La Regina

Regina

Diario di Lelia, 28 dicembre

Mamma, ti prego, cerca di non preoccuparti, ma dallanno prossimo potremmo avere qualche problema, ehm, diciamo di natura economica. Anche se penso non moriremo di fame.

Figlia mia, non girarci troppo intorno, sai che non amo le lunghe introduzioni.

Lo so, mamma. Vabbè, vado al sodo: mi sono licenziata. Ecco.

Come?! Da sola o ti hanno costretta?

Da sola. Mi piace decidere da me.

Lo so, sei tutta tuo padre. Posso solo immaginare cosa avrebbe detto ora, se fosse ancora qui.

Mamma, guarda che meraviglia i pettirossi seduti sullalbero proprio davanti alla nostra finestra Papà avrebbe solo detto che non è il luogo a fare la persona.

Ero così felice per te, figlia mia, orgogliosa che avessi un lavoro così serio, lo stipendio, la posizione. Eri la responsabile della cultura cittadina! Ti facevano vedere spesso anche in TV. La gente ti guardava come si guarda una regina, ti ascoltavano, ti rispettavano. Bella come sei, alta, elegante.

Dai mamma, ora ti vengono anche le lacrime. La mia bellezza mica se ne va, resta con me.

Almeno spiegami che è successo? Perché questa decisione improvvisa? Lascia la finestra, vieni a sederti qui vicino a me.

Mamma, io ho idee molto diverse su come dovrebbero andare le cose rispetto alla dirigenza. A loro basta presentare sempre i numeri giusti, delle persone si ricordano solo quando sono su un palco. E a me questa roba non va. Come nei divorzi: incompatibilità di carattere, direbbero.

Ma, cara mia, ai capi in ogni ufficio interessano solo i risultati e i rapporti. E ora, per le feste, almeno andrai ai tuoi eventi invernali?

Certo che andrò, mamma. Li abbiamo preparati tutti insieme, con la squadra. Solo che questa volta sarò tra il pubblico. Che strano, vero?

Ma pensa te La direttrice della cultura del Comune che sta tra la folla allalbero di Natale! Almeno portami con te, per lo meno ti tengo il gioco.

Pensavo che tu fossi stufa degli alberi di Natale ne hai pure in asilo, per ogni sezione, per i figli dei colleghi, per gli stessi dipendenti, per la sede distaccata…

Hai dimenticato la festa per lorfanotrofio adottato, Lelia! Anche noi abbiamo i nostri numeri! Comunque, ci tengo ai tuoi eventi familiari nel Parco Comunale. Tu li organizzi, ma senza famiglia. E ora pure senza lavoro. Lelia! Fra poco fai quarantanni! Ancora pensi solo a Piero tuo? Piero Primo, che poi è anche lultimo! Diceva sempre che avrebbe voluto andare a Vienna, suonare allOpera! E che sassofonista, addirittura!

Saxofonista, mamma. Adolphe Sax, belga, ha inventato questo meraviglioso strumento quasi duecento anni fa.

E me lo ricordi proprio tu, che sono pure direttrice musicale allasilo? Lelia, quel sassofonista non lo potrei mai perdonare, ti ha proprio confusa la testa, non lasci passare nessuno da anni, non lasci avvicinare nessuno. Invecchi, regina mia, ha asciugato una lacrima dalla guancia, ma ora sei una regina senza trono! E zitella, per di più! Chissà che direbbe papà?

Papà avrebbe detto che una donna è come un buon vino, mamma, più invecchia e più acquista valore. Non piangere, per favore. Vedrai che andrà tutto bene.

Sì, tuo padre amava le donne.

Più di tutto, mamma, amava te. Non ti ha mai lasciato la mano nemmeno in ospedale, ho visto come ti guardava.

Lo so, Lelia, mi rincresce di avergli detto poco che gli volevo bene. Mi sembrava scontato.

Mamma, lui lha sempre sentito. E quando cantavi per lui non ti perdeva di vista neanche un secondo.

E la mamma, asciugando le lacrime, iniziò a canticchiare:

E nevica, nevica

e tutto intorno aspetta qualcosa.

Sotto questa neve, sotto la neve lieve

vorrei dire davanti a tutti:

La persona più importante.

Guarda anche tu questa neve.

È pura, come ciò che taccio,

Come quello che vorrei dirti.

Mamma, ogni volta che sento questa canzone mi trafigge il cuore. Ho sempre sperato che un compleanno, magari a fine aprile, nevicasse e qualcuno la cantasse per me

Figlia mia, e ora che ne sarà di tutto quel tuo potenziale, eh? Che farai adesso?

Andrò a fare la controllora sull’autobus, mamma.

