Calzini Fantasia: Colori e Stili per Ogni Occasione Italiana

Calzini

Amore mio, sei il mio tesoro! Che meraviglia che sono i bambini piccoli, vero? esclama con orgoglio Marina Bianchi, coccolando il nipotino davanti alla videocamera.

Il mezzo anno di vita di Federico viene festeggiato alla grande. Animatori, palloncini, una torta enorme e bellissima. I nonni si sono superati. Giulia però non è del tutto convinta dellorganizzazione. Certo, le fa piacere che i genitori vogliano rendere felice lei e il bambino, ma come da bambina, si stanca in fretta di feste rumorose. Federico, evidentemente, è proprio suo figlio: dopo mezzora piange disperato e Giulia è costretta a portarlo di sopra. Richiude bene le finestre, si mette in poltrona con il piccolo tra le braccia e in pochi minuti lui dorme già.

Che fatica, amore mio. È presto per te, queste feste.

Marina sale in camera, portandosi dietro il regalo lasciato sul mobiletto dellingresso.

Dorme?

È stanchissimo. Mamma, te lo dicevo che è presto per lui.

Non fa niente, si abituerà. Figlia mia, possiamo permetterci di organizzare una festa per il nostro amato nipotino. Quanto lo abbiamo aspettato! Guarda che meraviglia ti ho preso! È favoloso!

La carta frusciante sveglia il bimbo, che si agita infastidito.

Mamma, dopo, per favore Giulia si alza, passeggiando piano nella stanza mentre culla il figlio.

Ma dai! Lho scelto apposta, ci ho pensato un sacco e a te neanche interessa! sbuffa Marina posando il pacco sul tavolino.

Ma no, mamma, mi interessa tantissimo! Sono sicura che è un regalo splendido! cerca di calmarla Giulia, sorridendo. Mi porteresti da bere? Muio di sete.

Allora posa il bambino e scendi.

Si sveglia.

E va bene, che sarà mai! Torniamo a festeggiare!

Mamma, se si sveglia adesso, piangerà e urlerà a lungo. Non è unidea geniale, ammettiamolo.

Giulia, bisogna educare i figli fin da piccolissimi. Che vuol dire che piange? I bambini ben educati non strillano!

Giulia ha un attimo di esitazione, poi riprende il suo lento movimento nella stanza. I gesti sembrano quasi una danza, naturale e armoniosa, come se lavesse provata per tutta la vita. I bambini buoni non fanno quello che non va ai grandi. E le ragazze educate devono essere impeccabili in tutto. Schiena dritta, mento alto, prima posizione! E guai a contraddire.

Vado dagli ospiti. Tu sistema Federico e scendi. Non si sta bene con la padrona di casa assente.

Dai tu il cambio a me, mamma, per favore.

Marina se ne va; Giulia si rimette in poltrona stringendo il figlio. Quanto aveva dovuto fare per avere questo bambino!

Giulia è nata in una famiglia perbene. Il nonno era accademico e la nonna tra i migliori chirurghi di Milano. Il padre, rispettando la tradizione, è diventato medico anche lui. Giulia non ha mai capito come sia stato possibile che un uomo così sicuro di sé sia diventato così influenzabile con sua madre. Marina era lontana dal mondo accademico: si è laureata con fatica, ha infilato il diploma in un cassetto e si è messa alla ricerca di un marito. Più precisamente, la suocera ha cercato marito per la figlia. La signora Carla Ferrari è stata abile nel suo ruolo. I genitori si sono conosciuti al compleanno di Marina e il resto è stato facile: bella e socievole, Marina ha subito conquistato Giuseppe e poco dopo si sono sposati in grande stile. I genitori hanno regalato loro un appartamento. Giulia è arrivata due anni dopo ed è passata subito sotto il controllo assoluto della nonna. Carla ha scelto la tata e organizzato in prima persona tutte le attività adatte a una signorina: due lingue, scuola di danza classica e lezioni private di musica.

