Il diario di Giulia, 2 gennaio
Ieri è stato il compleanno della mia suocera, Teresa. La sua festa cade sempre il primo gennaio, proprio allinizio del nuovo anno. Così io, mio marito Paolo e i nostri due figli siamo andati a farle visita a Firenze, come facciamo ogni anno.
Appena arrivata, Teresa mi guarda negli occhi e mi chiede:
Giulia, sei incinta?
La verità è che sono sposata con Paolo da diciassette anni ormai, e il nostro rapporto con mia suocera è davvero splendido. Abbiamo già due figli maschi, e alla fine dellanno scorso ho scoperto di aspettare un terzo bambino. Avevo già deciso che lavrei detto a Teresa il giorno del suo compleanno, ma devo confessare che ero molto nervosa.
Viviamo tutti e quattro in un piccolo appartamento con solo due stanze, e a volte sembra che non ci sia proprio abbastanza spazio per noi. In più letà: avevo già compiuto trentotto anni e, onestamente, ero un po preoccupata. Temevo che Teresa potesse pensare che non fosse una scelta saggia.
Ma quel giorno sapevo che non potevo più rimandare. Durante il pranzo mi ha chiamata subito in cucina per aiutarla con le lasagne. È una donna perspicace, Teresa. Non appena siamo rimaste da sole, gli occhi le si sono illuminati; aveva già capito tutto, senza che dicessi una parola.
Ciò che mi ha davvero sorpreso, più che la sua intuizione, è stata la sua reazione gioiosa. Mi ha abbracciata e mi ha confessato che sognava da tempo di avere una nipotina, finalmente una femminuccia dopo due maschi!
Questestate è nata la piccola Sofia, e Teresa è stata meravigliosa: ci ha aiutati tantissimo con la bambina, sempre presente, sempre gentile. Io la rispetto davvero come fosse la mia seconda mamma, e non mi sono mai sentita giudicata da lei.
Linverno è ritornato e, ancora una volta, eravamo tutti da Teresa per il suo compleanno, stavolta con la nostra principessina tra le braccia. Teresa aveva iniziato a preparare dolci su dolci, e così abbiamo pensato di regalarle un bel forno elettrico nuovo. Era felicissima.
A fine serata, mentre ci preparavamo a tornare a casa, Teresa mi ha fermata nella sala da pranzo. Con il suo solito sorriso dolce mi ha chiesto un attimo dattenzione per fare un annuncio importante. Davanti a tutta la famiglia, ci ha ringraziati per la nipotina e ci ha spiegato che, sentendosi ormai pronta, avrebbe voluto trasferirsi qualche mese da noi a aiutarci con Sofia. In cambio, ci avrebbe lasciato il suo appartamento più grande, sempre a Firenze. Non riuscivo a crederci: era un gesto immenso, pieno damore e di generosità.
Non posso che considerarmi fortunata ad avere una suocera così saggia e comprensiva, che è diventata con il tempo una vera amica. Non è da tutti avere questo dono nella vita.
Viviamo ancora tutti insieme, con serenità e armonia. Ogni giorno ammiro la forza e la saggezza di Teresa. Spero, un giorno, di avere la stessa luce nei miei occhi.






