano più bisogno dei suoi servizi.
Ora, la mia amica dice che vorrebbe solo dimenticare tutto, ma che latteggiamento della moglie lha colpita e oggi lo ammira. La signora ha dimostrato di essere non solo forte, ma anche astuta. Si è comportata in modo tale che il marito è tornato a innamorarsi di lei, e oggi la adora. Nessuno sa quanto abbia sofferto, quanto abbia pianto, quanto sia stato duro superare tutto. Ma si è fatta forza, ha aspettato che lidillio romantico finisse, e poi si è lanciata nella sfida. Così si muove una vera donna saggia: niente melodrammi, solo strategia.
E le altre donne? Il restante 90% si mette a urlare, si arrabbia, minaccia il marito mentre lui pensa ai fuochi dartificio con lamante. Secondo voi, chi sceglierà: la donna musona e arrabbiata, o la dolce e tenera? Non pensa mica al fatto che quella dolce creatura, fra qualche anno, possa diventare una nuova moglie insoddisfatta. Ora non ragiona, è tutta passione!
E come lo capisce la moglie? Certo, anche lei soffre e si fa prendere dalle emozioni. Ma la vita dimostra che solo chi sa essere paziente ed agire con intelligenza, vince.
Se scopri che tuo marito ti tradisce e ti viene voglia di graffiare la rivale, prova a respirare, ricomporsi. Calmati e rifletti: magari cè ancora una chance che tuo marito torni indietro. Iscriviti in palestra, vai dallestetista, dal parrucchiere, cerca un buon psicologo o fatti un corso di cucina. Prova il flamenco. Trova un lavoro interessante o cambia quello che hai. Inizia a volerti bene e a rispettarti. Non si sa mai, la vita è più ironica di quanto credi!