In una bambina tutto deve essere perfetto!

Il weekend era nei musei e a teatro, sempre sotto locchio vigile della nonna. I genitori si vedevano poco. Il papà lavorava tanto e la mamma si affacciava giusto per un bacio alla figlia prima di correre allennesimo aperitivo.

Il metodo della nonna ha funzionato: Giulia viene ammessa a scuola di danza, poi al famoso Teatro alla Scala. La carriera fila liscia, fino a quando Giulia incontra il futuro marito. A Pietro non è piaciuto quasi a nessuno della famiglia, tranne che al padre.

Ma ti rendi conto, che disparità! Carla si lamentava stesa sul divano, le dita sulle tempie. Pensaci, piccola! Che farai con questuomo grezzo? Non sa nemmeno parlare!

Nonna, essere insieme a te scoraggerebbe chiunque dal parlare. Giulia, rannicchiata sulla poltrona, avrebbe meritato una sgridata se non fosse che la nonna era troppo presa dal problema.

Cosa vorresti dire con questo?! Carla la guarda sospettosa.

Voglio dire che poche persone al mondo reggerebbero il confronto con te.

Carla scruta ancora la nipote.

Aggiungo solo che Pietro non mi piace, lo amo. E tu sai che lamore è la vera forza dellarte?

Lascia perdere larte! Ma come pensi di vivere con lui?

A lungo. Felice, se possibile.

Quella volta Giulia vinse la sua battaglia, tra mille discussioni e preghiere di ripensarci. Guardando Pietro negli occhi, risponde sì e chiude la porta alle proteste. Per Pietro, lei è una creatura divina, fragile e fortissima insieme, che sente di dover abbracciare e proteggere dal mondo intero.

Non so darti molto, adesso. Ma farò di tutto per renderti felice. Questo posso: amarti.

Basta questo. Giulia capisce che esiste qualcuno a cui va bene così comè. Nulla da dimostrare, niente più “essere allaltezza”.

La strada non è semplice. Pietro non ha padrini, né parenti ricchi. Il padre è venuto a mancare presto, la madre, Rosa Manfredi, ha dedicato la vita a insegnare nelle elementari. I bambini la adorano. Il figlio la stima. Sa sempre trovare le parole giuste. Grazie a lei Pietro si è laureato in Economia alla Bocconi e, con intelligenza e sacrificio, la sua azienda cresce in pochi anni, diventando importante in poco più di dieci. Perfino la difficile Carla, sua bisnonna, si ammorbidisce, specialmente dopo la nascita del pronipote.

Giulia desidera un figlio con tutta se stessa. Sogna la normalità, non la grandezza. Ma per anni la natura la contraddice: visite, interventi, nessun risultato. Piange di notte senza farsi vedere da Pietro, pensando che lui abbia diritto a diventare padre. Quando glielo confessa e lui ride, lei si arrabbia.

Scusami! Scusami, Giulia! Pietro la stringe forte. Era solo una reazione automatica. Ma sul serio pensi che tutto il mio amore sia soltanto per avere un figlio? Tu sei la mia vita! Non lhai ancora capito?

Giulia piange di sollievo e frustrazione.

Capire che avere un figlio non era destino è stato più facile che accettarlo. Tutti la punzecchiano: la madre, facendo il verso alle amiche che sono già nonne, le amiche con i loro figli nelle feste. Ma il tempo piano placa tutto, Giulia smette di fissare i bimbi nei parchi e apre una sua scuola di danza.

Ho bisogno di qualcosa da fare, o impazzisco!

Pietro non capisce del tutto, ma interviene Rosa Manfredi:

Pietro, capisci che fatica sta facendo? Una donna che ama vuole rendere padre il suo uomo. So cosa vuol dire. Sostienila, qualsiasi cosa desideri fare.

Ho capito, mamma.

Trova il locale e Giulia è entusiasta della nuova sala luminosa.

