Amo tantissimo mio figlio e sin dalla sua nascita ho fatto tutto quello che era nelle mie possibilità per offrirgli il meglio.
Con mia moglie, abbiamo cercato di esaudire ogni suo desiderio. Ha sempre indossato abiti eleganti comprati nei negozi del centro di Firenze, ha frequentato corsi di pittura e musica, e nonostante avesse tutto ciò che poteva desiderare, ci ha sempre rispettato sia me che sua madre.
Lavoro giorno e notte per mantenere la mia famiglia, ma non mi pesa affatto; riesco sempre a ritagliare un po di tempo per mio figlio ogni volta che lui ha bisogno di me.
Mio figlio è sempre stato un ragazzo doro e sapevo che, prima o poi, si sarebbe interessato alle ragazze. Sia io sia mia moglie eravamo pronti per quel momento, e così è stato, solo un po prima di quanto ci aspettassimo. Abbiamo accolto la sua fidanzata in casa nostra con gioia. Lunica cosa che gli abbiamo chiesto è stata di portarla da noi una sera a cena. Mio figlio ha accettato senza problemi e subito ha proposto di invitarla la prossima volta che ci saremmo visti.
Anche a mia moglie è parsa una buona idea. Ero certo che avesse scelto una brava ragazza, ma volevamo conoscerla di persona per essere sicuri in fondo, è ancora molto giovane.
Quando finalmente mio figlio ci ha presentato la ragazza, sono rimasto colpito. Allinizio pareva davvero molto gentile: educata, sorridente. Ma col passare delle ore, mentre parlava e rideva con tutti, ho iniziato a percepire qualcosa di stonato, come se una nota falsa suonasse continuamente tra le parole. Dietro la sua dolcezza traspariva unombra strana, qualcosa che sapeva di bugia.
Io sono un commissario di polizia a Bologna da anni, e mi sono affiorati dei ricordi: questa ragazza era stata sospettata di truffa. Si faceva passare per orfana su siti dincontri, si faceva prestare euro e poi spariva lasciando solo un profumo di rose appassite. Nel suo passato cera una lista lunga di ragazzi ingannati, lasciati a contemplare il vuoto davanti a una finestra che dava su Piazza Maggiore.
Ho raccontato tutto a mio figlio, credendo che mi avrebbe creduto sulla parola, come capitava quando temeva i mostri sotto il letto. Invece ha cominciato a gridare che avevo inventato ogni cosa solo per distruggere la sua felicità. Poi ha raccolto le sue cose in uno zaino e se nè andato, scomparendo nelle strade di Modena con lei al suo fianco.
Da allora, ormai da un mese, non ho più nessuna notizia di mio figlio. Di notte sogno gatti che si rincorrono sulle facciate di Venezia e le voci dei ragazzi dispersi nei vicoli della mia infanzia. Ora mi domando se ho sbagliato tutto: forse la ragazza è cambiata, o magari qualcuno ha voluto tenderle una trappola?
Cosa faresti tu se fossi nei miei panni, perso in questo sogno assurdo dove le maschere sembrano più vere dei volti?