Ma smettila di scherzare! Parla con la Ninetta del 3° piano, lei ha conoscenze ovunque: in Comune, in Agenzia delle Entrate, allUfficio del Catasto

Mamma, sono seria. Ho proprio deciso: sarò controllora. Sali mai in autobus, tu?

Ogni tanto, certo.

E che ne pensi delle controllore?

Che vuoi che pensi? Così così! Non brillano certo per stile o gentilezza. Strati e strati di vestiti, ciabatte di lana sugli scarponi, e urlano da un capo allaltro: Biglietti al controllo! Avanti, avanti! Poi, di nuovo: Biglietti! Insomma, gran lavoro creativo

Mamma, mi fai ridere: Biglietti al controllo! Sembra proprio di sentirle. Ti ricordi quella volta che papà tornò a casa un po alticcio? Avevano festeggiato lapertura di un nuovo palazzo e ci raccontò quella storiella Non aveva mai sopportato lalcol, ma quel giorno Ricordi mamma? Raccontò una barzelletta sullautobus, lo ricordo ancora.

Oddio, che barzelletta era?

Un uomo completamente ubriaco entra sullautobus, si tiene a malapena in piedi. Arriva la controllora e lo sgrida: Il biglietto! E lui, barcollando, fa il gesto del brindisi e dice: A questo biglietto!

Ah, Lelia, come vorrei far tornare in vita tuo padre, anche solo per sentirlo ridere.

Ma lui è sempre con noi, mamma! Sento continuamente la sua voce che dice: Ragazze, tutto sta nella testa. Cambiate disco e la vita vi canterà una serenata, una romanza, qualsiasi cosa vogliate!

Già, peccato che a Piero tuo il disco non glielhai cambiato tu Si è stufato della regina e ha fatto il musicista di corte? Sembra la trama di Roma non piange solo che lì almeno tutto finisce bene Ma lasciamo stare. Adesso, seriamente, dove lavorerai?

Davvero, la controllora. Inizio subito dopo le feste.

Eh no, Lelia, questo proprio no! Sei sempre stata fuori da ogni schema, originale, creativa fin da piccola ma addirittura la controllora! In TV per anni, e ora sullautobus. Tuo padre non lavrebbe mai voluto! Chissà che direbbe ora.

E invece sì! Seguo proprio il consiglio di papà. Ricordi cosa mi scrisse per i miei diciotto anni? Quelle frasi le ripeto come un mantra: Ricorda: Nessuno può decidere per te. Devi prendere la tua vita nelle mani. Altrimenti, mentre la vita bussa, tu non ci sei mai, sempre altrove.

Ma che posto sarebbe, figlia mia, lautobus della città? È una sfida alla società!

Sì, una sfida a me stessa! Il mio ex direttore mi ha detto che dovrei togliermi la corona e tornare con i piedi per terra, conoscere il popolo. Si è scordato che lautista della mia auto ufficiale si era rotto una gamba, quindi per due settimane io ho usato i mezzi pubblici, proprio prima di Natale. Ho visto bene la gente, mamma.

Ma dai, hai avuto incarichi così importanti! Ora davvero tra le controllore?

Certo, andrò a portare cultura anche sugli autobus.

Mamma lasciò la sedia, si stese sul divano massaggiandosi le tempie.

Mi hai proprio stesa con questa notizia. Un colpo di teatro da capogiro!

Qualcuno diceva che Dio, quando ci stende a terra, lo fa apposta per farci guardare il cielo! Mamma, fuori cè uno di quei soli dinverno rari, che scaldano tutto I bambini hanno appeso la mangiatoia, i pettirossi si rincorrono. Mamma, sta nevicando

Ho iniziato a canticchiare: E nevica, nevica e tutto intorno aspetta qualcosa

Sei un portento, Lelia! Lo stipendio della controllora è un quinto di quanto prendevi. Mi fai quasi accettare lofferta di aiuto di Federico, il nostro vicino del secondo piano.

Mamma, Federico non è male: ex militare, vedovo, persona seria e molto generosa. Lo so, papà era insostituibile ma sono passati quasi dieci anni.

Adesso non si parla di me, ma di te! Ti annoierai da morire con quel lavoro Però tuo padre diceva sempre che anche a spazzare le strade, tu troveresti un modo per cambiare tutto Perché non fai una vacanza qualche giorno? Forse ti danno pure la buona uscita, un bel viaggio a Ischia Ci penserai su!

E se invece andassimo a Taormina insieme, col mio TFR?

Stava per squillare il telefono. Mamma si rizzò in ascolto.

Ho risposto: Va bene, il quattro gennaio inizio il percorso. I miei documenti sono già in amministrazione. Grazie.

Mamma, niente Ischia, niente Sicilia!

********

Lautobus 7 ha terminato la sua prima corsa della giornata, dalla stazione fino a via Oriani. Linea piena ogni giorno, percorso molto frequentato. Capolinea.