È perfetta! Sei bravissimo!

Arrivano i bambini, le lezioni, il lavoro: Giulia si butta a capofitto. I primi segnali di gravidanza li ignora, abituata ai cicli sballati. Ma un giorno Rosa la guarda e le chiede: Giulia, posso farti una domanda? Ma se vuoi non rispondere. Ti aspetto un bambino?

Giulia si rabbuia. Perché toccare subito il punto dolente? Ma proprio in quellattimo, barcolla sulla sedia. La nausea è forte. Rosa chiama il cameriere:

Rimani qui.

Qualche minuto dopo, Rosa torna con una scatolina.

Basta indovinare, no?

Gli avventori del bar sono sorpresi poco dopo a vedere due donne ballare abbracciate, fra lacrime e risate. I loro volti sono così pieni di felicità che tutti sorridono, capendo che è successa una cosa bellissima.

Federico nasce sano, bello e forte, nonostante le preoccupazioni dei medici in ospedale.

Sei una ballerina, vero? chiede la neonatologa a Giulia.

Sì.

Un bimbo splendido hai fatto.

Ti sorprende?

Un po. Di solito ci sono più problemi, ma qui… un bimbo perfetto. Complimenti!

Da allora Giulia si sveglia ogni mattina con una felicità così grande che quasi ne è spaventata.

Non sei sola! Siamo in due sorride Pietro, guardando il visino ingolfato nel pizzo della copertina nuova comprata da Marina per luscita dallospedale.

Ma luscita diventa un piccolo incubo per Giulia: nonostante le proteste di Pietro, Marina fa tutto a modo suo. Fotografano ogni istante, amici e parenti si accalcano sulluscio, mentre in casa la tavola aspetta imbandita.

Giulia, sfinita dal dolore, sogna solo doccia calda e riposo.

Mamma, serviva proprio?

Ma che domande! È una festa! Sono felice!

Giulia capisce che è inutile ribattere. Si trascina a fatica su per le scale, e quasi si dispera vedendo quante persone la aspettano. Non tutti hanno fatto in tempo ad arrivare in ospedale.

Sono i più cari, figlia!

Interviene Rosa, che con decisione la prende sotto braccio.

Le concedete in prestito a me, il nipote e la mamma per un po? sorride e la porta in camera.

Mettiti a letto. Vengo io a portarti tutto e poi puoi andare a farti la doccia. Hai fame?

Giulia annuisce stanca, vedendo il marito sistemare il piccolo nella culla, ma poi si muove nervosa.

Dovrei scendere.

Davvero? Sopravvivranno benissimo senza di te. Dieci minuti li hai dati.

Giulia si lascia finalmente andare e capisce di essere esausta. Si rannicchia sotto la coperta, osservando Rosa.

Hai sonno? Rosa copre le gambe di Giulia con un plaid caldo. Dormi! Io guardo Federico.

Federico… Lentamente Giulia si addormenta e non vede lo sguardo dolce della suocera. Federico era il nome del padre di Pietro.

Quando Marina sale poco dopo e trova la figlia addormentata, si indigna.

Ma ti pare?

Questa è una mamma giovane che allatta. Se non si riposa niente latte per il nostro bambino!

Nessun problema! Io a Giulia il latte non lho mai dato per giorni. Cresciuta perfetta e sana! vorrebbe entrare per svegliarla ma Rosa è decisa.

Perché non festeggiamo in due il nostro nuovo ruolo? Dopo tanta attesa! Come preferisci, che ti chiami nonna o per nome?

Pietro chiude la porta e mentalmente ringrazia sua madre. Con la suocera i rapporti sono tesi: Marina sfrutta tutto quello che il genero può offrire, senza curarsi della sua opinione. Tranquillo, Pietro sopporta a fatica la madre della moglie. Con il suocero andava meglio, lo valuta per le sue doti, ma sul matriarcato di casa glissa.

