Vieni, Stefano… — Signora, ma noi non abbiamo i soldi… disse il bambino guardando timido il sacchett…

Vieni, Mattia…
Signora… ma noi non abbiamo i soldi… mormorò il bambino, tenendo stretta la borsa carica di ogni cosa, con timidezza negli occhi.

Dopo le feste di Natale, Milano sembrava più grigia, quasi spenta. Le luci restavano appese ai lampioni ma non riscaldavano l’anima di nessuno. Le persone si affrettavano sotto i portici, i negozi erano quasi vuoti, e nelle case era rimasta troppa roba da mangiare e un silenzio pesante, quasi soffocante.

Nella grande casa della famiglia Romano, le tavole erano state ricche. Come ogni anno. Panettoni, arrosti, insalate capricciose, arance. Decisamente, più del necessario.

La signora Romano raccoglieva i piatti piano, quasi a voler rallentare il tempo. Guardava labbondanza rimasta e sentiva una stretta in gola. Sapeva che parte di quel cibo sarebbe finita nella spazzatura. E quel pensiero le faceva male.

Distinto si avvicinò alla finestra, senza sapere bene perché.

E lo vide lì.

Mattia.

Era fermo vicino al cancello, piccolo, silenzioso, col berretto calato sulla testa e il giubbotto troppo leggero per il freddo che pungeva ancora. Non fissava la casa, sembrava solo aspettare… ma mancava il coraggio per bussare.

Il cuore di lei ebbe un sussulto.

Qualche giorno prima, laveva visto in centro, davanti alle vetrine dei panifici. Si avvicinava ai vetri, guardava gli alimenti disposti con cura. Non chiedeva nulla. Non disturbava nessuno. Soltanto osservava. Quello sguardo pieno di fame e di rassegnazione non laveva più lasciata.

In quel momento capì.

Lasciò i piatti, prese una grossa borsa di stoffa. Mise pane, panettone, fettine di arrosto, frutta, biscotti. Ne prese unaltra. E ancora una terza. Tutto ciò che la festa aveva lasciato.

Aprì piano la porta.

Mattia… vieni qui, tesoro.

Il bambino sussultò, avvicinandosi incerto, a passi minuscoli.

Porta queste cose a casa, gli disse dolcemente, porgendogli le borse.

Mattia rimase impietrito.

Signora… noi… non abbiamo i soldi…

Non servono soldi, rispose lei. Serve solo che mangiate.

Le mani di Mattia tremavano mentre stringeva le borse al petto, come se fossero qualcosa di prezioso, qualcosa di sacro.

Grazie… sussurrò, le lacrime negli occhi scurissimi.

La signora Romano lo guardò mentre si allontanava, più lentamente di come era arrivato, come se non volesse che quel momento finisse.

Quella sera, in una casa piccola, una madre pianse di gratitudine.

Un bambino mangiò finalmente quanto voleva.

E una famiglia non si sentì più sola.

Nella casa grande, le tavole erano vuote, ma i cuori colmi.

Perché la vera ricchezza non sta in ciò che tieni per te,
ma in ciò che scegli di donare quando nessuno te lo chiede.

E forse il Natale non dura solo un giorno.
Forse il Natale inizia quando decidi di aprire la porta…
e dire: «vieni».

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