Demetrio, posso usare il suo microfono? Giusto qualche parola, come una guida turistica.

Qualcosa ti sei già inventata, eh? Lautobus è tutto addobbato da te, hai appeso aforismi nuovi ogni giorno. Qual è oggi quello per i passeggeri?

“Bella cosa trovarsi lungo una strada scelta da noi stessi!”

Interessante, signora Lelia. Mi è capitato bene, con una controllora così. Anche Saverio, il mio collega, non si è ancora abituato. Dice di aver paura solo a guardarvi. E quando le avete regalato la cartellina col tricolore, mamma mia! Ha detto: Inizia una nuova era. Adesso fa comprare magliette con il tricolore pure a sua moglie su Amazon. Dice: Guidiamo autobus italiani, ospitiamo italiani!. Siete proprio strana per questo settore, Lelia. Sembri unartista.

E voi i nostri Aristotele locali! Non pensate di essere filosofi, e invece ci azzeccate pure!

Stando seduta accanto al conducente, leggo le due targhette affisse in autobus, Citazioni da meditare dai nostri autisti:

“Se al telefono parlate, fate che sia a bassa voce, o sia interessante!” Demetrio, azienda trasporti n. 1.

“Se non cedete il posto allanziana, lo farò io.” Saverio, azienda trasporti n.1.

Una saggezza tutta nostra, davvero, concludo.

Anche noi citiamo te, regina. Possiamo darti del tu? “È tutto nella nostra testa. Cambia disco, e ti canterà una canzone gioiosa a scelta.”

In realtà è una frase di mio padre, Demetrio.

Passato? Gli è successo qualcosa?

Sì, incidente sul lavoro Edificio in costruzione. È morto tra le braccia di mia madre in ospedale.

Mi dispiace Ma tua madre è ancora viva?

Certo, dirige la musica allasilo. Saprebbe che io, Demetrio, vorrei che sullautobus si sentisse la musica. Potrei introdurre i brani al microfono e far partire la musica giusta per ogni corsa.

Eh, passeggeri sono diversi, qualcuno vuole silenzio

Ho studiato i regolamenti, mica cè scritto da nessuna parte che è vietato un po di musica a bordo. Limportante è che sia di compagnia, che migliori lumore. Aristotele, quello vero, sosteneva che la musica cambia lo stato danimo. Sceglierò pezzi belli, vedrai. E poi potrei anche annunciare le novità cittadine. Posso provare?

Lautobus parte. I passeggeri salgono, si sistemano. Prendo il vecchio microfono e annuncio, con voce chiara e ferma:

Gentili passeggeri, percorriamo insieme la linea più lunga della nostra città, iniziando da via Boschetto, il quartiere coi polmoni verdi. Dinverno tante famiglie scelgono proprio il nostro 7 per una passeggiata nel parco. Il centro città sarà dopo 15 fermate, la fermata Corso Luce. Vedrete che luminaria, tra neve, luci e decorazioni. Amici, godetevi la città e le feste: in centro trovate il mercatino di Natale, potete portarci i bambini al teatro dei burattini basta scendere una fermata prima. Per chi visita la città, consiglio di non perdere il museo del legno, fermata via Casale. Ma, soprattutto, vi invito allalbero di famiglia di Capodanno nel Parco Comunale di via Sardegna. Non ve ne pentirete. Buon viaggio e buone feste!

Finisco e restituisco il microfono. Un giovane passeggero fa il brillante: E che film danno al Cinema Lume? A Cinema Lume non ci si arriva col 7, rispondo subito. Bisogna cambiare in centro e fare dieci fermate con il 1. Oggi danno Natale insieme 15, ma al Cinema Stella, proprio lungo la nostra linea, trovate tre sale e più film. Consiglio quello.

Demetrio, ridacchiando: Io e mia moglie lalbero nel parco mica lo perdiamo. E davvero ci sarà la lotteria e il vin brulé allitaliana? Sorrido: Certo! Tu non ti fermerai di certo qui, Lelia

Vorrei che ci fosse musica dal vivo in autobus almeno a Natale. Il trio Luminaria può venire a cantare con noi, e a Carnevale chiederò anche a Carlo col fisarmonica! Ho telefonato a mamma: Scusami mamma, niente albero di famiglia per me. Lavoro doppi turni per carenza di personale. Ma la festa in parco si farà, andateci tu e Federico, sarà contentissimo!

Col passare dei giorni, i passeggeri si abituano alle mie novità. In breve, la voce della regina dellautobus si diffonde in città.

***

Tre mesi dopo, anche la dirigenza ne ha sentito parlare.

Lelia, mi chiama serio il direttore dellazienda trasporti, Andrea Sestieri Lei sta innovando anche troppo qui. Il suo compito sarebbe staccare i biglietti. E invece dialoga coi passeggeri, fa annunci, canta pure! Ci pioveranno lamentele.