Cambiarla è impossibile. Solo se si vuole la casa come un Vesuvio.

Dopo unora e mezza Giulia si sveglia, spaesata per un attimo. Ma sente Federico muoversi, e le voci di sotto; si ricompone. Allatta il piccolo, aspetta il marito e finalmente raggiunge il bagno. Mentre gusta il brodo favoloso cucinato da Rosa, la interroga su tutti i consigli per crescere un figlio.

In ospedale mi hanno detto due cose in croce. Sono terrorizzata!

Mangia! E non avere paura. I bambini sono più forti di quello che crediamo. E sei la mamma. Imparerai da sola. Quando è nato Pietro, non c’era nessuno ad aiutare. Ho sbagliato, certo, ma ce lho fatta. Lo sai tu meglio degli altri cosa serve a tuo figlio. Fidati, e basta. Prova.

Col tempo Rosa si rivela più che saggia: Giulia si organizza in fretta e i timori diventano meno pressanti.

Passano sei mesi in un lampo. Rosa viene spesso per aiutarla, anche se poi finisce ai fornelli o a pulire. Allinizio Giulia si infastidisce, ma la suocera la rassicura:

Questo tempo vola. Ogni sorriso, ogni novità. Goditelo. Non sprecarlo. Finché posso, cucino e pulisco io.

Marina invece si fa vedere meno spesso, ma ogni volta è uno show.

Giulia, guarda che passeggino! È meraviglioso!

Mamma, il nostro va benissimo!

No, non cè paragone! Metti il bambino, lo proviamo subito!

Il nome di Federico a Marina non va giù.

Ma dove lavete trovato, questo nome? Non potevate chiamarlo diversamente? Federico! Ma dai!

Mamma! È un nome regale. Cosa non ti torna?

È il bambino che deve vivere con questo nome! Nella scuola privata rideranno!

E andremo in quella pubblica! E comunque il nome lo scelgono i genitori, o no?

No. Il tuo te lo scelse la nonna. Io ti avrei chiamato diversamente.

Per fortuna quello di mio figlio lho deciso io! Fine.

Marina borbotta, si prende il nipote e va a spasso. Passeggino nuovo, bimbo che dorme e lei, elegante e appariscente, che riceve complimenti: “Che piccolo adorabile! E che mamma raffinata!” Le piace che la prendano per la madre del bambino. Sorride enigmatica, sistema la copertina. Ma il paese capisce in fretta la situazione, e Marina smette le passeggiate col nipote. Ora viene da Giulia solo per un caffè, bacia sbrigativa Federico e riparte per impegni.

Sarò la nonna delle feste! e aggiunge una nuova coloratissima giostra alla cameretta.

I ruoli in famiglia si assestano.

La grande festa per i sei mesi di Federico quasi sfocia in lite.

Giulia sorride al figlio appena sveglio e apre la scatola lasciata da Marina. Un sonaglio dargento bellissimo le fa brillare gli occhi.

Guarda, Federico, che meraviglia!

Il piccolo agita il regalo e scopre i primi dentini.

E che ti ha portato nonna Rosa? Giulia apre il sacchetto lasciato dalla suocera.

Un completino bianco, lavorato alluncinetto da Rosa, così morbido e fine che Giulia lo stringe guancia.

E i calzini! Che belli! Hai una nonna che sa fare di tutto, piccolo mio!

Marina entra e resta a bocca aperta.

Che meraviglia! È di una stilista?

No, lha fatto Rosa a mano.

Marina gira la maglia per le mani.

Non poteva escogitare un regalo migliore? È una data importante. Si poteva comprare qualcosa! Che tirchieria!

Mamma!

Che cè di male? Non ho ragione?

Giulia non sa dove guardare, osservando Rosa che ha sentito ogni parola dalla porta. La suocera, impassibile, lascia un bicchiere di succo e va via in silenzio. Quando Giulia scende, Rosa è già partita.

Pietro! Che disagio, che figura!

Non eri tu a parlare. Perché devessere colpa tua?

Non lho fermata! Non doveva andare così.

Non agitarti. Mia madre è intelligente, capisce benissimo.

Giulia vorrebbe riappacificarsi con la suocera, ma Rosa taglia corto ogni volta:

Non pensarci, non ce lho affatto.

Ma Giulia sente che qualcosa si è incrinato, e cerca il modo di aggiustarlo.

Il malessere arriva un giorno in cui cè solo Federico che dorme nella cameretta. Giulia chiama Pietro, ma il telefono è spento. Prova il padre, ma sa che sarà in sala operatoria. Prova la madre:

Ciao bella! Come va? Federico? Da quanto non ci vediamo, dalla festa, giusto? Che splendore che è stata, tutti contentissimi!

Mamma…

Non ringraziarmi! È il mio ruolo! Oh, scusa, ho una chiamata! e butta giù.

La situazione peggiora, Giulia chiama lambulanza e poi Rosa.

Giulia?

Ti prego… la stanza gira, Giulia sente che sta per svenire. Federico…

Rosa non ha mai corso tanto. In pantofole, con la borsa in mano, scende in strada.

Vuoi morire, signora?! il taxista frena di colpo.

La prego! Mia nuora sta male! Corra!

Sali!

Rosa si tiene forte, la macchina sfreccia.

Non tema, trentanni senza incidenti. Ci arriviamo!

Lambulanza arriva poco dopo larrivo di Rosa.

Da questa parte! spalanca i portoni.

Giulia riprende conoscenza qualche minuto dopo.

La portiamo via.

Dove? Perché? è stordita dal dolore.

Giulia, è meglio così. Non preoccuparti, io tengo Federico. Pietro sta arrivando.

Loperazione va bene, la dimettono dopo due settimane. Vuole tornare a casa, ma il padre insiste che resti ancora.

È una cosa seria. Ti serve salute, Federico ha bisogno di una mamma forte!

Quando torna la prima cosa è abbracciare Federico, poi chiama la madre.

Mamma!

Giulia! Come va?

Così così. Avrei bisogno del tuo aiuto.

In cosa posso aiutarti? la voce della madre è esitante.

Dovresti stare qui un po con noi. Non posso sollevare pesi, servirà una mano con Federico.

Sì, certo! Però… ho una vacanza prenotata, parto fra due giorni. È un biglietto non rimborsabile. Non pensavo sarebbe andata così! Ci tenevo tanto!

Giulia chiude silenziosa il telefono. Vorrà dire che dovrà cavarsela da sola. Allatta il figlio, si sdraia chiudendo gli occhi, sperando che il dolore si attenui. I medici, il papà stesso, dicono che doveva già passare, ma la ferita tira.

Si sveglia sentendo qualcuno aggirarsi nella stanza.

Scusa, non volevo svegliarti! Rosa prende in braccio Federico e sorride. Hai fame? Ti ho fatto il tuo brodo preferito. Ho anche preparato gelatina e crostatine fresche. Porto Federico da Pietro e ti porto tutto. Riposati! Se vuoi posso fermarmi da voi un paio di settimane, finché ti rimetti per bene.

Giulia guarda la suocera e scoppia in lacrime.

Ma dai! Niente lacrime, cara! Il dottore ti ha detto: servono emozioni positive! Quindi concentriamoci su quelle, ok? Guarda qui cosa vi facciamo vedere.

Rosa mette Federico sul tappeto, lo lascia in piedi e, quando lui muove i primi passi verso Giulia, le si asciugano subito gli occhi. Lo prende tra le braccia e alza gli occhi su Rosa.

Allora, emozioni positive? Ecco! ride Rosa. E ora andiamo a mangiare. Devi riprendere le forze, perché quando questo ragazzino non camminerà, ma correrà, te ne serviranno tutte!

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