Dottor Sestieri, ringrazio lei e i suoi autisti, Demetrio e Saverio sono ottimi colleghi, meritano sia premi che riconoscenze. Se mi permette, consideri i miei annunci e le mie pillole musicali un esperimento innovativo aziendale.

Lui, allinizio tutto rigido, poi titubante, suda, si siede, si rialza, beve acqua e quindi:

È vero, il fatturato sulla 7 cresce. Però la gente è diversa, qualcuno non sopporta musica, o lidea delle novità dal vivo in autobus

Ma non è vietato, direttore! E nei regolamenti, si dice che dobbiamo garantire anche il comfort del passeggero.

Però anche gli altri controllori hanno iniziato a lamentarsi.

Non mi conoscono nemmeno! Faccio doppi turni, per ora.

Proprio questo. Ma mi dicono che tu, invece che andare dai passeggeri a chieder soldi, resti seduta accanto allautista, come una regina. E chiacchieri. Sei stata assunta come controllora, non come guida turistica!

Mi metto a canticchiare tra me: Premi i freni, controllore, fermati un attimo… Guardo il direttore con un sorriso tra lironico e il rassegnato.

Direttore, secondo la normativa, la controllora non ha potere di pretendere il pagamento; solo può vendere il biglietto su richiesta. Sono i passeggeri che devono pagare spontaneamente. Mi trovano regale? Beh, nel mio autobus funziona una regola: si entra davanti, si paga, poi ci si accomoda. Se cè ressa, basta mandarmi il biglietto di mano in mano. Io parlo col microfono e avviso che anche le carte passano sicure: cè la telecamera, nessuno si azzarda a rubare!

Ma non ne abbiamo di telecamere! Addirittura dici bugie pubblicamente?! Regina, proprio!

Sogno ad occhi aperti Per una buona ragione: educare e informare. E magari, le telecamere potrebbero essere davvero utili!

Andrea Sestieri allora abbassa la voce:

Ma davvero non ti alzi mai?

Solo per aiutare chi ha bisogno. O per consolare un bimbo che piange. E poi, spesso i più curiosi vengono da me, a vedere chi sia questa regina. Poi, tra racconti e canzoni, spesso pagano anche il biglietto. Andrea, ami questa città? Da quanto tempo vivi qui?

Sono tornato da poco, dopo il divorzio. È cambiata, non la riconosco nemmeno!

Appunto. Cè tanto di nuovo e di bello. Dovremmo raccontarlo! Consiglio di andare a vedere la commedia Divorzio romano al nostro teatro.

Lelia, mi scusi, ora devo scappare. Però se mi invita davvero a teatro, magari accetto!

********

Il progetto della controllora-regina proseguì anche a febbraio e marzo. Ho persino ricevuto un piccolo bonus per la festa della donna da Andrea. Io, a lui, biglietti per il teatro. Peccato, non sono riuscita ad andarci tutto doppi turni. Tutti nello staff conoscevano la storia della strana controllora, ma nessuno volle seguirne lesempio. Alcuni ridevano dicendo che solo la regina del bus aveva abbastanza sponsor da poterselo permettere. In realtà, lo sponsor ero io stessa, insieme a mia madre e a Federico del secondo piano, che ci voleva bene davvero.

********

28 aprile, sabato. Oggi è il mio compleanno. Mamma mi ha proposto di prendermi un giorno libero. Ho preferito lavorare, sentivo i passeggeri aspettarmi. Ho camminato fino alla rimessa, ormai fa ancora freddo per essere aprile. Ma io mi sento bene, da quando non ho più il vecchio titolo. Mi piace la nuova partitura che suona nella mia testa. E mentre cammino nevica! Nevischio bianco, fine, proprio oggi! Da bambina avrei dato qualsiasi cosa per vedere la neve ad aprile nel giorno del mio compleanno.

Entro nellautobus: i colleghi lo avevano decorato con fiocchi di carta. Saverio mi ha regalato una scatola di cioccolatini e un microfono nuovo: Alla nostra regina, solo cose belle! Io a loro due, una bottiglia di rosolio e il libro La mia Italia.

Nel weekend la folla è minore, ma in centro lautobus si riempie. Alla prima porta sale qualcuno che mi fa venire la pelle doca: è lui, il mio Piero, la mia unica storia importante. Porta col sax in spalla, le mani occupate. E per la prima volta alzo la voce, senza microfono, quasi gridando: Biglietti, prego! Si passa al centro! La telecamera vi guarda! Scatto in piedi e quasi fuggo in fondo allautobus.

Poi, Lelia ascolta: parte dal vivo, da quel sax, la melodia di Ashpay E nevica, nevica

E per un attimo, io, la regina senza trono, mi sento a casa.

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